Mazinga Z, il colosso d’acciaio che ha dato vita al mito dei super robot

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di Alessandro Spagnuolo

Quando Mazinger Z (マジンガーZ, Majingā Zetto in italiano viene chiamato Mazinga Z) debuttò nel 1972, non fu semplicemente l’inizio di una nuova serie anime*: fu l’alba di un’intera rivoluzione del genere. Prima di allora, i robot giganti avevano già fatto qualche comparsa sullo schermo, come nel caso del celebre Super Robot 28 (鉄人28, Tetsujin 28-go), un manga** scritto e disegnato dal fumettista giapponese Mitsuteru Yokoyama (横山 光輝, Yokoyama Mitsuteru) del 1960, ispirato a sua volta alle opere di Osamu Tezuka (手塚治虫, Tezuka Osamu, famoso per Astro Boy (鉄腕アトム, Tetsuwan Atomu, letteralmente “Atom dal braccio di ferro”, pubblicato nel 1952), in cui il giovane protagonista controllava il suo robot a distanza, quasi come un giocattolo teleguidato. Ma fu Kiyoshi Nagai (永井 , Nagai Kiyoshi), noto come Gō Nagai (永井 ?, Nagai Gō), autore visionario e instancabile innovatore, a compiere il vero salto concettuale: immaginare un mecha che potesse essere pilotato dall’interno, diventando un’estensione fisica ed emotiva dell’essere umano.

L’illuminazione arrivò in uno di quei momenti inaspettati che solo una mente creativa sa trasformare in storia. Bloccato nel traffico caotico di Tokyo, Nagai si chiese: “E se la mia macchina potesse scavalcare tutte queste auto? E se potessi guidarla come un robot gigante?” Fu così che nacque l’idea di un enorme robot che non agisse autonomamente, come nella fantascienza classica, ma che venisse vissuto e controllato da un pilota, come se fosse una colossale armatura da guerra. Un mezzo capace di distruggere, ma anche di proteggere. Un simbolo di potere, il cui significato dipende da chi lo guida.

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Reduce da opere dai toni più oscuri come Devilman, Nagai sentiva il bisogno di creare qualcosa di eroico, pensato per un pubblico giovane ma non per questo privo di profondità. Così ribaltò la logica del robot a distanza e diede vita a Mazinga Z, un’idea tanto semplice quanto dirompente.

Il nome stesso, “Mazinger”, è un gioco linguistico che racchiude la natura ambigua del potere, deriva da Majin, una parola giapponese composta da due kanji: unione tra “ma” (demone) e “jin” (dio), rappresenta una forza che può salvare o distruggere, in base all’intenzione di chi la controlla. Ed è proprio questo equilibrio precario tra potenza e responsabilità a diventare il cuore pulsante della saga.

Trama (senza spoiler)
Realizzato dallo Toei Animation (東映アニメーション株式会社, Tōei Animēshon Kabushiki-gaisha), Mazinga Z venne trasmesso su Fuji TV dal 3 dicembre 1972 al 1º settembre 1974, per un totale di ben 92 episodi, distribuiti in una sola, intensa stagione, in Italia uscì solo nel 1980. La serie racconta la storia di Koji Kabuto ( 甲児, Kabuto Kōji, conosciuto in Italia come Rio), giovane impulsivo e coraggioso, chiamato a pilotare il Mazinga Z, un potentissimo robot creato dal nonno, il Professor Juzo Kabuto ( 十蔵, Kabuto Jūzō) per difendere l’umanità dalle minacce del malvagio Dottor Inferno (Dr.ヘル, Doctor Hell) e dei suoi mostri meccanici. La trama, pur mantenendo una struttura episodica con la comparsa di un nuovo nemico ad ogni puntata, sviluppa nel corso della serie una narrazione più ampia, con l’evoluzione dei personaggi e l’approfondimento delle motivazioni degli antagonisti, inserendo lotte interiori e scelte morali. Nonostante fosse pensato per bambini e adolescenti, Mazinga Z non rinunciava a proporre riflessioni su temi universali come il senso di giustizia, il sacrificio e la complessità del potere.

Stile visivo e qualità dell’animazione
Dal punto di vista estetico, Mazinga Z rappresenta una tappa fondamentale nello sviluppo dell’animazione giapponese. Nonostante i limiti tecnici dell’epoca — parliamo dei primi anni ’70 — la serie riesce a distinguersi per un’identità visiva netta, riconoscibile e potente. Il design dei personaggi è volutamente marcato: le linee spesse, le espressioni esagerate, i colori vivaci. Il protagonista, con il suo ciuffo ribelle e lo sguardo determinato, è l’archetipo dell’eroe impulsivo e testardo, mentre sia i nemici che i mostri meccanici, sono scolpiti in un’estetica gotica e grottesca che li rende memorabili.

Il vero protagonista visivo, però, è lui: Mazinga Z. Con il suo corpo massiccio, alto 18 metri (20 invece nella serie Il Grande Mazinga), le ali sulle spalle, il pugno a razzo, il missile distruttivo che parte dall’addome e i “raggi fotoatomici” che partono dagli occhi, diventa un’icona non solo per i fan del genere, ma per l’immaginario popolare. Il design, firmato dallo stesso Gō Nagai con il supporto dei disegnatori dello studio di animazione, mescola influenze futuristiche e richiami al passato, come le armature dei samurai, i caschi da battaglia medievali e la meccanica automobilistica. L’animazione, per gli standard odierni, può apparire semplice e ripetitiva, ma all’epoca era all’avanguardia. Le scene di battaglia venivano costruite con ritmo e tensione, grazie all’uso intelligente di campi larghi, zoom drammatici e pose plastiche che valorizzavano ogni colpo. Alcuni movimenti, come il decollo del Jet Scrander o il momento in cui Koji entra nella testa del robot, divennero immediatamente iconici, tanto da essere ripresi e citati per decenni. Seppur lontano dalle fluidità moderne, Mazinga Z dimostra come si possa costruire epicità anche con mezzi contenuti, puntando sull’impatto visivo, sul dinamismo delle inquadrature e su un’estetica fortemente stilizzata. Un tratto distintivo che ancora oggi rende la serie affascinante agli occhi di chi la guarda con spirito da esploratore del mito.

Musiche
A dare ulteriore carica al racconto ci pensò la colonna sonora di Michiaki Watanabe (渡辺宙明, Watanabe Michiaki, morto il 23 giugno 2022), che unì sonorità rock e orchestrazioni epiche, creando un accompagnamento capace di esaltare i momenti di battaglia e di sottolineare le sequenze più drammatiche. La sigla iniziale, interpretata da Ichirō Mizuki (水木一郎, Mizuki Ichirō, morto il 6 dicembre 2022), è diventata immortale: non solo un tormentone dell’epoca, ma una vera e propria dichiarazione di guerra alle ingiustizie.

La sigla italiana di Mazinga Z è interpretata da I Micronauti, un gruppo vocale formato appositamente per l’occasione, attivo negli anni ’70 nel panorama musicale legato ai cartoni animati giapponesi. Il brano, intitolato semplicemente “Mazinga Z”, fu composto da Detto Mariano, autore molto prolifico nel campo delle sigle televisive italiane dell’epoca, su testo di Luciano Beretta. La sigla venne trasmessa in Italia a partire dal 1978, quando l’anime arrivò sulle reti locali, e contribuì fortemente al successo del robot tra i bambini italiani. Con il suo ritmo energico, i cori incalzanti e il testo che esaltava le gesta del robot, la sigla italiana è ancora oggi ricordata con affetto dai fan e viene spesso eseguita nei concerti revival o nelle fiere dedicate alla cultura pop anni ’70 e ’80.

Film animati

  • Mazinga Z contro Devilman (1973) – Crossover tra Mazinga Z e Devilman, due delle opere più iconiche di Gō Nagai.
  • Mazinga Z contro il Dottor Hell (1974) – Corto di 25 minuti che vede Mazinga Z affrontare il suo arcinemico, il Dottor Hell.
  • Mazinga Z contro il Generale Nero noto anche come Mazinger Z contro il Generale delle Tenebre (1974) – film di 43 minuti che introduce il  personaggio del Grande Generale delle Tenebre, preludio a Il Grande Mazinga (Great Mazinger).
  • Il Grande Mazinga (1974) – serie in 56 episodi, il diretto seguito di Mazinga Z e ne raccoglie l’eredità portando la saga verso toni più epici e battaglieri.
  • Il Grande Mazinga contro Getta Robot (1975) – Cortometraggio di 30 minuti, crossover tra Il Grande Mazinga e Getta Robot G, unendo due franchise mecha di successo.
  • Il Grande Mazinga contro Getta Robot G – Violento scontro nei cieli (1975) – Cortometraggio di 30 minuti, sequel del precedente crossover, con l’introduzione di nuovi nemici spaziali.
  • Goldrake, Grande Mazinga e Getter Robot G contro il Dragosauro (1976) – Cortometraggio di 31 minuti in cui tre super robot uniscono le forze per affrontare una minaccia marina colossale.
  • Goldrake contro il Grande Mazinga (1976) – Cortometraggio di 27 minuti in cui c’è uno scontro epico tra due dei più potenti robot dell’universo Nagai.
  • Il protettore dell’universo – Super Mazinga contro Godzilla e i Megarobot (1983) – è un film OAV di 1 ora e 10 minuti, che unisce l’universo di Mazinger Z con quello di Godzilla, una delle icone più grandi del cinema giapponese.
  • God Mazinger (1984) – serie in 23 episodi molto diversa dai classici Mazinga: invece di ambientarsi nel futuro, ci porta in un mondo fantasy.
  • Mazinga Z: Infinity (2017) – Film di 1 ora e 35 minuti che funge da sequel ambientato dieci anni dopo gli eventi della serie originale, con animazioni moderne e una trama che omaggia le origini.
  • Goldrake U (2024) – Reboot di UFO Robot Goldrake in 13 episodi.

OAV*** (Original Video Animation)

  • Mazinkaiser (2001) – è una serie OAV in 7 episodi i 30 minuti, che rappresenta un reboot più moderno e violento dell’universo di Mazinga Z.
  • Mazinkaiser – La battaglia contro il Generale Nero (2003) – è un film OVA che funge da epilogo della serie Mazinkaiser, reboot moderno e potenziato dell’universo di Mazinga Z.
  • Mazinkaiser SKL (Skull) (2010) – Serie OAV in 3 episodi con atmosfere più dark e action.

Manga e Spin-off

  • Mazinga Z (1972–1974) – Il manga originale di Gō Nagai che ha dato inizio alla saga in 11 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli.​
  • MazinSaga (1990-1992) – Manga di Gō Nagai, che rappresenta una versione alternativa e mitologica di Mazinga, dove il protagonista si fonde con un’armatura senziente, manga seinen**** in 6 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli.​
  • Z Mazinger (1998) – Manga scritto e illustrato da Gō Nagai con un’ambientazione mitologica greca, in cui Mazinga diventa una sorta di divinità guerriera. Stile e narrazione completamente rinnovati, manga in 6 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli.​
  • Mazinger Angels (2004-2006) – Manga scritto e illustrato da Gō Nagai in 4 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli, incentrata sulle eroine del mondo di Mazinga, che combattono con robot personalizzati in stile “Charlie’s Angels”.
  • Dynamic Heroes (2004-2007) – Grande crossover tra gli universi di Mazinga Z, Grendizer, Getter Robot, Cutie Honey e Devilman scritto da Gō Nagai e Kazuhiro Ochi. Pubblicato su Dynamic Super Robot Magazine in 4 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli.
  • Mazinger Angels (2004) – Manga in 4 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli di Gō Nagai, incentrato sulle donne della serie.
  • Mazinger Angels Z (2007) – Manga in 2 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli di Gō Nagai, continuazione diretta di Mazinger Angels con nuove protagoniste.
  • Mazinger Edition Z: The Impact! (Shin Mazinger Shōgeki! Z-Hen 2009 – 2010) – Adattamento manga dell’anime reboot diretto dal regista giapponese Yasushiro Imagawa (Yasuhiro Imagawa). Unisce atmosfere classiche e moderne.
  • Shin Mazinger Zero (2009–2012) – Storia alternativa con toni apocalittici e complessi loop temporali, scritta da Yoshiaki Tabata and Yuki Yugo in cui Mazinga può distruggere l’intero universo.
  • Mazinger Otome (2010) – è un manga spin-off di Mikio Tachibana (立花 未来王, Tachibana Mikio), in stile moe*****, come Mazingar Otome Taisen, trasforma i personaggi iconici dell’universo di Mazinger Z in graziose ragazze.
  • Mazinger Otome Taisen (2011) – Sequel più action-oriented di Mazinger Otome, un crossover parodistico in stile moe che reinterpreta i personaggi e i mecha classici dell’universo di Mazinger Z (e a volte anche di altri lavori di Go Nagai) come giovani e adorabili ragazze, in un unico volume.
  • Grendizer Giga (2014) – Rielaborazione di UFO Robot Goldrake (Grendizer) più moderno e cupo in 2 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli.
  • Shin Mazinger Zero contro il Generale oscuro (2012 – 2014) – Crossover esplosivo e apocalittico che fonde gli universi di Shin Mazinger Shougeki! Z-Hen e Il Grande Mazinga in 9 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) o volumi singoli. Il manga è stato scritto da Yoshiaki Tabata e disegnato da Yuuki Yogo, basandosi sui personaggi e sui concetti creati da Go Nagai.
  • Mazinger Z: Ignizione Alternativa (Alter Ignition) (2014 – 2015) – Manga scritto e disegnato da Gō Nagai in persona, segnando il suo ritorno diretto alla reinterpretazione della sua opera più celebre. Reboot in 3 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli, che offre una rivisitazione moderna e alternativa della storia originale di Mazinger Z, ambientazioni più urbane e relazioni più approfondite tra i personaggi.
  • Robot Girls Z (2014) – Commedia demenziale in 3 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli, in cui i super robot di Nagai sono trasformati in ragazze. Il manga si affianca all’anime omonimo. il concept originale è attribuito a Kenichi Ishikawa, scritta da Ukyō Kodachi e disegnata da Tetsuya Ishikawa.
  • Mazinger Z: La pace dell’intervallo (Interval Peace) (2017) – Manga scritto e disegnato da Gō Nagai in persona, è collocato tra la serie originale Mazinga Z e Mazinger Z: Infinity. Mostra un periodo di “calma” per i protagonisti, con introspezione e nostalgia in 3 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli.
  • Mazinga Z contro i Transformers (2019) – Manga scritto da Gō Nagai e disegnato da Naoto Tsushima (津島 直人 Tsushima Naoto) in 1 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volume singolo è rappresenta il crossover ufficiale tra il mondo di Mazinga e quello Hasbro. Storia epica che unisce due universi storici della robotica, gli Autobot e i Decepticon dell’universo Transformers.
  • Goldrake Giga (2019) – Reboot di UFO Robot Grendizer, spiritualmente legato al mondo di Mazinga. Scritto e disegnato da Gō Nagai, con toni moderni e cupi, ma con uno stile grafico aggiornato in 5 tankōbon (単行本 letteralmente “libro singolo”) volumi singoli.
  • Grendizer U: The Inception (2025) funge da prequel al reboot anime Grendizer U. La storia esplora gli eventi precedenti all’arrivo di Duke Fleed sulla Terra. Il manga è basato sul soggetto originale di Gō Nagai ed è illustrato da 8KEY. La sceneggiatura è di Tatsuto Higuchi (樋口達人, Higuchi Tatsuto).
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Ordine cronologico
Se vuoi seguire Mazinga Z in ordine degli eventi, ecco la sequenza consigliata:

  • Mazinga Z (Serie TV – 1972–1974, 92 episodi)
    La serie originale da cui tutto parte.

Film collegati a Mazinga Z (puoi vederli dopo metà serie o a fine serie, non rovinano la storia)

  • Mazinga Z contro Devilman (1973)
  • Mazinga Z contro il Generale Nero (1974)
  • Il Grande Mazinga (Serie TV – 1974–1975, 56 episodi)
    Seguito diretto di Mazinga Z, con un nuovo protagonista e robot più potente.
  • Il Grande Mazinga contro Getter Robot (1975)
  • Il Grande Mazinga, Getter Robot, UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro (1976)
  • UFO Robot Goldrake (Grendizer) (Serie TV – 1975–1977, 74 episodi)
    Spin-off ambientato dopo Il Grande Mazinga, con Koji Kabuto tra i protagonisti.
  • Mazinkaiser (OVA – 2001, 7 episodi)
    Reboot alternativo che riprende e reinterpreta le serie classiche con tono più adulto.
  • Mazinkaiser: La battaglia contro il Generale Nero (Film – 2003)
    Epilogo degli OVA di Mazinkaiser.
  • Shin Mazinger Z Impact! (Serie TV – 2009, 26 episodi)
    Reboot moderno della storia originale, mescola elementi di Mazinga Z e Il Grande Mazinga.
  • Mazinga Z Infinity (Film – 2017)
    Sequel “ufficiale” ambientato 10 anni dopo gli eventi della serie classica di Mazinga Z (ma si può guardare anche dopo Shin Mazinger per affinità visiva).

Premi
Sebbene la serie televisiva originale non abbia vinto premi di particolare rilievo all’epoca della sua trasmissione, il suo impatto culturale è stato talmente vasto da renderla un’opera fondamentale nella storia dell’animazione.

Tuttavia, il film Mazinger Z: Infinity (2017), che funge da sequel ambientato dieci anni dopo gli eventi della serie, ha ottenuto la nomination ai Crunchyroll Anime Awards nella categoria “Miglior Film d’Animazione”.

Videogiochi

  • 1994 – Mazinger Z (Arcade) – Sparatutto a scorrimento verticale sviluppato da Banpresto, in cui si possono controllare Mazinger Z, Great Mazinger e Grendizer.
  • 1994 – Mazin Saga: Mutant Fighter (Sega Mega Drive) – Gioco di combattimento che mescola elementi di picchiaduro e avventura, con personaggi ispirati all’universo di Mazinger.
  • 1995 – Mazinger Z (Super Nintendo Entertainment System SNES) – Gioco d’azione a scorrimento laterale per Super Nintendo, basato sulla serie originale.
  • 2011 – Super Robot Wars Z Hakai-hen (PSP) – Parte della serie Super Robot Wars, include personaggi da Mazinger Z e altre serie di robot.
  • 2012 – Super Robot Wars Z Saisei-hen (PSP) – Seguito del gioco precedente, continua la storia con nuovi personaggi e meccaniche.
  • 2023 – Mazinger Z (Arcade) – Versione aggiornata del gioco arcade del 1994, disponibile su PlayStation 4 e Nintendo Switch.
  • 2025 – Iron Saga VS (PC) – Gioco di combattimento 2D che include personaggi da Mazinger Z e altre serie mecha.
in foto Il Grande Mazinga – Tutti i diritti sono dei rispettivi proprietari

Censura italiana
La versione italiana di Mazinga Z ha subito diverse forme di censura, principalmente per adattare i contenuti a un pubblico considerato più giovane e per conformarsi agli standard televisivi dell’epoca. Ecco alcuni aspetti principali della censura italiana:

  • Molti episodi sono stati accorciati attraverso tagli di scene, spesso quelle considerate più violente o drammatiche. Questo ha portato in alcuni casi a una narrazione meno fluida e a una comprensione più difficile della trama per chi non conosceva la versione originale.
  • Alcuni dialoghi sono stati modificati per attenuare i toni o eliminare riferimenti considerati inappropriati. Questo ha talvolta alterato la caratterizzazione dei personaggi e le loro interazioni.
  • Non tutti i 92 episodi originali sono stati trasmessi in Italia. La prima trasmissione negli anni ’80 si fermò all’episodio 51, lasciando inedita una parte significativa della serie. Questa scelta ha impedito al pubblico italiano di seguire l’arco narrativo completo.
  • Alcuni nomi di personaggi e termini sono stati cambiati nella versione italiana (come spesso accade nelle serie anime). Ad esempio, il protagonista Koji Kabuto venne inizialmente chiamato “Alcor” nella serie successiva, Il Grande Mazinga, creando confusione quando poi arrivò anche Mazinga Z.
  • Come molti anime dell’epoca, Mazinga Z fu al centro di un acceso dibattito in Italia riguardo alla presunta violenza contenuta nei cartoni animati giapponesi. Questo clima influenzò sicuramente le scelte di programmazione e di eventuale censura.

È importante sottolineare che la percezione della censura è cambiata nel tempo, e oggi molti appassionati cercano e apprezzano le versioni integrali e fedeli delle opere originali.

Conclusione
Mazinga Z non è solo un anime, ma un’esperienza che ha segnato la storia dell’animazione e dell’immaginario collettivo. Un eroe indimenticabile, un robot iconico e battaglie mozzafiato sono gli ingredienti di un’opera che, pur nella sua “semplicità” narrativa, ha saputo conquistare il cuore di milioni di spettatori in tutto il mondo. Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio vivamente di dare un’occhiata a questo pezzo di storia dell’animazione: potreste rimanere piacevolmente sorpresi dalla forza e dal fascino intramontabile.

Per apprezzarla al meglio si consiglia la visione in lingua originale con i sottotitoli in italiano, attualmente è possibile solo acquistarlo o noleggiarlo, se vuoi guardare Mazinga Z Infinity lo trovi attualmente a pagamento su Amazon Prime Video oppure sempre a pagamento su Chili Tv

Buona visione

*Anime

Gli anime sono produzioni animate provenienti dal Giappone, disponibili in TV, al cinema o sulle piattaforme di streaming. A differenza dei cartoni animati occidentali, gli anime si distinguono per il loro stile artistico distintivo, trame avvincenti e una grande diversità di generi, che includono azione, commedia, fantasy e dramma.

Si dividono in:

Kodomo (dal giapponese bambino/a) rivolto ad un pubblico di bambini. Esempi: Doraemon, Pokemon e Heidi.

Shōnen (dal giapponese ragazzo) per un pubblico di ragazzi adolescenti. Esempi: Dragon Ball, One Piece e Naruto.

Shōjo (dal giapponese ragazza) indirizzati ad un pubblico di ragazze adolescenti Esempi: Sailor Moon, Mila e Shiro e Kiss me Licia.

****Seinen (dal giapponese uomo giovane) destinati ad un pubblico adulto maschile dai 18 anni in su. Esempi: Berserk, Vinlad Saga, Psycho Pass.

Josei (dal giapponese donna) per un pubblico adulto femminile. Esempi Nana, Paradise Kiss e Vampire Knight.

**Manga
I manga sono fumetti giapponesi. Si distinguono per alcune caratteristiche uniche. Innanzitutto, la lettura avviene sempre da destra verso sinistra, partendo dall’ultima pagina. Molti manga sono stampati in bianco e nero, focalizzandosi sul dettaglio del tratto e sull’espressività dei personaggi. Lo stile di disegno è spesso caratterizzato da occhi grandi e intensi, capelli dalle forme e colori vivaci, e un’enfasi sulle reazioni emotive attraverso espressioni facciali e simbolismi visivi.

***OAV
L’OAV (Original Animation Video) è un episodio o una serie di episodi anime che vengono prodotti direttamente per il mercato home video (VHS, DVD, Blu-ray, streaming on demand) senza essere trasmessi prima in televisione o al cinema. Pensa agli OAV come a degli “speciali” o delle “uscite dirette per il video” che spesso approfondiscono storie secondarie, esplorano universi alternativi o continuano trame di serie TV già concluse, offrendo maggiore libertà creativa rispetto alle produzioni destinate al palinsesto televisivo.

*****Moe
La parola “moe” (萌え) è un termine giapponese usato nel mondo degli anime e manga per descrivere un sentimento di affetto, attrazione o tenerezza verso un personaggio (di solito femminile) che ha caratteristiche adorabili, ingenue o protettive.