Meeting Rimini 2014 – 35^ Edizione

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Meeting senza confini nel segno delle periferie – 100 incontri, 21 spettacoli (considerando anche le quattro proiezioni cinematografiche), 14 esposizioni (sommando alle 7 mostre Meeting quelle proposte da “Esperienze e percorsi”, Meeting senza confini nel segno delle periferie – 100 incontri, 21 spettacoli (considerando anche le quattro proiezioni cinematografiche), 14 esposizioni (sommando alle 7 mostre Meeting quelle proposte da “Esperienze e percorsi”, da “Uomini all’opera” e la rassegna su don Bosco), 16 manifestazioni sportive. Oltre 280 i relatori che interverranno alla manifestazione. Sono questi i numeri della 35^ edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli (“Verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo”, 24 – 30 agosto, Rimini Fiera). “Sottolineo due caratteristiche del Meeting di quest’anno”, dichiara il direttore Sandro Ricci: “l’ulteriore crescita della dimensione internazionale della manifestazione e il consolidarsi della dimensione culturale del Meeting come luogo di dialogo. Ancora di più quest’anno, sono coinvolti, ad esempio, temi, realtà e personalità da ogni parte del mondo: dall’Ucraina all’Egitto e alla Siria, dal Kenya e dalla Lituania all’Ecuador, al Brasile e all’Iraq, dal Giappone alla Nigeria, dalla Russia agli Stati Uniti, dal Kurdistan al Pakistan e all’Argentina…; e l’elenco è decisamente incompleto. E’ il dato che abbiamo evidenziato anche nel video di presentazione: “Un giro del mondo con il Meeting 14”, presente sul nostro sito internet”.


La cronaca delle giornate del Meeting 2014 25/08/2014 – Al via il 35° Meeting di Rimini, Verso le periferie del mondo e dell’esistenza 26/08/2014 – La sfida della crescita al meeting di Rimini: dalle imprese ricette per far ripartire l’Italia 27/08/2014 – A Rimini il viaggio nell’Italia che riparte: riflettori puntati su giovani e occupazione 28/08/2014 – Startup, occupazione e nichilismo: Meeting tra economia e teologia 29/08/2014 – Squinzi: Un giovane su 4 senza lavoro, così il Paese non ha nessun futuro