Medicina, Manfredi (presidente Crui): 15 mila posti tra 3 anni

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In foto Gaetano Manfredi, rettore dell'università Federico II di Napoli

“La notizia dell’abolizione del numero chiuso a Medicina? Penso ci sia stato un equivoco…” il presidente della Conferenza dei rettori italiani, il professore Gaetano Manfredi, rettore all’Universita’ Federico II di Napoli, non nega di essere rimasto “assai sorpreso” dalle notizie e dalle telefonate che ha ricevuto stamane, appena sveglio, riguardo al numero chiuso alle facolta’ di Medicina, prima che una nota della Presidenza del Consiglio precisasse che “si tratta di un obiettivo politico di medio periodo”. “In Italia – spiega Manfredi all’Ansa – la pressione e la richiesta su Medicina e’ al di fuori di ogni standard europeo: all’ultima selezione si sono registrate quasi 70 mila persone, un numero assolutamente spropositato rispetto al resto dell’Europa, all’estero questi numeri non ci sono”. Per Manfredi “e’ la stessa presenza del numero chiuso che crea l’opportunita’ di lavoro certo e quindi causa il numero spropositato di richieste: c’e’ questo paradosso, insomma”. Dall’altra parte, la formazione in Medicina per essere di qualita’ “richiede un numero di docenti elevato, formazione sul campo, laboratori, un numero congruo tra posti letto in ospedale, malati e specializzandi: questo determina la necessita’ di poter lavorare con numeri ragionevoli, per garantire questi standard ed assicurare ai nostri futuri medici una formazione di qualita’”, prosegue il rettore. “In Italia – ricorda Manfredi – ci sono situazioni molto differenziate: negli ultimi anni il corpo docente e’ stato ridotto di 10 mila unita’ e alcuni atenei non hanno il numero di professori per garantire qualita’ didattica a grandi numeri: bisogna tornare ad investire”. “La nostra proposta, alla quale stiamo lavorando con il titolare del Miur Bussetti, e’ di aumentare un po’ i numeri: questo e’ fattibile con degli investimenti: in tre anni si potrebbe arrivare a 15 mila posti, ovvero il 50% in più rispetto ad oggi. Bisogna lavorarci. Gia’ quest’anno sono aumentati di quasi 1000 i posti, il cui numero e’ fissato dal Miur e dal ministero della Sanita’. Dobbiamo tutti lavorare nell’interesse degli studenti – conclude il rettore – serve formazione di qualita’ soprattutto per i medici, nessuno si vuole far curare da medico impreparato”.