Medioriente: tanto tuonarono i cannoni che piovve fuoco e altro in abbondanza

 

Nonostante oggi sia Pasqua, le azioni violente che vanno ben oltre i normali scontri a fuoco, continuano. Nella notte dei tempi, quelle ostilità iniziarono a manifestarsi lentamente. Le stesse, in questi ultimi tempi, si sono accentuate e non poco. Il termine ostilità è usato al plurale a proposito, perchè esse sono di vario genere e in competizione per vedersi riconosciuto il primato di essere quella con il maggiore potere di far danno. Tale affermazione non è fatta per sola forma, ma in base alla presa d’atto di una situazione che ha dato segnali più che tangibili proprio in queste ultime ore: la più che dannosa scarsità di kerosene che alimenta i motori aeronautici. Oltre al danno che subiscono i passeggeri quando il volo che avrebbero dovuto utilizzare resta a terra di conseguenza, altrettanto e anche di più quella carenza si configura un fendente nel settore dei voli commerciali operanti per le merci. La parte più consistente del danno subito è la mancata osservanza degli orari di partenza e di arrivo, con la conseguente interruzione della catena dei passaggi commerciali fino al mercato al dettaglio. Pertanto quelle merci finiscono con il perdere occasioni di vendita, quando non anche di deterioramento merceologico. Restano così privi dei requisiti necessari per poter essere oggetto di scambi commerciali. Quanto appena esposto dovrebbe dare conferma che, chiudendo il cerchio, almeno una conclusione che trova conferma è che la causa prima di eventi come le guerre e azioni simili, è da attribuire agli interessi economici, anche se ammantate da pezze a colore. Pertanto l’ipotesi della fine di ogni combattimento può essere derivata dal prologo della commedia di Artur Miller Uno sguardo dal ponte: quanto narrato in quel lavoro teatrale non era qualcosa di estemporaneo e sarebbe finito insieme al Mondo e non prima. Lo stesso excursus vale anche per le guerre. Buona Pasqua, si fa per dire.