Meno sprechi per combattere l’inflazione

Fine settimana con suspence, almeno cosi sarebbe stato questo fine settimana italiano, con buona probabilità, per la sua particolare connotazione, di arrivare a allargarsi fuori dei confini nazionali, se non fosse ancor più carica di problemi la situazione internazionale. Questa la vicenda. Si è appena concluso un tour de force del Premier Draghi e del suo governo che ha attraversato una settimana di fuoco, l’ennesima da quando il mondo intero è sotto il fuoco di fila di eventi negativi di grande portata, in parte addebitabili a lui stesso. La particolarità di quello attuale scaturisce dal fatto che un problema che, per la tenuta dell’esecutivo, è bene chiamare “il” Problema, è stato rimandato a lunedì pomeriggio per essere affrontato e, lo voglia il cielo, risolto. È la pericolosa querelle che coinvolge il Primo Ministro Draghi e il Presidente dei 5S che vedrà impegnati in un confronto vis a vis lunedì pomeriggio i due docenti prestati, seppure con modalità diverse, alla politica. Precisamente il primo attenendosi, almeno fin’ora alle indicazioni fornite dall’etimo della parola di origine greca. Il secondo, pur avendo iniziato la sua carriera di servitore dello stato in perfetta laicità, è rimasto folgorato sulla via di Montecitorio, tanto da trovarsi oggi a capo di una rappresentanza politica. I due personaggi sono accomunati dall’essere entrambi cattedratici universitari e tanto porterebbe a credere che, di massima, parlino la stessa lingua e lo faranno anche lunedì pomeriggio. Al momento, agli italiani e non solo, altro non resta da fare che attendere l’esito di quell’ incontro. Inutile fare ancora considerazioni sul comportamento di chi ha sollevato la tempesta in atto di cui né l’Italia, né tantomeno l’Europa, sentivano alcuna mancanza. Nel frattempo sono venute alla luce altre notizie, da non sottovalutare nemmeno minimamente, perchè avranno una forte influenza negativa su tutto ciò che gli italiani si stanno apprestano a fare. La rilevazione piu importante è quella che ha fatto l’ISTAT per il mese di giugno, immediatamente affidata per la diffusione agli organi dell’informazione. Quell’ente ha dato le dimensioni di diversi dati che interessano gli italiani per le negatività che essi comportano sotto il profilo economico e, di conseguenza, quello sociale. Uno per tutti: la crescita, più che notevole, del tasso di inflazione. Il dato, l ‘8%, già di per se alto come non si registrava da diversi decenni, lascia presumere, all’inizio del secondo semestre che lo stesso continuerà a crescere, diventando con molta probabilità già in autunno a doppia cifra. Oltre che per la sua valenza intrinseca, quel fenomeno ricorda da vicino la pratica dell’usura nel senso originale del termine. Nel Medioevo, quando ancora circolavano, sia a livello nazionale che internazionale solo monete d’oro, quindi con un proprio valore intrinseco, era invalsa, soprattutto tra i banchieri, la pratica di limare, molto leggermente, le monete che passavano tra le loro mani, per cercare di far credere che fossero leggermente usurate a causa dei frequenti scambi. La bugia all’inizio fu creduta, essendo l’oro un metallo duttile, e quanto realizzato con esso facilmente manipolabile. Al momento quella erosione del potere liberatorio della moneta non è più materiale, ma non per tanto meno dannosa, anzi! La valenza negativa del fenomeno colpisce sopratutto i consumi in genere. L’ effetto che produce è come se la popolazione avesse meno soldi per comprare ciò di cui ha bisogno. Quella che sta imperversando massicciamente in Europa con poche eccezioni, nonchè negli USA, seppure per motivi diversi, sta facendo si che gli sforzi fatti dalle autorità competenti per un riavvio sostanziale della produzione, in buona parte vadano vanificati: produrre per poi non riuscire a vendere è una frustrazione per l’imprenditore e fonte di marcato malcontento aggiunto a disagio per i consumatori. Si aggiunga a tanto che l’imprenditore, dovendo rallentare il ritmo di produzione, quando non azzerarlo del tutto, come prima mossa mette in stand by parte o tutta la forza lavoro. A questo punto della vicenda tutto diventa molto più difficile perché l’economia del o dei sistema/i in considerazione con ogni probabilità comincerà a volgere la prua verso la stagnazione.Se ne non si riuscirà per tempo a rimuovere almeno una parte delle cause che ne sono all’origine, il passo successivo sarà l’inizio di una fase di recessione dell’economia. Per dirla insieme ai coltivatori diretti, comincerà a essere operativa un tipo di attività che invece di portar ricchezza, porterà debiti. C’è da aggiungere che, essendo la causa principale dell’inflazione, almeno per l’Europa, l’impennata dei prezzi degli idrocarburi, calmierandola come la EU e i singoli paesi, l’Italia in primis, stanno cercando di fare, la marea inflattiva dovrebbe ritornare nei suoi argini. Anche se ciò avvenisse, ragionando per assurdo, domani, la carica di isteresi che l’inflazione libererebbe, farebbe in modo da ritardare un seppur minimo ritorno alla normalità dei sistemi sociali interessati dal problema. È una situazione dalla quale il mondo intero farà fatica a venir fuori, l’Italia in particolare. Per rimanere nell’ordine di idee che ogni italiano dovrà giocare la sua parte per ricomporre le tessere del puzzle messe fuori posto, sarà bene iniziare a evitare gli sprechi. Anche se con tanto non si risolve il problema, si dà un valido aiuto a chi o a quanti sono preposti a risolvere questo genere di vicende. Riguardo al cattivo uso di una risorsa, nel contado le generazioni con un vissuto alle spalle più che consistente avvisano le più giovani che si avvicinano alle cose del mondo che è meglio risparmiare un soldo che guadagnarne due e che, per qualsiasi cosa, tra averla e non averla, il suo valore raddoppia. Seguire questi semplici input non risolverà certo la situazione, comunque aiuterà non poco e sarà già un successo.