Martina: “Sono ladri di futuro”

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Roma, 30 set. (Adnkronos) – “Sono ossessionati dall’idea di trovare un nemico invece che trovare soluzioni per il Paese. Soffiano sul fuoco ma così un Paese non tiene. Un Paese non tiene se è governato dall’odio con ministri che passano il tempo sui social a insultare l’opposizione. E a proposito di ‘assassini politici’: vergognatevi”. Così alla manifestazione del Pd a piazza del Popolo a Roma, citando tra l’altro le parole di Luigi Di Maio sul Jobs Act.

“Noi non tifiamo per lo spread ma abbiamo a cuore il futuro degli italiani in particolare i più giovani” scandisce il segretario, Lega-M5S “sono ladri di futuro. Una giovane coppia con un figlio e un mutuo non avrà nulla per il figlio, per il lavoro. Sulla rata del mutuo sì: potrebbe aumentare”.

Nel mirino finiscono anche i festeggiamenti del M5S per la manovra. “Ma ditemi se un Paese come l’Italia può essere governato dal balcone di Palazzo Chigi con la claque dei 5 stelle sotto – attacca Martina – Una scena tristissima da repubblica delle banane”. Il segretario si rivolge inoltre al premier Giuseppe Conte. “Se c’è un presidente del Consiglio – dice – si faccia vedere, esprima un giudizio anziché fare interviste vuote”.

Poi, rivolto ai manifestanti: “Avete dato una lezione a tutti noi. Questa è la piazza del risveglio democratico, è la piazza della speranza, del cambiamento, della fiducia e del futuro”. Per il segretario “serve un nuovo Pd per una nuova sinistra, per l’alternativa. Lo dico senza arroganza ma senza il Pd non ci sarà una nuova sinistra in questo Paese e allora non servono tifosi, serve una comunità di destino che senta su di sé il peso e la bellezza di questa sfida, senta la gravità del momento. Vi chiedo questo impegno, vi prego, insieme”.

“Io non pronuncerò una sola parola sull’unità perché – sottolinea ancora – quando sei un dirigente ci sono cose che non puoi dire ma che devi praticare. Abbiamo capito, abbiamo capito ma adesso ci date una mano? Perché l’Italia non può andare a sbattere perché questi governano in modo folle. Ci avete dato una lezione, abbiamo capito. Allora più unità, più ascolto, meno arroganza e meno vanità”.

Alla fine del discorso di Martina risuonano le note di Bruce Springsteen ‘Born to run’. Era già successo a Ravenna, durante il comizio conclusivo della Festa dell’Unità. Una scelta, ripetuta anche oggi, che era già stata interpretata come un possibile segnale verso una candidatura di Martina in vista del prossimo congresso.