Medici, Zuccarelli (Anaoo): la rete dell’emergenza non funziona

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La storia di questa 42enne napoletana che non ha trovato una risposta efficace ad una grave patologia cardiaca è l’emblema di una sanità nella quale servono interventi decisi e competenti. Non è possibile, come sta accadendo in questa triste vicenda, gettare la croce addosso ai medici o ai singoli ospedali. Al Monaldi, ad esempio, in quello stesso momento erano in corso due delicatissimi interventi chirurgici salvavita. Un trapianto e un intervento per una dissezione aortica. E’ la rete dell’emergenza a non aver funzionato, e queste sono responsabilità che vanno ben al di sopra di quelle di un direttore sanitario. Chiunque esso sia. Parlo da medico, ma anche da paziente, nella sanità campana o si cambia registro o molto presto le conseguenze saranno talmente gravi da non poter tornare in dietro. Le politiche del Governo stanno brutalmente penalizzando la nostra terra, riducendoci ad una continua elemosina e relegandoci al ruolo di regione canaglia“. E’ l’allarme lanciato da Bruno Zuccarelli (segretario regionale Anaao Assomed), nonostante la revoca dello sciopero generale dei medici originariamente previsto per il 17 e 18 marzo.

Zuccarelli punta inoltre il dito contro una programmazione sanitaria regionale sino ad oggi “vacua” e contro la “mancata realizzazione di un piano di riorganizzazione ospedaliera serio e incentrato sulla presa un carico del paziente tra Università, Ospedale e Territorio“. “Esempi concreti – dice – sono sotto gli occhi di tutti. Mentre il Cardarelli continua a essere invaso di barelle, a non più di qualche centinaio di metri c’è un Policlinico universitario sottoutilizzato. E se anche non si vuole guardare all’Azienda Ospedaliera come risorsa aggiunta sul problema delle emergenze, resta vuoto anche l’Ospedale San Paolo. Il nosocomio di Fuorigrotta è un altro di quegli ospedali che stanno morendo per consunzione. In una regione dove sta prevalendo la linea del non decidere“.