Materie critiche, al via “ResourceEu”: finanziamenti per 3 miliardi di euro

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Almeno 3 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi saranno mobilitati nei prossimi 12 mesi per sbloccare immediatamente i progetti nei magneti permanenti, nelle batterie e nella difesa. Al centro, ci saranno monitoraggio e acquisti congiunti per conto degli Stati membri attraverso il Centro europeo per le materie prime. La Commissione europea punta a colmare le lacune sulle materie critiche, di cui ha estremo bisogno (ma ne non dispone), prima che la dipendenza dalla Cina – ad oggi oltre il 90% dei magneti in terre rare dell’Ue proviene dal gigante asiatico – assuma i contorni preoccupanti già sperimentati sul fronte energetico con la Russia e strozzi l’economia del Vecchio Continente. Questo soprattutto alla luce del recente annuncio di Pechino di restrizioni all’esportazione di materie prime di riferimento come grafite, gallio, germanio e terre rare, nonché di batterie e tecnologie di elaborazione chiave. Insomma, Bruxelles vuole fare da sé, per quello che potrà. E mette in campo un Piano d’azione, denominato ResourceEu, per accelerare i propri sforzi volti a garantire l’approvvigionamento dell’Ue di materie prime critiche, come le terre rare, il cobalto o il litio.

“Con ReSourceEU, l’Europa afferma la propria indipendenza per quanto riguarda le materie prime critiche. Questo è essenziale, data l’attuale situazione allarmante”, ha delineato in conferenza stampa il vice presidente esecutivo della Commissione europea per Prosperità e Strategia industriale, Stéphane Séjourné. Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la strategia Ue sarà dotata di “strumenti operativi fondamentali per ridurre la dipendenza strategica dell’Europa”. Inoltre, “su nostra sollecitazione, sui prodotti siderurgici sarà realizzato il dimezzamento delle quote e il raddoppio dei dazi sui prodotti siderurgici cinesi”, misure che “ho chiesto diventino subito realtà nel più breve tempo possibile”, ha aggiunto. Il piano si basa sulla legge europea sulle materie prime critiche (Crma), che stabilisce parametri di riferimento per il 2030 per la sicurezza dell’approvvigionamento nell’Ue: almeno il 10% del consumo annuo di materie prime strategiche deve essere estratto nell’Ue, il 40% deve essere qui lavorato, il 25% riciclato e non più del 65% di tali materiali deve provenire da un singolo Paese.

La situazione esistente vede “una base di approvvigionamento con 60 siti di estrazione, lavorazione o riciclo che abbiamo designato come ‘progetti strategici’, 47 in Europa e 13 all’estero”, mentre “un nuovo pool di progetti sarà annunciato a metà gennaio, con un nuovo bando attualmente in corso”, ha elencato Séjourné. E ci sono anche le “partnership all’estero, con Ucraina, Norvegia, Australia, Canada e Sudafrica”. Ma “ciò nonostante, ci mancano ancora gli strumenti di cui dispongono i nostri concorrenti per essere efficienti e rapidi: troppi progetti subiscono ritardi, troppi contratti vengono persi a causa della mancanza di strumenti adeguati”, ha spiegato. In questo contesto, “lo strumento principale” di ResourceEu è il nuovo Centro europeo per le materie prime che sarà istituito all’inizio del 2026. “Sarà il centro di controllo per l’approvvigionamento europeo di materie prime critiche” e “ha tre missioni: monitorare e valutare i bisogni; acquistare congiuntamente per conto degli Stati membri; costituire scorte e consegnare in base alle esigenze delle aziende”, ha dettagliato il vice presidente. Inoltre, Bruxelles punta a creare “un arsenale per accelerare i progetti in corso”. In totale, nei prossimi 12 mesi saranno mobilitati almeno 3 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi per sbloccare immediatamente i progetti, “in tre settori prioritari”: magneti permanenti, batterie e difesa. Due miliardi di euro arriveranno dalla Banca europea degli investimenti, 300 milioni di euro da Battery Booster, 600 milioni di euro da Horizon Europe per il programma 2026-2027 e altri finanziamenti dal Fondo per l’innovazione, dal Programma europeo per l’industria della difesa, dai fondi InvestEU e dal Global Gateway. Dunque, sarà data accelerazione ai progetti rilevanti per l’Ue, mobilitando strumenti di riduzione del rischio finanziario ed eliminando i colli di bottiglia normativi per accelerare quelli strategici con il potenziale di ridurre la dipendenza fino al 50% entro il 2029. E proprio per dare il via all’attuazione di ResourceEu, la Commissione, la Bei e gli Stati membri stanno sbloccando il sostegno finanziario per due progetti.

Si tratta di “un progetto incentrato sulla difesa in Groenlandia” e di “un progetto in Germania, incentrato sulle batterie”. Capitolo stoccaggio. Qui sono in corso lavori con gli Stati membri per un approccio coordinato dell’Ue e un progetto pilota dovrebbe diventare operativo all’inizio del 2026. Sempre all’inizio del prossimo anno, la Commissione introdurrà restrizioni all’esportazione di rottami e rifiuti di magneti permanenti sulla base di una valutazione approfondita, nonché misure mirate sui rottami di alluminio. Tutto ciò sarà finalizzato ad aumentare la capacità di riciclo dell’Europa e azioni simili saranno prese in considerazione per i rottami di rame, se necessario. In più, una modifica mirata al Crma amplia i requisiti di etichettatura dei prodotti e incentiva il riciclo dei rifiuti pre-consumo per i magneti permanenti, ovvero i materiali sprecati durante la produzione, come rottami, rifilature e prodotti difettosi. Le quote di contenuto riciclato nei magneti permanenti sosterranno il riciclo nell’Ue. Entro la metà del 2026, un piano d’azione sosterrà anche i fertilizzanti nazionali e i nutrienti riciclati, nonché le alternative per affrontare la dipendenza dai fertilizzanti prodotti da materie prime critiche. Infine, l’Ue approfondirà la cooperazione con partner che condividono gli stessi principi per diversificare l’approvvigionamento e accelerare la cooperazione industriale, basandosi sui 15 partenariati strategici già esistenti firmati con Paesi ricchi di risorse, il più recente dei quali è il Sudafrica. E avvierà negoziati con il Brasile. Inoltre, l’Ue sta lavorando a quadri di investimento dedicati per catene del valore integrate di materie prime critiche con l’Ucraina, i Balcani occidentali e il suo vicinato meridionale. “La circolarità è una componente chiave di questo piano”, ha osservato Séjourné. “Manteniamo la rottamazione delle materie prime essenziali in Europa per creare un autentico settore europeo del riciclo. A partire dalla primavera del 2026, attueremo restrizioni sulle esportazioni di rifiuti di magneti permanenti, nonché misure per mantenere i rifiuti di alluminio in Europa”, ha affermato. Ma “è ovvio che la nostra azione funzionerà solo se le nostre aziende europee collaboreranno” impegnandosi “a smettere di acquistare prodotti cinesi al 100%, a diversificare e ad acquistare prodotti europei”. Senza questi sforzi, “renderemo obbligatoria questa diversificazione per legge”.