Marchionne: Ambrogioni (Cida), lascia grande insegnamento

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Roma, 25 lug. (Labitalia) – “Marchionne ha lasciato un grande insegnamento, perché nella sua azione sono incastonati i valori identificativi della cultura manageriale: la visione, il coraggio, l’attitudine a comprendere il valore dei collaboratori, la responsabilità. Spero che vi siano le capacità professionali e umane per completare il suo lavoro”. Lo ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, commentando la scomparsa dell’ex amministratore delegato di Fca.

“Ho conosciuto Sergio Marchionne -ha continuato Ambrogioni- all’inizio della sua esperienza in Fiat e si avvertiva una forte personalità caratterizzata da un mix di durezza e di profonda umanità. Doti necessarie a chi assume la leadership di un’organizzazione complessa come la Fiat/Fca e che deve prendere decisioni che finiscono con ricadere sulla vita dei dipendenti”.

“Ora bisogna riprendere il lavoro interrotto: mi riferisco -ha aggiunto il presidente di Cida- ai rapporti con i sindacati, giocati a tutto campo, senza trucchi o finalità diverse da quelle della salvezza dell’azienda e del suo rilancio produttivo. Alla necessità di stringere un’alleanza con altre case automobilistiche in grado di collocare definitivamente Fca fra i futuri 4-5 players mondiali. Al lancio di nuovi modelli ‘vincenti’ per saturare i siti produttivi. Alla capacità di fronteggiare gli enormi investimenti necessari alla transizione dai motori alimentati dai combustibili fossili, ai futuri motori elettrici”.

“Ma non si tratta -ha continuato- soltanto di capacità manageriali, che pur servono e di alto livello. La lezione di Marchionne non riguarda tanto le sue innegabili competenze professionali, quanto averle saputo inserire in un grande progetto di medio-lungo periodo, con una capacità di visione che sfiora la temerarietà e che non appartiene certo a chi si limita ai business plan. Come a Pomigliano, ad esempio, dove ha visto possibilità e occasioni laddove altri vedevano capannoni vuoti e macchinari fermi”.

“O nel contestatissimo ‘matrimonio’ con la Chrysler, gestito da Marchionne -ha spiegato ancora- con polso fermo e nessun tentennamento, certo che l’obiettivo non era unire due debolezze, ma creare un nuovo gruppo automobilistico globale, con marchi di eccellenza”.

“E’ questa la lezione di Marchionne che spero non vada perduta e che impone di riprendere il lavoro interrotto e di portarlo a termine senza revisioni al ribasso o preferendo soluzioni meno ambiziose”, ha concluso Ambrogioni.