Meeting di Rimini, le “forze che muovono la storia” al centro della 39esima edizione: domani il via

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Qualunque progresso economico, sociale e scientifico – dalla scoperta della pietra all’intelligenza artificiale – dipende dal desiderio che l’uomo ha nel cuore di migliore la sua condizione, di trovare un senso alla propria vita, di ricercare un motivo per cui vale la pena stare nel mondo, soffrire e morire. Questo valeva per l'”Homo habilis” della preistoria, per i navigatori, per chi ha esplorato lo spazio alla ricerca di nuovi mondi in cui vivere. Questo vale ancora per gli uomini e le donne di oggi, per gli innovatori, per chi crea nuovi strumenti per comunicare e abbattere le frontiere. E’ questo il senso del titolo della 39esima edizione del Meeting di Comunione e liberazione “Le forze che cambiano la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice”. Ed è il tema attorno al quale dialogheranno, dal 19 al 25 agosto alla fiera di Rimini, imprenditori, studenti, politici, religiosi, governanti e rappresentanti delle istituzioni. Sono circa 400 i relatori invitati dal movimento di don Giussani per confrontarsi con decine di migliaia di giovani e adulti che per una settimana “abiteranno” l’expo romagnolo nelle nuove tre aree dedicate al lavoro, alla mobilità e alla salute e nei quattro spazi tematici che riguardano il Sessantotto, gli scenari internazionali, l’astrofisica e l’innovazione.
Un meeting, quello che sta per essere inaugurato, che è attento al “passato” (un’area intera, decine di convegni e mostre per esempio sul Sessantotto, sui lavori dell’Assemblea Costituente), ma con uno sguardo al presente e al futuro. “Non saranno presenti quest’anno ma vogliamo dialogare con i ‘big californiani’, con imprenditori di quell’area dove nasce la nuova economia per capire i fattori che possono portare a uno sviluppo per l’Italia. Lo faremo certamente nei prossimi anni” spiega Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà e ideatore con il Meeting di Rimini e DESeip della “MeshArea” dedicata al tema del lavoro. L’obiettivo è di “aiutare a trovare lavoro, a migliorare il lavoro, aiutare a formarsi – continua il professore alla Bicocca di Milano – perché i soggetti di quest’area saranno le grandi imprese del lavoro somministrato, le agenzie per il lavoro di tipo pubblico, le università, le grandi aziende che assumono. Sarà quindi una grande possibilità per rispondere al bisogno personale sul lavoro” ma anche per porre un tema culturale: “che tipo di lavoro e di sviluppo? Se non si mette al centro il lavoro e il lavoro che sviluppa, non avremo futuro”. Con un occhio rivolto alla Silicon Valley fino ai Paesi del Nord Africa, l’Italia e l’Europa si trovano ad affrontare con urgenza il tema dello sviluppo. Ne verranno a parlare a Rimini imprenditori e istituzioni: attesi, tra gli altri, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, Romano Prodi che dialogherà con l’ex presidente della Nigeria Olusegu Obasanjo, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.
Da anni ormai la kermesse di fine estate ha smesso di essere la “vetrina” per politici e partiti, ma mai come quest’anno di politica si parlerà tra le pieghe di incontri e convegni, nonostante i rappresentanti del governo di Conte si contino sulle dita di una mano (oltre al ministro dell’Istruzione Bussetti sarà presente il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti). “Siamo ancora all’inizio è presto per giudicare l’operato dell’esecutivo – commenta Vittadini -. Penso che l’agenda debba spostarsi dalla redistribuzione, pur importante come il reddito di cittadinanza e la tassazione, allo sviluppo: nuove imprese, nuovo lavoro, nuove possibilità di aumentare il Pil, altrimenti non potremmo fare anche le giuste manovre di superamento delle disuguaglianze perché non avremo risorse. Bisogna riprendere il tema dell’industria 4.0 e l’incidente del ponte di Genova ci dice anche della necessità di ammodernare il paese non solo in infrastrutture fisiche”. Poi, nei prossimi mesi, sarà necessario un approccio “critico ma intelligente” all’Europa. “Siamo ancora all’albore del governo – prosegue il presidente della Fondazione per la sussidiarietà -. All’ordine del giorno sui problemi fondamentali vediamo che dentro il governo ci sono posizioni molto diverse. La ripresa di settembre sarà fondamentale per capire se questa è l’agenda. Altrimenti anche annunci positivi come il tentativo di aiutare le persone in difficoltà con il reddito di cittadinanza, non possono essere realizzati senza risorse. Stessa cosa per le infrastrutture”. Se tra la gente serpeggia sempre più disillusione nei confronti dei “vecchi” partiti e politici, al Meeting di Cl la parola “populismo” sarà lasciata fuori dai cancelli. L’intento, infatti, è quello di proseguire il lavoro svolto in passato dall’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà presieduto da Maurizio Lupi al quale hanno aderito 200 deputati; per questo arriveranno Graziano Delrio e Luigi Marattin (Pd), Massimiliano Romeo (Lega), Gabriele Toccafondi (Cp), Fabio Rampelli (FdI), Giorgio Mulè (FI), Barbara Saltamartini (Lega), Roberto Speranza (LeU). A loro Vittadini ricorderà le parole dell’ex Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, pronunciate qualche anno fa proprio a Rimini: “in un momento difficile per l’Italia, di fronte a un fatto epocale come quello che stiamo affrontando, non ci si può dividere, non si può andare l’uno contro l’altro, occorrono soluzioni condivise, che non vuol dire inciuci o consociativismi, ma il fatto che pur nelle divisioni politiche alcuni obiettivi comuni sono fondamentali. Come abbiamo visto in questi giorni: se ci si divide sulle infrastrutture viene giù l’Italia”.
Ampio spazio verrà lasciato a Rimini ai temi religiosi (per l’inaugurazione del Meeting è stato invitato il nunzio apostolico negli Stati Uniti, Christophe Pierre, e l’arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle) e al dialogo con le diverse religioni (atteso tra gli altri Muhammad Bin Abdul Karim Al-Issa, segretario generale della Lega musulmana mondiale); una delle mostre è dedicata ai cinque anni del pontificato di Francesco. Sarà il presidente della Fraternità di Comunione e liberazione, Julian Carron, a confrontarsi sul “tema dei temi”, quello della sofferenza, a cui è dedicata la mostra “C’è qualcuno che ascolta il mio grido. Giobbe e l’enigma della sofferenza”. “Oggi il cristianesimo, come duemila anni fa – prosegue Vittadini – deve dire alla persona come la felicità su questa terra è possibile anche quando c’è il dolore e il male. Vogliamo rimettere al centro questo tema senza il quale tutti gli altri temi sono tutti inutili”.