Meno burocrazia, più turismo
Barbagallo: Così riparte la Campania

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Meno burocrazia, per una Regione più giovane ed efficiente, in una parola “attraente”. Carlo Barbagallo, amministratore unico della Co.fi.ba., azienda leader nel settore della bonifica del territorio, Meno burocrazia, per una Regione più giovane ed efficiente, in una parola “attraente”. Carlo Barbagallo, amministratore unico della Co.fi.ba., azienda leader nel settore della bonifica del territorio, ha ben chiara in mente la Campania che vorrebbe: “Snellimento della macchina burocratica con tempi tassativi e certi per il completamento degli iter amministrativi, riqualificazione e rilancio dei sistemi infrastrutturali, incentivi per la reindustrializzazione delle aree industriali quasi dismesse, lotta al sommerso, internazionalizzazione e accesso al credito per le pmi. È solo lavorando seriamente su questi temi che si possono creare i presupposti ineludibili per essere competitivi sui mercati nazionali e soprattutto su quelli esteri, nonchè le condizioni per un concreto sviluppo del territorio“. Dunque una regione “bonificata” dai troppi intoppi che la affogano, e il passaggio per le urne può rappresentare un punto di svolta: “Con l’attuale amministrazione – continua Barbagallo – sono stati fatti molti passi in avanti sul fronte delle politiche attive per l’occupazione, incentivando la formazione di qualità e l’incrocio tra scuola e mondo del lavoro, modernizzando i servizi, puntando sull’apprendistato per i giovani e sulla ricollocazione per gli over 50 rimasti fuori dal mercato occupazionale. Certo, i posti di lavoro non si creano per decreto e gli interventi sulle regole non producono automaticamente nuova occupazione”. Assente una politica industrialeÈ, invece, completamente venuta a mancare in questi anni una politica industriale capace di supportare le imprese – dice ancora Barbagallo- Nella ridistribuzione delle risorse europee sarebbe stato opportuno spostare fondi oggi appostati su progetti che non decollano verso strumenti come il credito d’imposta per l’occupazione e per gli investimenti“. Il futuro e’ “una Regione capace di portare avanti una politica industriale che valorizzi start-up e imprenditoria giovanile – aggiunge l’amministratore unico della Co.fi.ba.- una Regione che diventi ‘attraente’. Un ente che abbia la forza di investire in maniera piu’ coraggiosa sul turismo, vero motore di sviluppo dell’economia regionale le cui potenzialita’ sono ancora tutte da sfruttare per il 70 per cento. Abbiamo cultura, storia, bellezze paesaggistiche, enogastronomia, beni architettonici, eppure ancora non riusciamo a trasformare il turismo nel volano della ripresa occupazionale della regione. Se in Campania e nel resto del Sud si attuassero le sinergie organizzative e produttive tra la ricchezza enogastronomica e il sistema turistico integrato (balneare/culturale) aumenterebbe, nel medio periodo, la capacita’ endogena di creare ricchezza in relazione all’aumento di presenze turistiche“.