Manovra fatta con quel che passa il convento, cioè l’ Erario con le sue già scarne casse

in foto Giorgia Meloni

Lunedì per il Paese è stata una di quelle giornate che comunemente vengono definite piene. Tanto non solo per l’atteso Consiglio dei Ministri, che per l’Italia e l’ Europa era considerato una tappa volante per giungere in tempo al traguardo, la chiusura del Bilancio dello Stato entro il 32/12. Se è vero, come sembra vero, almeno stando alla vulgata dei contadini,
che ciascuno debba tentare di risolvere prima i suoi problemi e poi, se sarà in grado e avrà tempo, potrà aiutare gli altri, lo è altrettanto che l’ Italia non può ignorare nemmeno per poco tempo quanto, non meno importante, sta accadendo oltre confine in diverse realtà socio politiche. Resta fermo che per l’ Europa il tribolo più invalidante, anche perché è il più pericoloso, sia l’inferno che lo zar Putin ha scatenato all’interno dell’Ucraina. È comunque da inquadrare bene, anche esso un’altro evento saliente di inizio settimana, quanto hanno fatto i giocatori di calcio della squadra dell’Iran lunedì per la prima volta in assoluto. Dopo aver vinto contro la squadra dei padroni di casa, il Qatar, si sono rifiutati di intonare l’ inno nazionale persiano. Lo hanno fatto anche se tale comportamento avrà quasi certamente ripercussioni tra gli Ayatollah che li aspettano in patria. Il fatto è comunque un indicatore attendibile di quanto sia cresciuto il malcontento popolare in quelle contrade. Di conseguenza, pensare che anche in Iran si sia molto vicini, se non alla vigilia, di violenze estreme, non è sbagliato. Ritornando senza indugio alle vicende domestiche, ciò che ha tenuto banco nell’attenzione di chi segue con interesse le sorti del Paese, è stato certamente il Consiglio dei ministri riunitosi in serata e terminato a notte fonda. È lo spirito del tempo, quello che vorrebbe far passare per normale lo stravolgimento sempre più ricorrente degli orari scelti per tenere quelle sessioni di lavoro. Così è stato quello del Cdm di lunedì, ma almeno un primo passo concreto verso l’approvazione definitiva del bilancio è stato fatto. Ci saranno, a stretto giro, i passaggi di quel documento alla Camera e al Senato per il loro vaglio, dopodiché, entro la fine del mese, il documento dovrà arrivare a Bruxelles sul tavolo di chi sara deputato a valutarlo. Quindi tornerà a Roma per il voto in parlamento entro la fine dell’ anno.Tale termine è perentorio e la Costituzione prevede che, spirato inutilmente, l’ esecutivo debba ricorrere all’ Esercizio Provvisorio. È meglio non addentrarsi nell’argomento, mentre vale la pena solo accennare che, ove malauguratamente ciò si verificasse, per il Governo, e con esso il Paese, varrebbe lo stesso che fare harakiri. I governanti sono oramai talmente abbarbicati su posizioni confuse e irrimediabilmente, almeno per il momento, irrealizzabili, che tale atteggiamento mentale probabilmente ha fatto perdere loro l’ obiettività della misura. Non pertanto chi governa deve adeguarsi al modo di agire di colui che tenta di far galleggiare un pezzo di ferro. Logica e buon governo vorrebbero che si tentasse di rendere operative le misure più impellenti, anche se in numero ridotto, per non finire con il realizzare quelle che a Napoli vengono definite “mezze cose”. È successo già tante altre volte che gli italiani abbiano dovuto fare di necessità virtù, intendendo con ciò che, al momento, gli stessi, pur controvoglia, dovranno stringere ancora per un pò la cinghia. Peggiorano tale situazione le ipotesi di bonus sociali quanto meno bizzarri, come quello legato alle nozze cattoliche. Non è esagerato credere che più di una persona di buon senso abbia pensato a uno scherzo di dubbio gusto. Ancor più inquietante è un altro tipo di riflessione, quella che porta alla conclusione che la risoluzione dei problemi del Paese è in mano a persone che non sono all’ altezza del compito affidato loro. La conferenza stampa che la Premier Meloni ha tenuto nella mattinata di martedì, non ha aggiunto molto alle notizie già note ai mezzi dell’informazione fin dalla conclusione del Cdm di lunedì. Anche in tal caso vale la pena di non sottilizzare sul contenuto dell’antico aut aut contadino: “o mangi questa minestra, o ti butto dalla finestra.” Del resto serve giusto per superare il momento, tanto a Torino hanno glà sentenziato: “dura minga, dura no, non può durare !”. L’oggetto dell’ affermazione è sottinteso.