Mann, anche oggetti di uso quotidiano mai visti nelle 5 sale dedicate a Pompei ed Ercolano

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Tra due giorni riapre al pubblico la collezione degli oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane del Museo archeologico nazionale di Napoli. Le cinque sale ospitano oltre cinquecento reperti databili tra la fine del I secolo a.C. e l’eruzione del 79 d.C., e sono state oggetto, dallo scorso dicembre, di lavori di riallestimento, pur conservando il precedente criterio espositivo, in uso da fine Ottocento. Le collezioni però sono state arricchite, aggiornato l’apparato didattico e divulgativo, e le vetrine che ospitano i manufatti sono state sottoposte a radicale restyling. Tra i reperti di Pompei, Ercolano e siti limitrofi che mai in precedenza avevano trovato collocazione, spiccano uno straordinario piatto in vetro cameo bianco e blu, ma anche numerose terracotte e suppellettili, così come argenti e strumenti chirurgici e musicali. “Sono tutti ‘emersi’ dai depositi, un immenso giacimento del museo finalmente oggetto di uno storico riordino. Un lavoro che può definirsi quasi di scavo e di ricerca e che si affianca, in parallelo, a quello del Laboratorio di Restauro interno”, sottolinea il direttore del museo, Paolo Giulierini. La patera in vetro cammeo risale I secolo a.C./I secolo d.C., ed è un piatto in blu e bianco ritrovato nella celebre domus del Poeta Tragico a Pompei; aveva, con ogni probabilità, un valore decorativo e denotava lo status e il prestigio del suo proprietario. Sempre da Pompei arriva un nuovo nucleo di terrecotte votive, circa dieci pezzi, e una selezione di oggetti in osso e avorio. Il percorso di visita sarà articolato in cinque segmenti diversi, ciascuno rappresentato da una sala: strumenti chirurgici, strumenti da larario, lucerne, elementi di arredo (sala 89); ceramica invetriata, ossi ed avori (sala 88); vasellame bronzeo e argenti dalla domus del Menandro (sala 87); vetri (sale 86-85). L’apparato didattico sarà approfondito nei contenuti (prevista anche la traduzione in inglese, non realizzata nel precedente allestimento) e sarà reso user friendly nella grafica. In armonia con la collezione Magna Grecia, i disegni dei pannelli saranno firmati da Silvia Pertile. Il lavoro di restyling, condotto anche sulle vetrine, comporterà una migliore fruizione dei reperti, in termini di illuminazione e presentazione complessiva delle opere. Sempre mercoledì prossimo, inizieranno i lavori di riallestimento delle Sale degli Affreschi per uniformarne la comunicazione alle diverse collezioni museali, e la riapertura è prevista per il 4 marzo.