Dal 19 al 24 agosto il cinema torna protagonista nelle aree interne tra le province di Benevento e Avellino con la XII edizione del Mario Puzo Film Festival – Corto e a Capo (Mapuff), il Festival del Cinema nelle Aree Interne organizzato dall’Associazione di Cultura Cinematografica Daena Aps, con il contributo della Regione Campania e della Campania Film Commission.
La direzione artistica è affidata a Umberto Rinaldi. Sei giorni tra proiezioni, incontri, masterclass, aperitivi letterari, laboratori e cinema diffuso, con un programma che coinvolgerà piazze, aie, vicoli e spazi non convenzionali della Campania.
“Ogni proiezione è un piccolo e lucido atto di resistenza contro la rassegnazione. Vogliamo dimostrare che l’inerzia si può spezzare”, sottolineano gli organizzatori.
Il festival, giunto al dodicesimo appuntamento, si propone come presidio culturale e progetto politico per riportare le aree interne al centro del dibattito. L’obiettivo è raccontare territori spesso considerati destinati allo spopolamento e al declino, mettendo invece in evidenza esperienze, progetti e percorsi capaci di costruire nuove possibilità di vita sociale, culturale ed economica.
Il cinema come strumento per cambiare rotta
Il tema della XII edizione è “Inversione di Tendenza. Strategie per opporsi ad un cronicizzato declino”. La manifestazione vuole raccontare come, anche nelle aree che le stesse istituzioni considerano esposte a un inesorabile declino, non ci si limiti a immaginare un dignitoso invecchiamento della popolazione, ma esistano sguardi e percorsi di speranza, progetti di vita e iniziative sociali ambiziosi e all’avanguardia.
Sono sette le sezioni in gara, dedicate a cortometraggi, documentari e lungometraggi. Due sono promosse in collaborazione con Officine Sostenibili e Slow Food Avellino.
Il programma comprende anche i tradizionali aperitivi cinematografici, quest’anno arricchiti dalla presentazione del secondo numero della rivista CineMoi, e un nuovo documentario di cinema partecipato dedicato proprio allo spopolamento e ai possibili scenari di rinascita dei territori.
Il festival punta l’obiettivo su quelle realtà che, anche in territori periferici e segnati dal calo demografico, continuano a produrre idee e progetti capaci di rendere unica, moderna e desiderabile la vita lontano dai grandi centri.
Un percorso che passa anche attraverso la storia del cinema italiano. Da “900” di Bernardo Bertolucci, che quest’anno compie 50 anni, a “Nuovo cinema paradiso”, passando per “Il Gattopardo”, “Riso amaro” e “Il Postino”, il grande cinema ha raccontato la provincia, le sue peculiarità e la capacità di attraversare i cambiamenti della storia da protagonista e, spesso, da motore del cambiamento.
Delpero apre il festival, poi gli effetti speciali di Stivaletti
Si parte mercoledì 19 agosto con l’inaugurazione mattutina a Tufo. Tra i primi appuntamenti, l’incontro con Adriano Della Starza, docente, youtuber e critico cinematografico, che presenterà il volume “John Ford e Clint Eastwood: I due sentieri del giuramento”.
A seguire sarà protagonista Maura Delpero, tra i nomi di punta del cinema italiano contemporaneo, reduce dal successo di “Vermiglio”, vincitore di due premi alla Mostra del Cinema di Venezia 2024 e di quattro David di Donatello, oltre a essere stato designato come film italiano agli Oscar 2025.
Giovedì 20 agosto spazio invece alla magia degli effetti speciali con Sergio Stivaletti, maestro degli effetti speciali che ha legato il proprio nome ai capolavori di Dario Argento. A Stivaletti sarà consegnato un premio speciale alla carriera. L’autore incontrerà il pubblico per raccontare i segreti del suo lavoro e presenterà il film “Rabbia Furiosa – Er Canaro”.
Dal 20 agosto inizieranno anche le proiezioni quotidiane della mattina e del pomeriggio, realizzate con la collaborazione di importanti realtà associative locali come Migrantes di San Giorgio del Sannio e Officine del Fotogramma di Avellino, oltre alla libreria Casa Naima di Atripalda per la sezione dedicata ai libri.
Dall’Archivio Audiovisivo Irpino al dibattito sulle aree interne
Venerdì 21 agosto, dopo una giornata ricca di proiezioni diffuse, il festival farà tappa in serata a San Martino Sannita. Il programma prevede l’apertura con l’Archivio Audiovisivo Irpino, la presentazione fuori concorso del cortometraggio “Fenice” di Domenico Pizzulo e la proiezione del laboratorio partecipato “Inesorabile declino”, diretto da Giustino Pennino.
Sabato 22 agosto sarà la giornata centrale dedicata alla riflessione politica e sociale. A Venticano un dibattito istituzionale affronterà il futuro delle aree interne.
La serata culminerà con la proiezione di “Ritorno al tratturo”, scritto, tra gli altri, da Filippo Tantillo e interpretato da Elio Germano, presentato dal regista Francesco Cordio.
Nella cavea, il programma proseguirà con un’intervista-approfondimento a Stefano Fresi, dedicata al divario tra cinema di città e cinema di provincia, alla musica e ai segreti del mestiere.
Riccardo Scamarcio protagonista a San Giorgio del Sannio
Domenica 23 agosto, dalle 10 a Tufo, è in programma il workshop “Genius Loci”, a cura del collettivo Zauber Laboratorio di cinema, territorio e spiritualità.
A San Giorgio del Sannio sarà presentato il volume sul cinema inglese “Giorni di gloria”, a cura del critico Giuseppe Borrone.
In serata arriverà uno degli appuntamenti più attesi: Riccardo Scamarcio sarà protagonista di un incontro-intervista e di una masterclass a tutto campo sulla sua carriera internazionale, dai lavori con Johnny Depp a quelli con Costa-Gavras, Woody Allen e Abel Ferrara, fino ai maestri italiani. Al centro dell’incontro anche la sua esperienza come produttore.
A Montefusco il gran finale con Carpentieri
Lunedì 24 agosto il festival si concluderà a Montefusco con le proiezioni dei lavori in concorso e fuori concorso, l’assegnazione dei premi e del prestigioso riconoscimento del pubblico, alla presenza di autori e cast.
Tra gli appuntamenti conclusivi, l’intervista-show e la premiazione di Renato Carpentieri.
A impreziosire la giornata sarà la mostra fotografica curata da Paolo Speranza, autore e critico cinematografico, dedicata a Ettore Scola nel decennale della scomparsa del maestro, al quale il festival dedica ogni anno un omaggio.
La XII edizione di Corto e a Capo conferma così la propria formula: portare il cinema dove normalmente non è di casa e trasformarlo in uno strumento per interrogare il presente. Non soltanto raccontare lo spopolamento, dunque, ma cercare, attraverso il cinema e le esperienze dei territori, quelle possibili “inversioni di tendenza” capaci di rimettere le aree interne al centro della scena.






































