Mattarella, Meloni e von der Leyen alla Scala: così la mondanità aiuta la politica

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in foto Sergio Mattarella, Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni

Martedì il Capo dello Stato, intervenendo al Festival delle Regioni a Monza, tra le altre situazioni passate al vaglio non ha mancato di affrontare il problema delle scadenze del Governo, quindi del Paese, di fine anno. È andata così. Il Primo Cittadino non ha esitato a complimentarsi con i presidenti delle Regioni per l’opera meritoria (?) di collaborazione che, almeno nelle loro buone intenzioni, nell’ultimo triennio hanno cercato di offrire allo Stato e, va da sé, alle loro popolazioni. Che i risultati siano stati adeguati oppure meno, le conclusioni saranno tratte in altri tempi e in altre sedi. Il suo autorevole beneplacito alle autonomie differenziate è giunto liberatorio per i convenuti, e ha offerto al Presidente della Repubblica l’ aggancio per sottolineare alla platea che l’operazione comporterà onori e oneri. Avendo voluto così dire che, a cose fatte, l’impegno di quegli enti dovrà crescere e non poco. In circostanze analoghe, nel villaggio sono soliti affermare: “Ti è piaciuta la bicicletta? E ora pedala”. Il lavoro di cesello dell’illustre oratore è stato perfettamente recepibile anche quando ha parlato degli impegni presi dal Governo con la Eu: essi devono (perentoriamente, ndr) essere per ipotesi mantenuti. Insieme a rimarcare che è una questione di correttezza, Mattarella ha sottolineato che l’ Italia non può permettersi, sic et simpliciter, il lusso di perdere un occasione storica quale è l’operazione finanziaria che correda il completamento del Pnrr, a valere sul Ngeu. Per pronunciare tanto, ha impostato un tono di voce diverso, mai di rimprovero, piuttosto di memento. È stato molto esplicito e, per tutta risposta, ha ottenuto dalla premier Meloni l’ ennesima ripetizione che, insieme alla sua squadra di governo, sono impegnati allo scopo fin dal giorno dell’insediamento. Il capostazione in pensione dalle cui labbra pendono buona parte dei clienti del bar Centrale, non ha battuto ciglio. Ha risposto però che a lui non era sembrato che le cose stessero proprio così, anzi! Si era fatta piuttosto l’idea, quel ferroviere di rango, che buona parte del tempo dal dies a quo, lor signori lo stavano impiegando a litigare su problemi solo un gradino più in alto di che sesso sarebbero gli angeli. Mercoledì sera a Milano il Capo dello Stato è stato ospite, insieme alla Signora Premier, alla prima del Teatro Alla Scala. Hanno avuto con loro nel palco reale, gradita ospite d’onore, la Signora Commissario europeo von der Leyen. Le più alte cariche dello Stato, ancora una volta, si sono dimostrate all’altezza della situazione, come è di uso comune per gli italiani con uso di mondo. Del resto, l’accoglienza che ha tributato loro l’intero parterre del teatro ha dimostrato rumorosamente ma con eleganza rivolgendo al palco reale un lungo, caloroso applauso. Quella signora commissario si è mossa da Bruxelles con un giorno di anticipo sulla prima teatrale per incontrare i vertici della Regione Lombardia nonché il Presidente e la Premier. Vuole il pensiero diffuso dei tifosi del calcio che l’esito delle partite si decida altrove e non sul prato del campo di calcio e, probabilmente, è così. Lo è certamente il fatto che i prodromi di importanti accordi internazionali prendano spesso origine da incontri informali che avvengono in occasioni private, come matrimoni, funerali o manifestazioni artistiche. In quelle occasioni, ufficialmente senza una scaletta, possono dialogare senza protocollo e con chi vogliono tutti i convenuti che reggono le sorti del mondo. In passato si sono realizzate diverse kermesse del genere, una per tutte il Congresso di Vienna. Fatte le debite proporzioni, anche la serata lirica di ieri sera, con gli incontri ante e post, può essere annoverata tra quelle occasioni appena citate. Se così sia stato, il sottofondo musicale del Boris Godunov era proprio quanto ci voleva per l’ occasione e sarà bene non aggiungere commenti. Forse solo uno, che tanto ha permesso di evitare squilli di trombe e rulli di tamburo: troppo nazional popolari. Non poteva andare diversamemte: il tutto si è svolto a Milano, non a caso capitale mondiale della moda. Se dubbi ci fossero stati, mercoledì sera sono stati definitivamente fugati.