Manifattura italiana e modelli finanziari in evoluzione: al via la mappatura delle “Pmi ad Alto Potenziale”

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in foto Claudio Mombelli

Il tessuto manifatturiero italiano mantiene una base produttiva complessivamente solida, ma opera in un contesto di credito bancario più restrittivo. Nel biennio 2024–2025, secondo la Banca d’Italia, il credito alle imprese ha evidenziato una dinamica stagnante, accompagnata da un irrigidimento dei criteri di concessione, in particolare per le PMI. In questo quadro prende avvio il Programma Pmi ad Alto Potenziale, iniziativa di osservazione e analisi territoriale promossa da Domorental, società milanese specializzata in soluzioni di noleggio operativo e modelli asset-light. 

L’iniziativa interessa alcune delle principali aree manifatturiere del Paese – Brescia, Modena, Verona, Vicenza, Bergamo, Ancona e Salerno – con l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del tessuto imprenditoriale locale e il rapporto tra struttura industriale, liquidità e scelte di investimento. Dai territori osservati emerge un quadro comune: imprese strutturate che rivedono modalità di finanziamento e utilizzo degli asset, in un contesto in cui il Fondo di Garanzia per le Pmi resta centrale, con coperture fino all’80% per gli investimenti e al 50% per la liquidità. Tra gennaio e settembre 2025 il Fondo ha sostenuto oltre 180.000 operazioni per più di 33 miliardi di euro, a conferma di un sistema del credito che continua a richiedere coperture pubbliche.

Parallelamente, il credito bancario presenta rigidità crescenti – impatto su Pfn, Centrale rischi, rating e covenant –, mentre gli interventi di Sace si concentrano sempre più su operazioni strutturate e di maggiore dimensione, con un progressivo trasferimento del rischio sulle imprese (fonti: MIMIT – Mediocredito Centrale; Banca d’Italia; Sace). A conferma di questa evoluzione, le analisi condotte da Domorental su oltre 5.000 aziende nelle province coinvolte dal Programma PMI ad Alto Potenziale evidenziano un aumento significativo delle poste di “godimento beni di terzi” nei bilanci 2024 rispetto al 2023, riconducibili a forme di utilizzo di beni strumentali tramite contratti di terzi. Tali poste risultano in aumento su base annua tra il 18% e il 22%, segnalando una crescente attenzione alla flessibilità finanziaria e all’ottimizzazione dell’impiego degli asset.

Il percorso di analisi si concluderà con un momento di riconoscimento pubblico delle realtà che emergeranno per solidità economica, visione industriale e capacità di interpretare in modo evoluto i modelli di investimento, nell’ambito del Servitization & Sustainability Excellence Award 2026. Il primo appuntamento è previsto a Brescia, nel marzo 2026, e sarà accompagnato da un evento riservato di networking tra imprenditori, investitori e top manager dei territori coinvolti.

“Nei principali distretti industriali italiani – commenta Claudio Mombelli, ceo di Domorental – osserviamo imprese solide e patrimonializzate, che oggi si confrontano con un contesto di credito più selettivo e con una maggiore incertezza macroeconomica. In questo scenario diventa sempre più rilevante leggere con attenzione l’evoluzione dei modelli di investimento delle PMI e la capacità di adattare gli strumenti finanziari ai cicli industriali”.