“Manca il lavoro”, il Papa al Quirinale pensa ai giovani

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Roma, 10 giu. (AdnKronos) – I giovani e la difficoltà di trovare un lavoro solido e dignitoso al centro del discorso che papa Francesco fa al Quirinale in occasione della visita ufficiale al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Viviamo un tempo – osserva il Papa – nel quale l’Italia e l’insieme dell’Europa sono chiamate a confrontarsi con problemi e rischi di varia natura, quali il terrorismo internazionale, che trova alimento nel fondamentalismo; il fenomeno migratorio, accresciuto dalle guerre e dai gravi e persistenti squilibri sociali ed economici di molte aree del mondo; e la difficoltà delle giovani generazioni di accedere a un lavoro stabile e dignitoso, ciò che contribuisce ad aumentare la sfiducia nel futuro e non favorisce la nascita di nuove famiglie e di figli”.

“Tra le questioni che oggi maggiormente interpellano chi ha a cuore il bene comune, e in modo particolare i pubblici poteri, gli imprenditori e i sindacati dei lavoratori, vi è quella del lavoro – osserva il Papa -. Ho avuto modo di toccarla non teoricamente, ma a diretto contatto con la gente, lavoratori e disoccupati, nelle mie visite in Italia, anche in quella recentissima a Genova”. Il Papa ribadisce “l’appello a generare e accompagnare processi che diano luogo a nuove opportunità di lavoro dignitoso”.

“Il disagio giovanile, le sacche di povertà, la difficoltà che i giovani incontrano nel formare una famiglia e nel mettere al mondo figli – sottolinea Bergoglio – trovano un denominatore comune nell’insufficienza dell’offerta di lavoro, a volte talmente precario o poco retribuito da non consentire una seria progettualità”. Da qui il monito: “È necessaria un’alleanza di sinergie e di iniziative perché le risorse finanziarie siano poste al servizio di questo obiettivo di grande respiro e valore sociale e non siano invece distolte e disperse in investimenti prevalentemente speculativi, che denotano la mancanza di un disegno di lungo periodo, l’insufficiente considerazione del vero ruolo di chi fa impresa e, in ultima analisi, debolezza e istinto di fuga davanti alle sfide del nostro tempo”.

C’è anche il dramma dei migranti al centro del discorso che papa Francesco fa al Quirinale. “Mi rallegra – osserva Francesco – rilevare che l’Italia, mediante l’operosa generosità dei suoi cittadini e l’impegno delle sue istituzioni e facendo appello alle sue abbondanti risorse spirituali, si adopera per trasformare queste sfide in occasioni di crescita e in nuove opportunità. Ne sono prova, tra l’altro, l’accoglienza ai numerosi profughi che sbarcano sulle sue coste, l’opera di primo soccorso garantita dalle sue navi nel Mediterraneo e l’impegno di schiere di volontari, tra i quali si distinguono associazioni ed enti ecclesiali e la capillare rete delle parrocchie”. “Ne è prova – dà atto ancora il Pontefice – anche l’oneroso impegno dell’Italia in ambito internazionale a favore della pace, del mantenimento della sicurezza e della cooperazione tra gli Stati”.

L’Italia troverà sempre nella Chiesa Cattolica “il miglior alleato” per la crescita della società, sottolinea Bergoglio.

Il Papa, nel suo discorso al Quirinale, lancia un forte monito alle istituzioni: “Da tutti coloro che hanno responsabilità in campo politico e amministrativo ci si attende un paziente e umile lavoro per il bene comune, che cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le istituzioni, perché da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia e si avviano a soluzione questioni che, a causa della loro complessità, nessuno può pretendere di risolvere da solo”.

Al Quirinale, in occasione della visita del Papa, sono arrivati anche un gruppo di trecento bambini delle zone del centro Italia colpite dal terremoto. Bergoglio, incontrandoli insieme al Presidente della Repubblica nei giardini del Quirinale e, parlando a braccio, li incoraggia: “Grazie per essere venuti qui. Andate avanti con coraggio, sempre su. Nella vita ci sono difficoltà, voi avete sofferto tanto con questo terremoto”.

Mattarella, nel suo intervento in occasione della visita del Papa, ha detto: “L’occupazione, e la dignità -che ad essa è intrinsecamente legata- deve costituire il centro dell’esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali, così da prevenire fenomeni di emarginazione, povertà, solitudine e degrado”.

Poi, parlando di clima, il presidente della Repubblica ha affermato che dall’enciclica ‘Laudato sì’ “tutti possiamo trarre ispirazione per politiche che tendano a realizzare condizioni di sano equilibrio fra rispetto della natura, rispetto economico inclusivo e rifiuto della cultura dello ‘scarto’. In questo senso l’Accordo di Parigi sul clima rappresenta un punto di partenza al quale non intendiamo abdicare”.