Maradona e il fisco, il ricordo di Pedersoli: Vicenda kafkiana. Fu difeso gratuitamente perché lo amavamo

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in foto Giuseppe Pedersoli

Diego Armando Maradona aveva, secondo il Fisco italiano, per compensi ritenuti corrisposti in modo illecito all’estero, un debito di quasi 35 milioni di euro che cresceva di 3.070 euro al giorno. Il commercialista Giuseppe Pedersoli promosse e guidò con l’avvocato Vincenzo Siniscalchi e il collega Michele Saggese il maxi collegio di professionisti che difese gratuitamente,”per amore delle gesta dell’ex campione del Napoli”, davanti alle commissioni tributarie in occasione della maxi multa fiscale. La vicenda nel 2005 vide la condanna in Cassazione di Maradona al pagamento di circa 35 milioni di euro, ed è finita anche nel libro “L’oro del Pibe, paradossi e ingiustizie del fisco italiano, da Maradona al signor Nessuno” scritto dallo stesso Pedersoli con il giornalista Luca Maurelli. Maradona, ricorda Pedersoli, “non ebbe mai nelle sue mani l’atto, il documento che gli ingiungeva di versare al Fisco quanto dovuto (secondo il Fisco) perché un messo notificatore scrisse in calce alla relata di notifica “sloggiato e sconosciuto”….per un personaggio che in quell’epoca a Napoli era popolarissimo, altro che sconosciuto”. “Piango – dice Pedersoli – per la morte di Diego come tutti i napoletani. L’ho conosciuto ed è stato per me un privilegio, un onore. Ho raccontato in un libro di 300 pagine la sua vicenda fiscale, kafkiana: Diego non è stato un evasore fiscale. Ma in questo momento preferisco ricordarlo sul rettangolo di gioco. La foto con lui e altri amici e colleghi, nel 2002 a Fiuggi, è un cimelio che conservo gelosamente. Quanti hanno la fortuna di poter essere ritratti accanto a un Dio? Se artista è chi ti trasmette emozioni, Maradona è stato l’Artista degli artisti. Per consolarci dobbiamo pensare che, in fondo, Il Pibe de Oro non è mai stato di questo mondo. Ha raggiunto una dimensione ultraterrena, celestiale, divina, a lui sicuramente più congeniale. Ora è in Paradiso, dove tasse e cartelle esattoriali non esistono per nessuno, figurarsi per uno che ha segnato con la mano di Dio. Cioè la sua”, conclude Pedersoli.