Manovra: Treu (Cnel), contro povertà serve ventaglio misure, non solo aiuto

6

Roma, 6 dic. (Labitalia) – “E’ nostra convinzione che il contrasto alla povertà non possa ridursi né esaurirsi nella erogazione di sussidi monetari, pur necessari, e vanno anche distinti dalle politiche attive per il lavoro, perché la povertà non dipende solo dalla mancanza di lavoro o da un lavoro povero, ma riflette molte condizioni individuali e familiari delle persone. Per questo, serve un ventaglio di misure, non solo di aiuto economico, ma di prevenzione e di assistenza”. E’ quanto afferma Tiziano Treu, presidente del Cnel, riferendosi al reddito di cittadinanza, nella relazione introduttiva del ‘Rapporto sul mercato del lavoro e sulla contrattazione collettiva 2018’ del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, presentato stamattina, a Roma, nella sede di Villa Lubin.

“Le esperienze straniere mostrano che i paesi che hanno minori tassi di povertà e che li hanno ridotti hanno implementato buoni sistemi educativi e di formazione professionale per giovani e adulti, hanno efficaci misure di orientamento al lavoro e di alternanza tra scuola e lavoro, danno sostegno ai bassi salari, ecc. Sono queste misure che vanno rafforzate in Italia per recuperare i nostri ritardi con i paesi vicini, per mobilitare utilmente risorse finanziarie così da non scaricare tutto il peso della povertà sull’assistenza”, ribadisce.

“Le stesse esperienze – prosegue – indicano che anche nei paesi ove esistono servizi all’impiego più efficienti dei nostri gli inserimenti e reinserimenti al lavoro riescono solo per una quota minoritaria di beneficiari. Tali esperienze sono da considerare attentamente in Italia ove, specie in molti territori, il lavoro è drammaticamente carente e le possibilità di inserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro sono obiettivamente ridotte”.

Treu ricorda, poi, che “l’importanza di precisare le risorse necessarie e disponibili per le misure di sostegno minimo contro la povertà e di definirne in modo più comprensivo la composizione è stata sottolineata anche di recente nell’audizione del Cnel in Parlamento sulla legge di bilancio”.

Per il presidente del Cnel, “in ogni caso, per rendere concrete le opportunità di occupazione servono servizi personalizzati di orientamento, di formazione e di accompagnamento, e spesso queste misure vanno accompagnate con risposte a bisogni personali e familiari di assistenza, con interventi di sostegno psicologico e sanitario”. “Inoltre, l’aiuto economico ai beneficiari non è solo monetario ma riguarda l’accesso a una abitazione adeguata e nel caso di famiglie povere le spese per la crescita e per l’educazione dei figli”, aggiunge.

“Investire in servizi alle persone e alle famiglie non è solo parte essenziale della prevenzione e del contrasto alla povertà, ma è anche una componente importante delle politiche economiche e del lavoro. Infatti, i lavori di cura e di assistenza alle persone, insieme a quelli di manutenzione delle strutture, sono e saranno sempre di più uno dei volani principali di una buona occupazione e potranno dare opportunità di impiego anche ai beneficiari del reddito minimo”, conclude Treu.