Mercati finanziari minacciati dai rischi geopolitici

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A cura di Antonio Arricale Dall’inizio dell’anno la mappa dei conflitti armati si è estesa, tra Siria, Gaza, e Iraq. La Cina mostra più fermezza nel perseguire le rivendicazioni territoriali contro il A cura di Antonio Arricale Dall’inizio dell’anno la mappa dei conflitti armati si è estesa, tra Siria, Gaza, e Iraq. La Cina mostra più fermezza nel perseguire le rivendicazioni territoriali contro il Giappone, in Thailandia è ritornato il governo militare, la Russia ha annesso la Crimea e i separatisti filo-russi stanno incendiando l’Ucraina orientale. Più recentemente, anche in Libia si stanno accendendo preoccupanti focolai di guerriglie. Queste crisi hanno avuto un impatto evidente sui principali mercati finanziari, negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Per tutte queste considerazioni di natura geopolitica, Raj Hindocha, amministratore delegato di Deutsche Bank Research a Londra, avverte che gli investitori e i gestori di fondi potrebbe avere un brusco risveglio alla fine di quest’anno. Il rischio geopolitico è stato sottovalutato, comprimendo la volatilità, in gran parte grazie ai rubinetti monetari aperti dalla Federal Reserve statunitense, dalla BCE e dalla Banca del Giappone. “E’ l’abbondante liquidità che ha intorpidito i mercati”, ha detto Hindocha. “Nessuno vuole scommettere contro tale potenza di fuoco”. “Anche se non stiamo vivendo una situazione simile a quella del 2011, quando la ripresa degli Stati Uniti era una chimera e l’Europa era in preda a una crisi del debito sovrano, la volatilità sui mercati sta dando segni di risveglio. L’indice di volatilità, Vix, quotato a Chicago, che solitamente sale nei momenti di stress di mercato, ha segnato un minimo in luglio a 8,56%, ma ora è pronto per il grande salto verso gennaio”, ha proseguito Hindocha. Gli Stati Uniti e l’Europa hanno deciso ieri di aumentare la loro pressione sulla Russia, con una nuova serie di sanzioni mirate ai settori finanziario, energetico e di difesa del paese e questo potrebbe mettere sotto ulteriore pressione l’economia finanziaria del mondo. Mercati asiatici In verde la Borsa di Tokyo Nikkei positivo per la terza seduta consecutiva. L’indice giapponese è cresciuto dello 0,57% allungandosi fino a quota 15618,07, in allontanamento dalla ex resistenza di area 15500, lato superiore del range in cui i prezzi si sono mossi nell’ultimo mese. Questa circostanza permette ora di credere nel proseguimento del movimento rialzista partito in aprile in direzione dell’obiettivo a 16300 circa, per un nuovo test dei record di fine dicembre. Target intermedio lungo tale percorso si colloca a 15950/16000 punti. L’ipotesi rialzista verrebbe minacciata solo nel caso di ritorno sotto 15200, per poi essere abbandonata in caso di violazione di quota 15000. Probabile in tal caso l’affondo sul supporto a 14700. In verde anche il Topix che ha terminato la seduta a 1290,41 punti (+0,34%). Sul versante macroeconomico, in giugno la spesa delle famiglie in Giappone, secondo quanto riportato dal ministero di Affari interni e Comunicazioni, è calata del 3,0% (contro attese per una flessione del 3,9%) su base annuale dopo il crollo dell’8,0% del mese precedente, a causa del rincaro delle tasse sui consumi in vigore dal 1° aprile. In giugno il tasso di disoccupazione in Giappone, secondo quanto riportato dal ministero di Affari interni e Comunicazioni, è salito al 3,7% contro attese degli economisti per il 3,5% che prevedevano una lettura invariata rispetto a maggio. Secondo i dati diffusi dal ministero ni pponico di Economia, Commercio e Industria, in giugno le vendite retail in Giappone sono calate dello 0,6% su base annua a fronte dello 0,4% di maggio e di attese dello 0,5% degli economisti. Su base mensile il dato segna un progresso dello 0,4% contro l’atteso progresso dello 0,8% e a fronte del 4,6% di maggio (in aprile erano crollate del 13,6%). Secondo Koji Ishida, membro del board della Bank of Japan (BoJ), l’economia del Sol Levante continua nel suo moderato recupero. L’export resta piatto e privo d’inerzia, anche a causa di fattori strutturali come la produzione fuori dai confini patri per i colossi industriali nipponici. Ma il miglioramento della disoccupazione e dei salari stanno influendo positivamente sull’economia. L’effetto dell’aumento delle tasse sui consumi, ha aggiunto Ishida, in vigore dal 1° aprile scorso dovrebbe affievolirsi nei prossimi mesi, mentre la politica monetaria di quantitative e qualitati ve easing (Qqe), introdotta per un target d’inflazione al 2%, sta esercitando gli effetti previsti sul mercato. Il listino giapponese ha beneficiato dei risultati societari pubblicati da alcune società: Honda Motor (-0,84%) ha chiuso il primo trimestre fiscale con un utile netto di 146,51 miliardi di yen, in crescita rispetto ai 122,5 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. I ricavi sono aumentati a 2,99 mila miliardi (da 2,83 mila miliardi) mentre il risultato operativo è salito a 198,04 miliardi (+7,1%). Gli analisti avevano previsto un risultato operativo di 182 miliardi. La società giapponese ha leggermente alzato le stime per l’intero esercizio fiscale 2015 e ora prevede un risultato operativo a 770 miliardi contro i 760 miliardi della precedente guidance. Nissan ha segnato un progresso dell’1,85% ed è stato il secondo titolo più scambiato sulla piazza giapponese, dopo aver registrato un utile operativo per il periodo aprile-giugno nettamente superiore al previsto (+13,4% a 122,6 miliardi di yen). Keyence Corp è salita del 3,04%: l’utile operativo per il periodo aprile-giugno è cresciuto del 34,6% a 36,4 miliardi di yen. Dietro front per Fanuc (-1,14%) che prende fiato dopo la lunga corsa delle scorse settimane. In moderato progresso le altre principali piazze asiatiche: sopra il riferimento la borsa di Hong Kong con l’Hang Seng che segna un +0,36%. Seoul cresce dello 0,64%. Poco mossa la borsa di Shanghai (+0,18%). Mercato Usa Wall Street chiude piatta, in evidenza Family Dollar A New York i principali indici hanno chiuso la prima seduta dell’ottava poco mossi. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,13%, l’S&P500 lo 0,03% mentre il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,1%. Markit Economics ha comunicato la stima flash di luglio dell’indice PMI dei Servizi: la lettura si e’ attestata a 61,0 punti in linea con quella del mese precedente, indicando una solida espansione della crescita, sebbene a tassi in rallentamento. L’indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato un decremento dell’1,1% m/m a giugno, peggiorando le attese degli addetti ai lavori che avevano stimato una variazione positiva pari allo 0,5% m/m. Il dato e’ inoltre inferiore all’incremento dello 6,1% m/m registrato nel mese precede nte. Sul fronte societario Family Dollar +24,86%. La catena di discount Dollar Tree (+1,2%) ha annunciato un accordo per l’acquisto della rivale per 8,5 miliardi di dollari. Tyson Foods +2,58%. Il produttore di carne ha ceduto alla brasiliana JBS le attività ovicole messicane per 575 milioni di dollari. Cisco Systems -0,19%. Pacific Crest ha tagliato il rating sul titolo del colosso del networking a sector perform da outperform. Hospira +0,23%. Secondo indiscrezioni il gruppo farmaceutico potrebbe acquistare le attività nella nutrizione medica di Danone per circa 5 miliardi di dollari. Trulia +15,42%. Il sito dedicato al mercato immobiliare Zillow (+0,92%) ha annunciato l’acquisto della rivale per 3,5 miliardi di dollari. Cummins -3,2%. Il produttore di motori diesel ha chiuso il secondo trimestre con un giro d’affari leggermente inferiore alle attese. Monster Beverage -3%. Ubs ha tagliato il rating s ul titolo del produttore di bevande energetiche a neutral da buy. El Pollo Loco +43,49%. Il titolo della catena messicana di fast food in due sedute è più che raddoppiato. Le azioni sono sbarcate sul Nasdaq lo scorso venerdì a 15 dollari. Europa Borse sopra la parità Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,27%, il Cac40 di Parigi lo 0,10%, il Ftse100 di Londra lo 0,36% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,05%. Deutsche Bank +1%. L’utile ante imposte della banca tedesca nel secondo trimestre è aumentato del 16% a 917 milioni di euro. Il dato è ampiamente superiore alle attese. Airbus -0,8%. Secondo indiscrezioni la giapponese Skymark Airlines potrebbe annullare un ordine di acquisto di 6 aerei A380 dal valore di circa 2 miliardi di dollari. Michelin -1%. Il giro d’affari del produttore di pneumatici nel primo semestre è calato a 9,67 miliardi di euro. L’utile è invece aumentato meno delle attese a 624 milioni. Faurecia +4%. I l produttore di componenti per auto ha alzato le previsioni per l’intero esercizio. Orange +1%. L’operatore telefonico (ex France Telecom) ha chiuso il secondo trimestre con un Ebitda di 3,12 miliardi. Gli analisti avevano previsto un margine operativo di 3,09 miliardi. Renault -1,3%. L’utile operativo della casa automobilistica è aumentato nel primo semestre del 25% a 729 milioni di euro ma i ricavi hanno deluso le aspettative. Ubs +0,6%. La banca svizzera ha chiuso il secondo trimestre con un utile in crescita e superiore alle attese. Italia Il Ftse Mib segna +0,10%, il Ftse Italia All-Share +0,08%, il Ftse Italia Mid Cap -0,05%, il Ftse Italia Star +0,11%. Borse europee in leggero rialzo. Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 ha terminato a +0,03%, il Nasdaq Composite a -0,10%, il Dow Jones Industrial a +0,13%. I future sui principali indici USA al momento sono in lieve calo. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a +0,57%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng segna al momento a +0,8% circa. Inizio di seduta positivo per A2A (+1,1%) e CNH Industrial (+1,5%), che reagiscono alle perdite di ieri. Perdono invece ulteriore terreno Fiat (-0,7%) e Finmeccanica (-1,6%). Buon avvio per Saipem (+0,5) nel giorno della presentazione dei conti del secondo trimestre. Secondo Il Sole 24 Ore, la controllante Eni (+0,3%) starebbe studiando il riassetto del debito della controllata. Il 90% del debito della società di servizi per l’industria petrolifera (che ammontava a fine 2013 a 4,2 miliardi) è finanziato infragruppo dalla stessa Eni. In verde Mediaset (+0,5%) nel giorno del cda sui conti del secondo trimestre: secondo indiscrezioni di stampa alla fine della scorsa settimana Pier Silvio Berlusconi e Vincent Bollore’ si sono incontrati per discutere di una partnership tra Mediaset Premium e Vivendi/Canal+: il finanziere francese è infatti primo azionista e presidente di Vivendi. L’incontro potrebbe aver segnato il sorpasso dei transalpini su Al Jazeera (finora data in vantaggio) nella corsa all’ingresso in Premium. Banca Generali (+1,6% a 21,02 euro) guadagna terreno in attesa dell’odierna presentazione dei dati del primo semestre. Ricordiamo inoltre che ieri Kepler Cheuvreux ha inserito il titolo nella “Small Mid Caps Selected List” europea. La raccomandazione su Banca Generali e’ “buy” (acquistare) con prezzo obiettivo a 27,3 euro, il titolo viene confermato la “best pick”, il titolo preferito nel comparto italiano del risparmio gestito. Vendite su Bper (-1,7% a 6,34 euro): Societe Generale ha abbassato il target price del titolo da 8,50 a 7,10 euro. In rosso anche STMicroelectronics (-0,7%): Bernstein ha peggiorato il giudizio sul titolo da “market perform” (performance uguale al mercato/settore) a “underperform” (performance inferiore al mercato/settore). Lieve calo per Piaggio&C (-0,6% a 2,34 euro): Citigroup ha abbassato il target price del titolo da 2,65 a 2,55 euro. Ieri Piaggio ha annunciato di aver chiuso il primo semestre con risultati in calo: ricavi consolidati a 629,0 milioni di euro rispetto a 671,5 mln nel 1° semestre 2013, utile netto a 16,5 milioni di euro da 25,0 mln nel 1° semestre 2013. Inoltre l’a.d. Roberto Colaninno ha affermato che l’azienda di Pontedera prevede di chiudere il 2014 con EBITDA a 155-160 milioni di euro, sotto i 163 del consensus. Per quanto riguarda i dati macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 10:30 indice credito al con sumo in Gran Bretagna, negli USA alle 15:00 indice S&P-Case/Shiller (prezzi abitazioni) e alle 16:00 indice fiducia consumatori (Conference Board).


I dati macro attesi oggi Martedì 29 luglio 01:30 GIA Consumi giugno; 01:30 GIA Tasso di disoccupazione giugno; 01:50 GIA Vendite al dettaglio giugno; 09:00 SPA Vendite al dettaglio; 10:30 GB Indice credito al consumo giugno; 15:00 USA Indice S&P-Case/Shiller (prezzi abitazioni) maggio; 16:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) luglio