Massoni racconta il viaggio del papa in Africa

33
In foto Mauro Massoni, ambasciatore italiano in Kenia

Tra disperazione e speranza,  i timori di uno sbarco inconsueto: l’Africa si avvicina al nostro Paese più di quanto si possa pensare e un Twitter del sindaco di Napoli De Magistris, a fine settimana ha invitato a considerare la nostra città come possibile alternativa. Questa notizia rompe il silenzio di uno stallo pericoloso sul tema dell’immigrazione, mentre il Papa si appresta a fare un viaggio in Kenia per parlare di solidarietà e speranza. In una ampia intervista Mauro Massoni, Ambasciatore italiano in Kenia, parla di questo viaggio  e dei rischi collegati, ma soprattutto delle speranze legate al messaggio di pace di cui Francesco è portavoce in un continente che resta inesorabilmente alle prese con il sottosviluppo e la violenza; o meglio alle prese con coloro che vogliono prendere in mano le possibilità offerte dalla globalizzazione, e unirle con il commercio illecito, la sperequazione ideologica e la guerra alle missioni umanitarie.
Da qui la fuga dei civili per timore di rappresaglie e torture,  gli integralismi religiosi, le carestie e il sogno di un futuro più umano , condensando il tutto in un viaggio molto atteso dalla popolazione. Due sono quindi i sentimenti contrapposti che aleggiano sulla visita di Papa Francesco in terra d’Africa. Si può sicuramente in tale ambito, restare sicuri “che porterà in una terra altamente martoriata, come l’Africa la parola, tante benedizioni e soprattutto solidarietà, consolazione e speranza, in un momento nel quale molti di noi vivono nello sconforto”; questa è l’opinione del nostro rappresentante diplomatico in Kenya, l’Ambasciatore Mauro Massoni, che si dice certo che la visita africana sarà lo stimolo e l’opportunità per gli africani di discutere di problemi come l’ambiente, la giustizia, la coesione sociale, l’integrità morale, lo stare insieme attraverso il dialogo.
Ma la piega umana della fuga e dell’immigrazione non si può combattere con dichiarazioni spurie fatte per contrastare la politica  del governo e non per esprimere una seria iniziativa di pace. Il meridione dell’Italia è già afflitto da tante piaghe, e sicuramente la peggiore è quella della micro e macro criminalità che purtroppo si può solo incrementare, con la venuta di gente allo sbando e pronta al facile guadagno. Se da un lato c’è la parola del Papa, e dall’altro solo divisione e mancanza di piene condivisioni, in mezzo ci dovrebbe essere il dialogo e la diplomazia, e l’Europa potrebbe essere il più valido strumento per trovare delle soluzioni senza che si debba incorrere alla disperazione politica.