Mattioli: Paese “ammazzato” dalla burocrazia. Ora le Riforme essenziali per la ripresa

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in foto Mario Mattioli, presidente di Confitarma

“I porti che hanno sviluppato l’elettrico l’hanno fatto seguendo un progetto del Paese in cui sono. Rendere efficiente elettricamente un porto ha un costo, una nave da crociera ferma in un porto assorbe 10 megawatt, quanto una piccola città”. Ad affermarlo è Mario Mattioli, presidente di Confitarma, tra gli ospiti della tavola rotonda “Un anno di emergenza: trasporto e logistica motore della ripresa” moderata dal giornalista Nicola Porro nella seconda giornata della Convention Alis a Sorrento
“Il settore dei porti ha sofferto tantissimo perché non si è mai fermato – dice Mattioli -. Siamo stati essenziali nella catena di approvvigionamento con volumi ridottissimi, perché una nave costa sempre 10, sia se trasporti 10 che 100. I nostri equipaggi sono riusciti ad arginare il problema della logistica in piena pandemia. I lavoratori hanno sostenuto sforzi enormi senza poter fisicamente sbarcare. Sono state delle piccole bolle dal punto di vista del Covid queste comunità, ma sotto una pressione psicologica enorme. Oltre 11 mesi di imbarco, senza poter mai scendere a terra”. “Oggi stiamo intravedendo una ripresa ma le riforme sono essenziali – aggiunge il presidente di Confitarma -. Questo è un Paese ammazzato dalla burocrazia. Ci sono decisioni del governo che non trovano riscontro nella quotidianità perché mancano i decreti attuativi. Una legge del 2016 sull’imposta Iva, che non è ancora attuabile nel 2021 perché mancano gli atti che ne disciplinano l’attuazione. Possiamo diventare un paese attrattore con Draghi perché con lui c’è un arco parlamentare a sostegno molto ampio. Mi auguro di vederlo nei fatti nella riforma della Pubblica amministrazione”.