Marco Tullio Barboni trionfa ex aequo con Andrea Scanzi al Premio letterario Internazionale Montefiore

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Rimini, 20 ago. (Labitalia) – L’associazione culturale ‘Pegasus Cattolica’, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Montefiore Conca, ha organizzato l’ottava edizione del Premio letterario internazionale Montefiore articolato in cinque sezioni in concorso. Nella sezione a tema libero Libro edito di narrativa, di poesia o di saggistica in lingua italiana in vernacolo o straniera ad arrivare al primo posto ex aequo sono stati Marco Tullio Barboni e il saggista Andrea Scanzi, che ha vinto con l’opera ‘Renzusconi. L’allievo ripetente che (non) superò il maestro’, prefazione di Marco Travaglio, Roma, Paper First.

Marco Tullio Barboni, invece, ha conquistato l’ambito primo posto con ‘…e lo chiamerai destino’, Kappa Edizioni. Sceneggiatore, regista e scrittore, Barboni appartiene ad una illustre famiglia che ha segnato tratti importanti del cinema italiano d’autore.

“‘…e lo chiamerai destino’ -spiega Barboni a Labitalia- è un libro che ho nel cuore per tanti motivi, non solo perché è il mio primo lavoro per l’editoria dopo decine di soggetti e sceneggiature per il cinema e la televisione. Esso ha rappresentato una scommessa, per il tema trattato e per lo stile adottato, da molti ritenuto troppo innovativo e spiazzante per un pubblico di lettori abituato,soprattutto per certi argomenti, ad impianti narrativi più tradizionali”.

Ma quella “che suole essere definita ispirazione ha prevalso convincendomi ad assecondare il desiderio di raccontare del rapporto tra conscio ed inconscio, del destino e delle sincronicità e di farlo nella forma di un unico,intenso,emblematico dialogo. La vittoria al Premio Montefiore, che giunge a poche settimane dalle menzioni di merito che il libro e il suo adattamento teatrale hanno ottenuto al Premio Salvatore Quasimodo, rappresenta, qualora ce ne fosse stato bisogno, la conferma che l’intuizione va seguita ed il cuore ascoltato, sempre e comunque”.

“L’ex-aequo -ammette- con un autore della capacità e del piglio di Andrea Scanzi e con un’ opera apparentemente così diversa, apparentemente perché non c’è segmento del comportamento umano da cui il rapporto tra conscio ed inconscio sia escluso, rappresenta, a mio giudizio,la conferma che lo spettro di interesse e di accoglienza dei lettori è molto più ampio di quanto ci si ostini a immaginare”.