Maturità, in Campania via agli esami orali per 66 mila studenti

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Sono oltre 66mila gli studenti che in Campania sono chiamati a svolgere l’esame di maturità. Oggi il primo giorno degli orali, unica prova della maturità quest’anno segnata, come l’intero anno scolastico, dalla pandemia da Covid-19. Personale della Croce Rossa presente in ogni istituto, rilievo della temperatura all’ingresso, mascherina obbligatoria hanno caratterizzato questa particolare mattinata. Al Liceo “Antonio Genovesi” di Napoli (classico, economico-sociale e delle scienze umane), uno degli istituti più famosi e rappresentativi di Napoli, il distanziamento tra studenti e i professori è stato garantito con una disposizione dei banchi “a ferro di cavallo” per i componenti della commissione d’esame. “Abbiamo dovuto creare ambienti molto ampi”, ha spiegato la vicepreside del Genovesi, Giuseppina Tagliaferro, massima autorità scolastica presente oggi nell’istituto con il dirigente scolastico Vittorio Delle Femmine impegnato in commissione in un altro istituto. Nonostante la singolarità della situazione, ha aggiunto, “gli esami si stanno svolgendo con la massima serenità, anche perché ci sono i membri interni con i quali i ragazzi hanno lavorato per anni e anche durante il lockdown, con la didattica a distanza, non hanno mai perso il contatto con i loro professori”.
I maturandi sono entrati a scuola uno per volta, accompagnati da una sola persona, quasi sempre un genitore o un parente stretto, ma c’è anche chi è stato accompagnato da un’amico. Inevitabile un po’ di spaesamento all’arrivo in piazza del Gesù, davanti al liceo: “Non so se entrare o se aspettare che mi vengano a chiamare”, ammette una studentessa accompagnata da due amiche, con l’indecisione che si somma all’inevitabile tensione pre-esame. Al Genovesi la sessione degli esami di maturità durerà una settimana. “Ognuna delle tre commissioni valuterà 5 candidati al giorno, mercoledì prossimo chiuderemo”, spiega Tagliaferro guardando già avanti al prossimo anno scolastico: “Il problema sarà l’organizzazione delle classi in locali di un istituto come questo, antichissimo, nel cuore del centro storico della città. Ci sono aule molto ampie ma anche aule molto piccole dove possono entrare pochissimi ragazzi. Andava impedito che ci fossero classi con più di 15 ragazzi e servivano investimenti immediati sull’edilizia scolastica per razionalizzare gli spazi”.