Mercati europei affossati: timori di un nuovo Dieselgate

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Il punto della giornata. Borsa italiana registrata in rosso, in apertura di giornata: il Ftse Mib segna -0,91%, il Ftse Italia All-Share -0,83%, il Ftse Italia Mid Cap -0,55%, il Ftse Italia Star -0,43%.

Mercati azionari europei incerti: DAX +0,2%, CAC 40 -0,4%, FTSE 100 -0,1%, IBEX 35 -0,3%. 
Future sugli indici azionari americani in ribasso dello 0,9-1,0 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +1,67%, Nasdaq Composite +1,97%, Dow Jones Industrial +1,41%. 
Lieve calo a Tokyo con il Nikkei 225 a -0,54%. In netta flessione le borse cinesi: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen chiude a -3,19%, a Hong Kong l’Hang Seng a -1,40%.

Euro in recupero dai minimi di ieri pomeriggio contro dollaro a 1,0836. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0890. Ieri mattina aveva raggiunto un massimo a quota 1,0942. 
Inizio seduta in deciso rialzo per i future obbligazionari eurozona. Il Bund future segna +0,21% a 160,10 punti. Il BTP future è in rialzo dello 0,43% a 138,53 punti.
Petroliferi in flessione su calo greggio dai massimi della serata di ieri. Il future sul Brent segna al momento 30,20 $/barile da 31,20 circa, il WTI oscilla in area 30,10 $/barile da 31,75. 
L’indice EURO STOXX Oil & Gas segna -1,2% circa.  

 

Borse asiatiche
Mercati azionari guidati ancora volta dai corsi del greggio. Se nella seduta di giovedì un apprezzamento dell’oro nero aveva contribuito alla positiva seduta di Wall Street (i tre principali indici Usa hanno guadagnato l’1,5-2%), l’ennesimo declino dei prezzi sui mercati asiatici è stato l’innesco per un nuovo sell-off abbattutosi su Shanghai e Shenzhen e tutte le principali Borse della regione sono scivolate in negativo, nonostante i guadagni iniziali. 
L’Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, perde moderatamente, ma nell’ottava il declino è prossimo al 3% e l’indice viaggia intorno ai minimi dal giugno 2012. A Tokyo, il Nikkei 225 ha limitato le perdite allo 0,54% dopo avere sfiorato un progresso dell’1% all’apertura delle contrattazioni. 
A Seoul, il Kospi ha perso l’1,11% mentre è stata decisamente più limitata la perdita della piazza di Sydney. L’S&P/ASX 200 ha registrato un declino dello 0,34% dopo che il dollaro australiano si è deprezzato di circa lo 0,40% nei confronti della divisa Usa. 
I settori delle materie prime hanno tenuto, con Bhp Billiton che ha guadagnato l’1,27% nonostante l’annuncio di svalutazioni per 7,2 miliardi di dollari nelle attività Usa proprio a causa del declino dei prezzi dell’energia. Il colosso minerario, però, aveva segnato un balzo del 6,04% a Londra nella seduta di giovedì dopo che Citi aveva ne aveva migliorato il giudizio a buy, dichiarando di averlo sostituito a Rio Tinto come titolo minerario preferito.
Per i mercati della Cina continentale si è trattato invece di un vero e proprio sell-off, e Shanghai viaggia sul filo del territorio ribassista. Lo Shanghai Composite ha chiuso con un crollo del 3,51% a 2.902 punti (già nella precedente seduta l’indice era sceso sotto alla soglia psicologica di 3.000 punti per la volta dalla scorsa estate). Non molto migliori le performance di Shanghai Shenzhen Csi 300 e Shenzhen Composite deprezzatisi del 3,19% e del 3,40% rispettivamente. In netto calo anche Hong Kong: l’Hang Seng perde oltre l’1% avvicinandosi alla chiusura (mentre l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento per la Corporate China sulla piazza dell’ex colonia britannica, è in declino di quasi il 3%).

 

Borsa Usa
I principali indici a New York hanno chiuso la seduta in netto rialzo dopo il crollo di mercoledì. Il Dow Jonesha guadagnato l’1,41%, l’S&P 500l’1,67% e ilNasdaq Compositel’1,97%. Il rimbalzo è stato favorito dal recupero del prezzo del petrolio. 
Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata l’8 gennaio si sono attestate a 284 mila unità, superiori sia alle attese (275 mila) che al dato rilevato la settimana precedente (277 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,263 milioni, superiore ai 2,215 milioni attesi.
I prezzi alle importazioni sono diminuiti dell’1,2%nel mese di dicembre a fronte di attese pari al -1,4%. Nel mese di novembre si era registrato un calo del lo 0,5%. I prezzi alle esportazioni sono diminuiti dell’1,1% su base mensile, inferiore al consensus pari al -0,5%. 
Sul fronte societario forti acquisti sul settore energetico e sul comparto biotech. Tra i singoli titoliJp Morgan+1,45%. La banca d’affari ha annunciato i risultati del quarto trimestre. Il periodo si è chiuso con un utile di 5,43 miliardi di dollari (1,32 dollari per azione) contro i 4,93 miliardi (1,19 dollari per azione) dello stesso periodo di un anno prima. Il dato è anche superiore alle attese (consensus 1,25 dollari per azione). Meglio del previsto anche i ricavi a 23,75 miliardi (consensus 22,89 miliardi).
Best Buy-9,69%. La catena di negozi di elettronica di consumo ha annunciato un calo delle vendite nel periodo natalizio ed ha ridotto le stime di utile operativo adjusted per il trimestre in corso.
Pfizer+2,4%. Secondo indiscrezioni il gruppo farmaceutico starebbe valutando la cessione del business nelle pompe d’infusione (sistema di rilascio automatico dei farmaci) di Hospira.
GoPro-14,58%. Il produttore di microcamere indossabili ha comunicato i risultati preliminari del quarto trimestre. I ricavi sono attesi a circa 435 milioni di dollari, una cifra inferiore alle stime degli analisti (consensus 511,9 milioni).
Intel+2,6% in attesa della pubblicazione dei risultati trimestrali. hanno chiuso la seduta in netto rialzo dopo il crollo di mercoledì.

 

Europa
Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta della settimana in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,6%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,7%.

Sui mercati pesa la nuova discesa del prezzo del petrolio. In Spagna l’istituto di statistica INE ha annunciato che l’indice dei prezzi al consumo è rimasto invariato nel mese di dicembre su base mensile ed è diminuito dello 0,3% su base annuale. I dati sono in linea con le aspettative degli economisti. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) è diminuito dello 0,4% rispetto al mese di dicembre 2014.

 

Italia
Ieri il Ftse Mib ha chiuso in flessione dell’1,67% a quota 19.803 punti. Dopo il tentativo di rimbalzo delle scorse sedute, i mercati europei sono stati affossati dai timori di un nuovo Dieselgate, questa volta in Francia con Renault che ha subito perquisizioni della polizia francese in alcune sedi del gruppo per accertare la presenza nei motori di software per frodare i controlli sulle emissioni. 
Il giovedì turbolento per il settore auto europeo ha fatto sbandare anche FCA (-7,94% a 6,84 euro) coinvolta anche in una causa negli Usa sul presunto tentativo di alterare i dati sulle vendite. 
Un concessionario negli Stati Uniti ha infatti promosso contro FCA US una causa nella quale sostiene che FCA US gli avrebbe offerto incentivi finanziari affinché registrasse falsamente le vendite, riportando vendite al dettaglio in un determinato mese e cancellandole in quello successivo. FCA ha precisato che l’atto di citazione non è ancora stato notificato a FCA US rimarcando che “la società è convinta del fatto che la causa sia infondata e sia stata promossa dal legale interno del concessionario proprio nel momento in cui FCA US discuteva con il gruppo del concessionario della necessità che quest’ultimo rispettasse i propri impegni in base a taluni dei contratti di concessione”. 
Il sell-off sul settore auto ha coinvolto anche Ferrari scesa fino a 5% in area 38 euro. 
Tra i peggiori titoli di giornata anche l’altro titolo della galassia Agnelli, Exor, con un calo del 7,36%. Molto male anche Finmeccanica (-4,49% a 12,12 euro).

Relativamente ai titoli che invece si sono distinti in positivo, alcune banche popolari. In particolare Bpm (+1,1%) è stata nuovamente premiata sulle crescenti attese che in tempi relativamente brevi raggiungerà un’intesa con Banco Popolare (-0,08%) per aggregarsi andando a creare il terzo gruppo bancario italiano. 
Giù Ubi (-3,32%) che avrebbe rilanciato con Bpm, ma il Banco resterebbe ancora in vantaggio. Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, se Bpm dovesse accordarsi con il Banco, l’istituto bergamasco potrebbe decidere di riaprire il dossier Mps. Fitti acquisti anche su Bper (+1,71%), che sempre secondo indiscrezioni stampa avrebbe messo gli occhi sul Credito Valtellinese.

I dati macro attesi oggi
Venerdì 15 gennaio 201609:00 EUR Riunione Ecofin
09:00 SPA Inflazione (finale) dic;
10:00 ITA Inflazione (finale) dic;
11:00 EUR Bilancia commerciale nov;
14:30 USA Indice prezzi alla produzione dic;
14:30 USA Vendite al dettaglio dic;
14:30 USA Indice Empire State Manufacturing gen;
15:00 USA Intervento Dudley (Fed);
15:00 ITA Bollettino Economico trimestrale Banca d’Italia;
15:15 USA Impiego capacità produttiva dic;
15:15 USA Produzione industriale dic;
15:55 USA Indice fiducia consumatori (Reuters/Univ. Michigan) (prelim.) gen;
16:00 USA Scorte delle imprese nov.