Marco Ilardi e le nuove sfide dell’intelligenza artificiale per i consulenti SEO

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in foto Marco Ilardi

In questo periodo di grande cambiamento della comunicazione digitale dove gli aggiornamenti di Google sono all’ordine del giorno e la competizione per la visibilità online è feroce, incontriamo l’imprenditore digitale napoletano Marco Ilardi.
Marco è un multipotenziale, un imprenditore che ha avuto diverse fasi evolutive della sua carriera dimostrando tanto coraggio e voglia di cambiare: nato come ricercatore universitario all’Università Federico II di Napoli si è trasformato successivamente in un brillante sviluppatore software per poi diventare un ottimo consulente SEO con un focus particolare sui Knowledge Panel di Google, strumenti preziosi per le aziende che cercano di migliorare la loro presenza online e la reputazione del brand.
Con una formazione che spazia da un master in Brand Management alla SDA Bocconi fino ai corsi con Jason Barnard, riconosciuto esperto nel campo dei Knowledge Panel di Google, Marco ha costruito una solida competenza nel settore.

Fondatore di Marketers Directory, una piattaforma pensata per facilitare la lead generation per consulenti di marketing e SEO, Marco naviga attraverso le sfide e le opportunità che la SEO presenta oggi, tra le insidie dell’intelligenza artificiale e gli ultimi aggiornamenti di Google.
Oggi ci offre una finestra sul suo mondo, condividendo in questa intervista insight e riflessioni sullo stato attuale e futuro della SEO.

Marco, come hai iniziato il tuo percorso nel mondo della SEO e cosa ti ha spinto a specializzarti nei Knowledge Panel di Google?
Ciao e grazie per questa intervista. Volevo cominciare dicendo che fondamentalmente sono un curioso e la mia curiosità è ciò che mi spinge ad esplorare sempre nuovi settori e nuove opportunità di business.
La SEO è un mondo affascinante, cui mi sono avvicinato quando mi sono accorto che non bastava scrivere solamente contenuti ma che bisognava farlo in un certo modo affinché funzionassero. Scrivere contenuti fini a se stessi se non conosci la SEO è tempo perso.
I knowledge panel di Google che sono i cosiddetti pannelli informativi che escono alla destra dei risultati di ricerca mi hanno sempre affascinato, e ancor di più quando ho capito che era importante essere riconosciuto da Google come entità nota ed ancor di più quando a partire dal 2021 ho cominciato a vedere pannelli informativi non più referenziati a Wikipedia ma anche ad altri oggetti.
Ho capito che era il momento di sfruttare questa nuova opportunità di business specializzandomi nella branding Seo che è un ramo particolare della SEO finalizzata alla valorizzazione dell’ecosistema digitale di una azienda, del suo core business e dei suoi prodotti.

Qual è l’importanza dei Knowledge Panel nella strategia digitale di un’azienda e come influenzano la percezione del brand da parte degli utenti?
I knowledge panel sono molto importanti nella strategia digitale di una azienda di un libero professionista ma anche di chi opera nel mondo dello spettacolo.
Pensiamo un attimo a cosa succede quando conosciamo una persona che può interessarci dal punto di vista lavorativo.
Qual è la prima cosa che facciamo tutti? Prendiamo il telefono e cerchiamo il nome di quella persona.
Se Google ci comunica informazioni chiare precise inequivocabili, mostrando che chi abbiamo di fronte è una persona credibile come dice una nota pubblicità nei primi sette secondi stabiliamo subito una relazione positiva.
Se invece cercando quella persona ci compaiono informazioni frammentarie, ad esempio, due tre profili social che sono pure di persone diverse abbiamo sicuramente diverse sensazioni.
Ci sono alcuni studi americani che dicono che chi ha una forte reputazione digitale con un Google panel, ad esempio, converte il 15 per cento in più degli altri.

Parlando della tua esperienza con la Marketers Directory, quali sono stati i principali ostacoli che hai dovuto superare nella creazione di una piattaforma di lead generation per consulenti SEO e marketing?
La principale difficoltà è stata quella di far capire ai consulenti seo e marketing ma anche a tanti altri scettici che una directory non è come avere un profilo su Linkedin, ma ti offre molte altre opportunità.
Innanzitutto, su Linkedin trovi professionisti di ogni genere e non è verticalizzata sul settore marketing.
La mia directory oltre che essere ottimizzata per la seo locale offre la possibilità di targhettizzarsi fino a dieci categorie e finire nei motori di ricerca locali per quelle categorie.
Ad esempio, se un consulente Seo si registra indicando come sottocategoria specialista portali e-commerce ed esperto nella SEM, sarà indicizzato in due directory locali parallele per le sue competenze con directory e sottodirectory per regione e provincia.
Tra l’altro il portale è assolutamente gratuito ed i piani a pagamento sono solo per chi desidera aiutarmi con una donazione a sostenere le spese di hosting del progetto.

Come vedi l’evoluzione dei Knowledge Panel nei prossimi anni e quale ruolo giocheranno nell’ecosistema digitale più ampio?
Secondo me i knowledge panel soprattutto con l’avvento dell’intelligenza artificiale e di Google SGE assumeranno un ruolo sempre più importante nella strategia digitale.
Le informazioni che Google fornirà attraverso i suoi motori saranno sempre più orientati verso un risultato per l’utente sotto forma di snippet che di contenuti testuali con mappe semantiche che consentano di migliorare l’intento di ricerca.

Hai menzionato il tuo background accademico e la formazione con esperti del settore come Jason Barnard. Come questi hanno influenzato il tuo approccio alla SEO e alla gestione del brand?
Leggendo i libri e frequentando il corso di Jason ho scoperto tecniche molto importanti sui Knowledge panel di Google e sono riuscito in breve tempo non solo ad ottenerli per me stesso e la Micropedia la mia azienda ma anche a correlare le due entità fra loro.
Per chi volesse approfondire questo affascinante argomento e capire come ho fatto con tutti gli errori che ho commesso durante questo viaggio può leggere il mio libro La spunta blu, disponibile su tutti i principali bookstore on line.

Con gli ultimi aggiornamenti di Google, quali sono state le maggiori sfide che hai affrontato nel mantenere alta la visibilità dei tuoi clienti?
Gli ultimi aggiornamenti di Google come il core update di Marzo 2024 sono stati molto pesanti dal punto di vista SEO.
Oltre ad una dichiarata guerra ai portali che facevano spam massivo, Google ha cominciato anche a penalizzare i portali che facevano abuso di contenuti generati con l’intelligenza artificiale deindicizzando tantissimi articoli ed addirittura in certi casi interi portali.
La mia strategia è stata come al solito in questi casi conservativa, cercando di utilizzare il meno possibile i motori di AI che attualmente utilizzo solo per la creazione di mappe mentali per la scrittura di contenuti oppure per avere suggerimenti e linee guida nella stesura di articoli.

L’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo sempre più centrale nella SEO. Quali opportunità e rischi vedi per i consulenti SEO nell’adattarsi a questa nuova realtà?
Il rischio secondo me è abbandonarsi sempre più all’utilizzo di questi strumenti per il content marketing perdendo di brillantezza ed originalità nella stesura dei contenuti.
Le AI devono diventare un alleato nel nostro lavoro ma se non usate nella maniera giusta potrebbero trasformarsi nel nostro nemico.

Nel tuo lavoro quotidiano, quali strumenti o tecnologie ritieni indispensabili per un’efficace strategia SEO oggi?
Io utilizzo da sempre strumenti come SEOZoom secondo me il miglior tool per la SEO ed il più completo, oltre che un progetto orgogliosamente italiano, anzi napoletano.
Ivano di Biasi e Giuseppe Liguori che sono gli inventori di questo fantastico strumento sono sempre un passo avanti agli altri e sono stati tra l’altro i primi a sfruttare all’interno del tool le nuove opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.

Quali consigli daresti alle aziende che cercano di migliorare la loro presenza online attraverso i Knowledge Panel?
Consiglio di affidarsi ad un consulente esperto e non a fantomatiche agenzie che promettono dietro pagamento di creare una pagina Wikipedia chiedendo grosse somme.
Ottenere in maniera organica un Knowledge panel è possibile ma è un lavoro lungo che dura nel tempo non solo per ottenerlo ma anche per mantenerlo. Il mio consiglio è sempre lo stesso: non pagate per farvi fare una pagina Wikipedia sono soldi buttati.

Grazie per la bellissima intervista Marco. Per concludere secondo te, quali tendenze del settore dovrebbero tenere d’occhio i professionisti della SEO e del marketing digitale nel prossimo futuro?
Io penso che l’occhio e l’orecchio dei consulenti SEO sarà sempre più rivolto a queste nuove tecnologie come le AI generative, che entreranno sempre più a gamba tesa nel nostro settore. Per questo motivo sarà ancora più importante restare sempre sul pezzo e non smettere mai di studiare ed aggiornarsi. Chi si ferma nella SEO è perduto.