Mann, Decaro celebra Totò poeta

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Del grande comico si è detto tutto, meno del poeta e raffinato autore di canzoni. Nel cinquantenario della scomparsa di Totò, per ricordare che il principe Antonio de Curtis non fu solo il creatore de ‘La livella’ e di un brano celebre come ‘Malafemmina’, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli gli dedica una giornata del festival ‘Muse al Museo’ e celebra con Enzo Decaro l’autore-filosofo e la sua poetica. Andrà in scena domani alle 21,30 nel Salone della Meridiana lo spettacolo “In arte?Totò”, ideato dall’attore e regista napoletano insieme con la figlia del grande artista, Liliana de Curtis, e con la nipote Elena. Ed è stata proprio la famiglia a mettere a disposizione di Decaro un archivio con rari documenti per poter consentire un approfondimento sulla figura di Totò. Il lavoro è stato già portato in scena in una serata d’onore al Teatro Peppino De Filippo di Roma e ora arriva in esclusiva a Napoli in una versione pensata per gli spazi monumentali del Mann. Decaro, nel suo viaggio nel mondo poetico e musicale di Antonio de Curtis, sarà accompagnato da Riccardo Cimino al pianoforte e alla chitarra e ripercorrerà una parte della vastissima produzione del principe, la cui voce e immagine saranno presenti in scena con proiezioni e registrazioni rare. Decaro parlerà della sua ricerca sulla figura di Totò in un incontro con il pubblico del Festival (in svolgimento fino al 25 aprile, da un idea del direttore del Mann Paolo Goilierini) alle 11,30, nella Sala Letteratura del museo. ”Tutto (o quasi) è stato detto, scritto e anche sottoscritto! come direbbe lui, su Totò – spiega Decaro nelle sue note di regia – Meno si sa, e si è indagato, invece sulla ‘poetica’ dell’artista Totò, così fortemente connessa alla sua vicenda umana: quel suo complesso dei ‘gemelli siamesi’. Così lui stesso definiva la non sempre armonica convivenza tra il nobile principe, raffinato esteta, e quel comico stralunato, guitto e saltimbanco, che pure non era solo il suo alter ego, ma il terminale umano così radicato in quel ‘popolino’ da cui amava prendere le distanze, ma che gli apparteneva così profondamente”. Lo spettacolo vuole sottolineare che Antonio De Curtis fu poeta, ma anche musicista. Nel prezioso scenario del Mann saranno proposto veri e propri piccoli tesori di raffinata sensibilità, ”opere tra le più rappresentative della sua produzione – spiega Decaro – che daranno, insieme a tracce ritrovate della sua voce e ad altro raro e prezioso materiale, un’immagine nuova e inaspettata di Antonio De Curtis, in Arte Totò”.