“Manovra da 37 miliardi”, Tria conferma il Def

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Roma, 10 ott. (AdnKronos) – La dal Def sarà di 37 miliardi, di cui 22 in deficit. Lo ha riferito il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla Nadef. “Nel suo complesso – ha spiegato – la manovra è quantificabile in un aumento dell’indebitamento pubblico di circa 22 miliardi di euro nel 2019”. Per il 2019, inoltre, la manovra prevede interventi di “copertura finanziaria per un ammontare complessivo di 15 miliardi di euro”, tra tagli di spesa (per 6,9 miliardi) e aumenti di entrate (per 8,1 miliardi).

GOVERNO CONFERMA PREVISIONI – In audizione, dopo la , Tria ha comunicato che il governo conferma le stime. “A seguito della mancata validazione del quadro macro economico programmatico da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio il governo ritiene opportuno confermare le previsioni contenute nella Nadef – ha detto il ministro – Non dobbiamo lasciare che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la nostra capacità di prendere decisioni equilibrate”, “non possiamo, né dobbiamo basare il quadro su scenari di rischi al ribasso”, e “il governo farà di tutto per recuperare la fiducia”.

Quanto alla bocciatura da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio “interpretiamo l’obiezione dell’Upb come uno stimolo all’azione anziché un motivo per abbassare le nostre previsioni, e cosa più importante, le nostre ambizioni” ha affermato Tria, aggiungendo che la valutazione dell’Upb si basa “su informazioni parziali o obsolete, alla luce delle ultime scelte di politica economica del governo”.

“PIÙ RISPETTO PER MEF” – “Nessuno ha voluto mettere in dubbio capacità tecniche dell’Upb ma io credo che il rispetto istituzionale vada in tutte le direzioni” ha poi scandito il ministro dell’Economia. “Le strutture tecniche del Mef non sono meno valide di quelle di altre istituzioni”, ha ribattuto il ministro nel corso delle risposte alle domande dei membri delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Non credo che le capacità tecniche e i modelli del Tesoro siano inferiori a quelle di altre istituzioni, credo che l’Upb abbia rispetto delle nostre stime e ha fatto osservazioni puntuali e noi nel pieno rispetto abbiamo risposto – ha incalzato – Stiamo parlando del Mef e delle sue strutture tecniche che da anni stimano queste cose e usano modelli econometrici validati”.

REDDITO CITTADINANZA E PENSIONI – “La manovra consta di misure espansive e di interventi di copertura finanziaria” ha evidenziato Tria. Entrando nel dettaglio delle misure, il titolare di via XX Settembre ha riferito che il costo del reddito di cittadinanza e delle modifiche della Fornero per la finanza pubblica è pari a 16 miliardi in ciascuno dei tre anni. “Nel complesso questi interventi si tradurrebbero – ha spiegato – in un incremento del tasso di variazione del Pil di 0,3 pp nel 2019 e di 0,2 pp nel 2020 e 2021, rispetto al tendenziale”.

FLAT TAX – La manovra, ha proseguito il ministro, “comprende anche l’adozione di politiche di riduzione delle imposte, con l’avvio della prima fase della flat tax, il cui ammontare è pari a 0,6 miliardi nel 2019, 1,8 nel 2020 e 2,3 nel 2021. L’effetto sul tasso di variazione del Pil è contenuto e raggiunge lo 0,1 pp nel 2021”.

INVESTIMENTI PUBBLICI – Sul fronte degli investimenti pubblici la manovra di bilancio prevede risorse aggiuntive con un profilo crescente pari a 3,5 miliardi nel 2019, 5 miliardi nel 2020 e 6,5 miliardi nel 2021, ha detto Tria, sottolineando che “l’impatto stimato per i tassi di crescita del Pil è un aumento di 0,2 punti percentuali in ogni anno”.