Manovra, Anelli (Fnomceo) “Insufficiente attenzione alla sanità”

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ROMA (ITALPRESS) – “Insufficiente per l’approccio verso la professione medica e la sanità in genere. E con aspetti potenzialmente rischiosi per la salute pubblica”.
Questo il giudizio del Presidente della FNOMCEO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, sul testo della manovra che andrà in Aula alla Camera.
“Ci aspettavamo molto di più, visto l’impegno del Ministro della Salute Roberto Speranza, sin qui condiviso anche dal Governo, a considerare la sanità – e il suo capitale umano – come un terreno di investimento, e non come un costo – spiega Anelli -. Apprezziamo lo sforzo del Ministro e siamo, senza se e senza ma, al suo fianco nel chiedere maggiori risorse per la sanità. Non possono essere poche decine di milioni a valorizzare un impegno così importante da parte dei medici che, insieme agli altri professionisti sanitari, hanno tenuto e stanno tenendo in piedi, in questi mesi terribili, il Servizio Sanitario Nazionale. Sono 264, ad oggi, i medici che hanno perso la vita. Più di 85mila gli operatori sanitari contagiati, dall’inizio dell’epidemia”.
A preoccupare i medici sono anche le norme sulle vaccinazioni.
“Ribadiamo la piena disponibilità dei medici e degli Odontoiatri italiani a vaccinare: nelle ASL, negli ospedali, nei loro ambulatori, e in tutte le altre strutture autorizzate – afferma ancora Anelli -. Questo permetterà una distribuzione capillare e sicura del vaccino in ambiente protetto. Ricordiamo che la somministrazione di ogni vaccino richiede la presenza di un medico, cui compete l’anamnesi e la gestione di eventuali eventi avversi. E la richiede tanto più il vaccino anti-Covid, del quale, essendo di nuova autorizzazione, non possiamo ancora prevedere con precisione tutti gli effetti collaterali e reazioni avverse. Come per ogni nuovo farmaco, è necessario uno stretto monitoraggio a livello collettivo e individuale. Va garantita la somministrazione da parte di professionisti preparati, adeguatamente formati, e in luoghi sicuri e autorizzati dalle autorità competenti, quali sono, ad esempio, gli studi medici e odontoiatrici, al fine di individuare con precisione le responsabilità e assicurare le competenze”.
“La vaccinazione è un’attività professionale a tutti gli effetti – conclude Anelli -. Non possiamo chiamare i medici specializzandi, che sono, appunto, medici, ad effettuarla gratuitamente, ‘ripagandolì in crediti formativi. Sarebbe un doppio errore: perchè non si riconoscerebbe il valore della prestazione professionale; e perchè si farebbe passare per attività formativa quella che è un’attività assistenziale”.
(ITALPRESS).