Mercati azionari europei in calo

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Il Ftse Mib segna -0,86%, il Ftse Italia All-Share -0,78%, il Ftse Italia Mid Cap -0,36%, il Ftse Italia Star -0,41%.

Mercati azionari europei in calo: DAX -0,4%, CAC 40 -0,8%, FTSE 100 -0,3%, IBEX 35 -0,7%. Le chiusure di ieri a Wall Street: S&P 500 -0,13%, Nasdaq Composite +0,03%, Dow Jones Industrial +0,04%. I future sui principali indici USA attualmente sono in ribasso dello 0,2% circa. Poco mossa Tokyo con il Nikkei 225 a +0,09%. Deboli le borse cinesi: a Shanghai l’indice CSI 300 termina a -1,14%, a Hong Kong l’Hang Seng a -0,34. Eu ro sopra i minimi da aprile contro dollaro a 1,0631. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0670.

Mercati obbligazionari europei in rialzo. Il rendimento del BTP decennale rispetto alla chiusura precedente scende di 1 bp all’1,56%, quello del Bund cede 3 bp allo 0,51%. Lo spread è quindi in rialzo di 2 bp a 105.

Borse asiatiche

Giornata contrastata per i mercati asiatici, che ha visto le performance dei principali listini condizionate dalle notizie su nuovi possibili attentati terroristici (particolare attenzione è andata a due voli diretti a Parigi dirottati su scali interni Usa su minacce rivelatesi infondate). La tendenza complessiva è stata comunque in linea con la seduta piatta registrata martedì a Wall Street. Il dollaro si è rafforzato avvicinandosi ai massimi di sette mesi, dopo che nuovi dati macroeconomici positivi hanno reso sempre più probabile il ritorno al rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve già in dicembre. E l’apprezzamento della divisa Usa ha spinto a ulteriori ribassi le materie prime, a partire dal rame, scivolato a nuovi minimi di sei anni e mezzo. Le piazze più mosse sono alla fine state quelle cinesi.

A circa un’ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in flessione dello 0,60-0,70% mentre è di oltre un punto percentuale la perdita dello lo Shenzhen Composite. Sul fronte macroeconomico, però, segnali positivi per l’economia cinese sono arrivati d al mercato immobiliare. I prezzi delle case nelle maggiori città della Cina hanno infatti segnato in ottobre il primo progresso in quattordici mesi: secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica cinese i prezzi medi delle nuove abitazioni sono cresciuti dello 0,1% su base annua dopo il declino dello 0,9% registrato in settembre che già aveva spinto gli analisti a credere che la frenata del mattone si stesse avviando verso la fine. Il calo era infatti stato del 2,3 e del 3,7% rispettivamente in agosto e luglio.

Tokyo ha beneficiato dell’indebolimento dello yen ed è arrivato a guadagnare quasi un punto percentuale nel corso della seduta, ma alla fine degli scambi il Nikkei 225 ha limitato il progresso allo 0,09% proprio a causa di timori per nuovi attentati terroristici. Leggermente migliore è stata la performance di Sydney, con l’S&P/ASX 200 che ha segnato un guadagno dello 0,29% a fine seduta. Gran parte dei titoli legati alle materie prime, in particolare a causa di un ulteriore declino dei corsi del minerale di ferro, hanno segnato perdite del 2-4% (da Fortescue Metals, ad Atlas Iron, a South32 fino ai giganti Bhp Billiton e Rio Tinto). Seduta piatta anche per Seoul (il Kospi ha perso appena lo 0,04%), mentre a Hong Kong l’Hang Seng è in declino di circa lo 0,20% (più vicino alla parità è invece l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica).

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta poco mossi. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,04% e il Nasdaq Composite lo 0,3%. L’S&P 500 ha invece lasciato sul terreno lo 0,13%. I listini azionari Usa hanno azzerato i guadagni della prima parte della giornata dopo che in Germania è stata sospesa una partita di calcio per un allarme bomba.

Sul fronte macroeconomico nel mese di ottobre l’indice grezzo dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% rispetto a settembre (superiore al consensus pari allo 0,1%). Su base annuale l’indice ha registrato un incremento dello 0,2%. L’indice Core (esclusi energetici ed alimentari) ha mostrato una variazione positiva pari allo 0,2% rispetto al mese precedente. Su base annuale l’indice e’ salito dell’1,9%. La Federal Re serve ha reso noto che nel mese di ottobre la Produzione Industriale ha evidenziato un calo dello 0,2% rispetto al mese precedente. Il dato è risultato inferiore alle attese, fissate su un incremento dello 0,1%. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva si è attestato al 77,5%, di poco inferiore alla rilevazione precedente (77,7%).

L’Indice del Mercato Immobiliare NAHB si è attestato nel mese di novembre a 62 punti. Il dato risulta inferiore alle attese degli analisti ed alla rilevazione precedente, fissate su un indice rispettivamente di 64 e 65 punti. Sul fronte societario Wal-Mart +3,56%. Il colosso della grande distribuzione ha chiuso il terzo trimestre con un utile in calo a 3,3 miliardi di dollari (1,03 dollari per azione) da 3,71 miliardi dello stesso periodo di un anno prima.

I ricavi sono diminuiti a 117,41 miliardi da 119 miliardi. Escludendo l’effetto cambi il giro d’affari è aumentato a 122,4 miliardi. Gli anali sti avevano previsto un Eps di 0,98 dollari su ricavi per 118,1 miliardi. Per il quarto trimestre la società stima un utile per azione compreso tra 1,40 e 1,55 dollari contro gli 1,42 dollari indicati dal consensus. Home Depot +4,47%. Il retailer del bricolage ha presentato risultati relativi al terzo trimestre segnati dal progresso dell’utile per azione da 1,11 a 1,36 dollari, a fronte di ricavi in aumento da 20,52 a 21,82 miliardi di dollari. Il consensus di Thomson Reuters era per 1,32 dollari di utile e 21,82 miliardi di ricavi.

Dick’s Sporting Goods -9,46%. Il retailer di abbigliamento sportivo ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese ed ha fornito un outlook debole. Nel terzo trimestre l’utile per azione adjusted si è attestato a 0,45 dollari su ricavi per 1,64 miliardi di dollari, Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,46 dollari su ricavi per 1,66 miliardi. Le vendite a parità di negozi sono cresciute appena dello 0,4% contro il +1-3% previsto dalla guidance. Per il trimestre in corso le vendite a perimetro costante sono attese tra il -2% e il +1% contro il +1,6% indicato dal consensus.

Urban Outfitters -3,84%. I ricavi del retailer d’abbigliamento sono aumentati nel terzo trimestre meno del previsto a 825,3 milioni di dollari da 814,5 milioni dello stesso periodo di un anno prima e contro gli 868,9 milioni indicati dal consensus. La crescita organica delle vendite è stata pari all’1% contro il 3% del consensus.

Europa

Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,7%, il Cac40 di Parigi lo 0,9%, il Ftse100 di Londra lo 0,6% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,9%. In Francia è in corso un blitz nel covo degli attentatori a Saint-Denis, sobborgo di Parigi. Tra i singoli titoli Air Liquide -4%. Il produttore di gas industriali ha annunciato l’acquisto della rivale americana Airgas per 13,4 miliardi di dollari.

Italia

Piazza Affari ieri ha chiuso in moderato ribasso fallendo il rimbalzo dopo lo scivolone del giorno prima, con gli investitori che restano nervosi in attesa del primo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Nel corso della seduta le vendite hanno continuato ad abbattersi sulle commodity, con il Bloomberg Commodity index che ha aggiornato i minimi dal 1999, mentre nelle ultime sedute si è notato un ritorno degli acquisti sui bond governativi dell’Eurozona in scia al potenziamento del quantitative easing.

In Italia il Pil del terzo trimestre è cresciuto dello 0,2% e dello 0,9% rispetto a un anno fa. Entrambi i dati sono lievemente inferiori rispetto alle attese. Nell’intera zona euro il Pil è aumentato dello 0,3% nel terzo trimestre. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,07% a 21.842 punti.  

I dati macro attesi oggi
Mercoledì 18 novembre 2015

02:30 CINA Indice prezzi abitazioni ott;

12:00 EUR Commissione Europea: parere su budget nazionali 2016;

14:30 USA Nuove licenze edilizie ott;

14:30 USA Nuovi cantieri residenziali ott;

16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati;

20:00 USA Verbali FOMC (Fed).