Marmolada, valanga a 300 km orari: 6 morti, 8 feriti e 16 dispersi. Ma il bilancio è destinato ad aggravarsi

356

La massa di materiale staccatosi dal ghiacciaio della Marmolada e’ scesa da una velocita’ di 300 chilometri l’ora. E’ quanto hanno accertato i tecnici del Soccorso Alpino che hanno mappato tutta l’area della montagna in cui si e’ verificato il crollo del seracco. Una parte consistente del ghiacciaio e’ ancora attaccata alla montagna: si tratta di un fronte di ghiaccio di 200 metri con un’altezza di 60 metri ed una profondita’ di 80 metri. Se si volesse fare un termine di paragone, dicono gli esperti, si tratta dell’equivalente di due campi di calcio colmi di ghiaccio. Il tutto esposto a 45 gradi di pendenza. Il materiale che si e’ staccato e’ invece esteso su un fronte di due chilometri sulla via normale ad un’altezza di circa 2.800 metri: e questo significa, appunto, che la massa di materiale staccatosi ha percorso almeno 500 metri con una velocita’ stimata dai tecnici pari a 300 km l’ora.
Il bilancio provvisorio della sciagura è di sei vittime, otto feriti e almeno sedici dispersi. Ma sono numeri destinati ad aumentare. I corpi recuperati sono martoriati e questo rende molto complicato il riconoscimento e quindi la quantificazione esatta dei decessi. Proprio per questo nella mattinata di domani sono previsti degli accertamenti attraverso il Dna: si incroceranno i dati genetici dei resti ritrovati con quelli dei familiari e dei parenti che via via si stanno mettendo in contatto con i soccorritori anche attraverso il numero verde che e’ stato istituito. A quanto apprende l’Ansail console della Romania ha contatato i carabinieri in Trentino segnalando che fra i dispersi risulterebbero anche dei cittadini rumeni. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo modello 44 ipotizzando il reato di disastro colposo.
La valanga di neve, ghiaccio e roccia, nel suo passaggio di circa due chilometri lungo il versante trentino ha coinvolto anche il percorso della via normale, mentre vi si trovavano alcune cordate. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivato intorno alle 13.45. I soccorsi della Protezione civile del Trentino sono scattati immediatamente: sono stati impiegati sei elicotteri, personale del Soccorso alpino e speleologico con le unità cinofile, Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza provenienti anche dalle vicine province di Bolzano, Belluno e Venezia. Le operazioni vengono coordinate presso la caserma dei vigili del fuoco di Canazei, sede anche del soccorso alpino.