Manovra, lettera Ue: “Deviazione senza precedenti” Milano affonda, spread sfreccia a 325

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Bruxelles, 18 ott. (AdnKronos) – Una “deviazione senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita”. E’ questa la valutazione sul bilancio italiano espressa nella attesa lettera inviata al governo dalla Commissione europea che “cerca di proseguire un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale” e attende risposte e chiarimenti ai rilievi mossi sulla manovra entro le 12 del 22 ottobre prossimo, scadenza fissata oggi da Bruxelles.

La lettera – Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, firmatari della lettera, spiegano di voler consultare il ministro dell’Economia Giovanni Tria sulle ragioni secondo le quali l’Italia programma una “evidente e significativa deviazione” dalla raccomandazioni adottate dal Consiglio ai sensi del Patto di stabilità e crescita per il 2019, cosa, questa, che “è fonte di una seria preoccupazione per l’Unione europea”. La manovra mostra una deviazione significativa dal taglio del deficit strutturale richiesto e non rispetta la regola del debito. Il progetto del bilancio, si legge nel testo della lettera, “prevede un tasso nominale di crescita della spesa pubblica primaria netta del 2,7%, al di sopra dell’incremento massimo raccomandato di 0,1%. Il deterioramento strutturale ricalcolato nel 2019 ammonta allo 0,8% del pil, che rappresenta una significativa deviazione dal miglioramento dello 0,6% del pil nel 2019 raccomandato dal consiglio del 13 giugno 2018”. “Sia il fatto che venga previsto un’espansione di bilancio prossima all’1% del pil” sia “l’entità della deviazione (un gap intorno all’1,5% del pil) non hanno precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita”. Inoltre, prosegue la lettera, con il debito intorno al 130% del pil, “la nostra valutazione preliminare indica anche che i piani dell’Italia non assicurano il rispetto del benchmark di riduzione del debito sul quale si sono accordati tutti gli Stati membri, che richiede una stabile riduzione del debito verso l’obiettivo del 60% previsto dai Trattati”.

Moscovici – “Ho ricevuto la lettera della Commissione europea. Oggi si apre il dialogo”, ha detto dal canto suo il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che oggi ha incontrato a Roma Pierre Moscovici, il quale aspetta “pazientemente” la risposta da parte del titolare del Mef e si augura “che non ci sia nessuna tensione dei toni. Le opinioni politiche le dobbiamo lasciare alla porta”. “La Commissione europea è e resterà accanto all’Italia” ma il deficit al 2,4% “preoccupa” l’Ue, ha poi sottolineato.

Juncker – Quali fossero le intenzioni dell’Unione europea si era intuito in parte dalle parole del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che, parlando della e della reazione degli altri Paesi all’aumento del deficit contenuto nel Def, aveva detto: “So, e alcuni colleghi l’hanno detto al telefono, che non vogliono che sia aggiunta altra flessibilità a quella già esistente” per l’Italia, e “non è nostra intenzione procedere in questo senso”. “So dal passato – aveva aggiunto – che la Commissione è sempre stata accusata di essere troppo generosa quando si tratta del bilancio italiano. Io non dico che siamo stati generosi, ma abbiamo introdotto nell’applicazione del Patto di crescita e stabilità alcuni elementi di flessibilità”. E l’Italia, aveva poi sottolineato il presidente della Commissione europea, “è l’unico Paese che ha usato tutta la sua flessibilità sin da quando l’abbiamo introdotta, l’Italia è stata in grado di spendere negli ultimi tre anni 30 miliardi di euro in più”. “Siamo stati molto gentili e positivi quando si è trattato dell’Italia, perché l’Italia è l’Italia”, aveva affermato ancora Juncker ribadendo poco prima che la Commissione europea “non ha alcun pregiudizio negativo” rispetto alla manovra italiana. “Il primo ministro ci ha presentato la situazione italiana con verve e talento – aveva detto – Noi non abbiamo reagito alla sua esposizione, perché esamineremo il progetto di bilancio che ci è stato trasmesso l’altro ieri dalle autorità italiane. Quello che vorrei dire è che non abbiamo alcun pregiudizio negativo sull’Italia, il progetto di bilancio italiano sarà esaminato con lo stesso rigore e con la stessa flessibilità con cui esamineremo gli altri progetti di bilancio che ci sono stati presentati”.

Conte – Su Facebook il premier Giuseppe Conte, a Bruxelles per il vertice del Consiglio europeo, ad alcuni dei nostri principali partner europei, nell’ambito di incontri bilaterali: tra cui Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mark Rutte”, aveva sottolineato: “Sapevamo che questa manovra che abbiamo pensato per soddisfare le esigenze dei cittadini italiani, a lungo inascoltate, non è in linea con le aspettative della Commissione Europa – ha sottolineato – Ci aspettiamo quindi osservazioni e rilievi che stanno per arrivare e ai quali siamo pronti a replicare”. “Ma tutto questo non può preoccuparci: ci avrebbe preoccupato se avessimo fatto una manovra temeraria. Ma la nostra manovra è ben pensata, ben costruita, ben realizzata ed è l’unico strumento che abbiamo per assicurare crescita economica e sviluppo sociale al nostro Paese. Ed è quello che continueremo a spiegare nel corso dell’interlocuzione che proseguirà con l’Unione europea. Sono misure indispensabili se vogliamo invertire la rotta. Credo nel lavoro che abbiamo fatto, con serietà e responsabilità. L’ho rivendicato con orgoglio di fronte ai partner europei. E non ci spaventa il dialogo purché costruttivo e utile, e scevro da pregiudizi”.

Di Maio – “Venite qui tra la gente, non pontificate. Venite tra la gente e abbiate il coraggio di dire agli italiani che non hanno gli stessi diritti di altri popoli. Io non credo che ci sia una deviazione senza precedenti nella storia”, ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, aggiungendo: “Dico a quei signori, Junker, Moscovici e Dombrowski, venite con me nelle fabbriche a parlare con i lavoratori, con chi e chi vuole andare in pensione e vengano a dire che non hanno più diritto al lavoro, ne’ alla pensione ne al rimborso se truffati dalle banche”.

Salvini – “La prima manovra economica del cambiamento a Bruxelles non piace, le altre, quelle di Monti, Gentiloni e degli altri invece gli piaceva”, ha detto Matteo Salvini, aggiungendo: “”Li abbiamo tutti contro: Inps, Bankitalia, Istat, perché era più comodo avere i vecchi governi”.