Mario Giacomelli fotografo e poeta: fino al 7 settembre la mostra al Palazzo Reale di Milano

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Mario Giacomelli in mostra al Palazzo Reale di Milano. La rassegna, in corso a Milano fino al 7 settembre, testimonia la poetica visiva e  fotografica del grande artista attraverso le sue opere più importanti e considerevoli. Caratterizzati da un linguaggio fotografico intimo, originale e personale, i suoi  capolavori evocano atmosfere sospese tra sogno e realtà quotidiana. Poesie, versi e  liriche prendono vita attraverso le sue immagini toccando tematiche contemporanee  ed universali legate all’esistenza ed al vissuto umano: la caducità del tempo, l’antitesi  costante tra vita e morte, le diverse forme dell’amore. 

La mostra prende vita dalle raccolte Per poesie e Favola, verso possibili significati  interiori, le quali racchiudono una confessione sul linguaggio fotografico dell’artista in  cerca della sua componente lirica e poetica. A seguire, lungo il percorso espositivo si  viene trasportati nelle serie ispirate dalle opere di Giacomo Leopardi, Sergio Corazzini,  Vincenzo Cardarelli, Edgar Lee Masters, Eugenio Montale, Lèonie Adams, Franco  Costabile, Francesco Permunian. Nucleo centrale della mostra è la stanza dedicata  alle serie Io non ho mani che mi accarezzano il volto (1961-1963) e Scanno (1957-1959). La prima serie è dedicata ai giovani seminaristi che danzano e pregano su uno sfondo  bianco, assemblandosi in coreografie circolari, con vestiti scuri, sottolineando il rapporto discordante tra il sacro e il profano. La quotidianità delle immagini di  Giacomelli diventa rito, spiritualità, gesto. La seconda serie intitolata Scanno si  concentra sul celebre borgo abruzzese ove i protagonisti sono sempre corpi in questo  caso ripresi in movimenti meno coreografici e più aderenti al loro naturale incedere  nelle stradine del piccolo borgo: bambini ed anziani passeggiano nella loro quotidianità  indossando i tipici tabarri. Il legame tra le due serie è caratterizzato dal moto dei corpi dei soggetti ripresi, dal contrasto drammatico del bianco e nero e dalla volontà di  superare la staticità dell’immagine portando un’istantanea a divenire visione, sogno,  suggestione fluida. Concludono la rassegna la serie Il canto dei nuovi emigranti (1984- 1985) che riflette il tema dell’assenza legato alla poetica di Costabile e l’installazione  multimediale Sotto la pelle del reale curata da Katiuscia Biondi Giacomelli ove l’opera  diventa un’esperienza sensoriale interiore ed immersiva. La mostra è stata realizzata  dal Palazzo Reale di Milano, Archivio Mario Giacomelli in collaborazione con Rjma,  Silvana Editoriale, curata da Bartolomeo Pietromarchi e Katiuscia Biondi Giacomelli ed  è parte del progetto espositivo che vede Milano e Roma in collaborazione nel rendere  omaggio al fotografo marchigiano con due esposizioni complementari che si  concentrano su diversi temi ed aspetti delle sue creazioni. L’eredità dell’artista  visionario viene consegnata in questa esposizione conducendo ad una indagine sulla sperimentazione e sulla ricerca del linguaggio fotografico perennemente mutevole:  Mario Giacomelli attraversa il realismo moderno ed arriva a conquistare l’espressione artistica di una nuova sensibilità postmoderna.