Mercati in calo in apertura dell’ottava, troppo vaghe le parole di Trump

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Il punto. Inizio d’ottava tendente al negativo per l’Asia, in scia all’indebolimento del dollaro arrivato dopo l’insediamento di Donald Trump. Nel suo primo discorso da presidente Usa, Trump ha confermato la volontà protezionistica, ma ha dato poche indicazioni sulla fattibilità delle sue promesse, soprattutto in termini di stimolo. Ne consegue che gli investitori iniziano a valutare eccessivo il rally dei mercati arrivato dopo la sua vittoria alle elezioni in novembre.

Difatti il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la moneta nei confronti delle altre dieci principali valute, è in flessione di circa lo 0,60% dopo avere segnato quattro ottave consecutive di declino (striscia più lunga da febbraio). Anche lo yen di riflesso si è apprezzato di oltre l’1% nei confronti della moneta americana spingendo decisamente al ribasso la borsa di Tokyo.

Tra le dichiarazioni di Trump che più hanno avuto effetto sui mercati asiatici, l’intenzione di ritirarsi dalla Trans-Pacific Partnership (Tpp), partnership commerciale siglata tra 12 nazioni tra cui anche lo stesso Giappone e l’Australia. 
Non sorprende quindi che, tra i principali indici della regione, a farne le spese sia anche Sydney, complice il declino superiore al 2% del prezzo del minerale di ferro (in calo di quasi il 5% nelle ultime quattro sedute), anche se i titoli minerari australiani sono poco mossi, visto che – a Londra sulle promesse di Trump di “ricostruire l’America” – i metalli industriali (rame, alluminio, zinco e piombo) guadagnano tutti intorno all’1%

E in questo contesto anche le principali borse europee hanno aperto la prima seduta della settimana in calo. A Piazza Affari il Ftse Mib segna -0,2, il Dax30 di Francoforte cede lo 0,8, il Cac40 di Parigi lo 0,7 e il Ftse100 di Londra -0,6, l’Ibex 35 di Madrid segna -0,53.

Borse asiatiche
A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso con una perdita dell’1,29%. Leggermente meglio  ha fatto l’indice più ampio Topix, che si è comunque deprezzato dell’1,23%.

Chiude invece in positivo Seoul, anche se il Kospi limita ad appena lo 0,01% il suo guadagno.

In positivo anche i mercati della Cina continentale: al termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno rispettivamente guadagnato lo 0,44% e lo 0,27% al termine degli scambi.

In vista della chiusura si muove sulla parità l’Hang Seng di Hong Kong.

In Australia lo S&P ASX 200 chiude a -0,77% appesantito soprattutto da petroliferi e finanziari.

Borsa Usa
La Borsa di New York ha chiuso l’ultima seduta della settimana in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,48%, l’S&P 500 lo 0,34% e il Nasdaq Composite lo 0,28%.

Nel giorno del giuramento il neo presidente Donald Trump, nel suo breve discorso, non ha fornito spunti particolari sul piano di riforme, ma ha ribadito il proprio impegno per salvaguardare gli interessi dei cittadini.

Dati macro

Cina. La Cina ha creato un fondo d’investimento, sostenuto dal governo, da 100 miliardi di yuan (13,6 miliardi di euro) per supportare lo sviluppo di Internet. L’obiettivo è trasformare la Cina in uno dei player tecnologici di riferimento a livello mondiale per il settore. Sono stati già raccolti 30 miliardi di yuan (oltre 4 miliardi di euro) da banche e operatori telefonici cinesi, da Icbc a China Mobile a China Unicom, ma alla fine l’obiettivo è rendere disponibile credito fino a 150 miliardi di yuan (oltre 20 miliardi di euro) per le società che verranno finanziate. A inizio anno Pechino aveva anticipato investimenti per 1.200 miliardi di yuan (163 miliardi di euro) al 2018 per lo sviluppo delle infrastrutture informative del Paese.
Cina. Venerdì scorso la People’s Bank of China (PboC) ha tagliato dal 17% al 16% la quota di capitale che le cinque maggiori banche del Paese devono conservare come riserva di liquidità. La misura, temporanea, mira a evitare una stretta del credito in vista del Capodanno lunare che quest’anno cadrà il prossimo 28 gennaio. Pechino, che non aveva toccato il reserve ratio del 17% da quasi un anno, ha sottolineato che le “linee di liquidità temporanea” saranno garantite alle banche per 28 giorni.

Giappone. La lettura finale relativa a novembre dell’indice anticipatore segna un progresso a 102,8 punti contro i 102,7 punti preliminari e i 100,8 punti di ottobre (100,3 punti in settembre). Il dato si confronta con i 102,7 punti del consensus ed è il più elevato dai 103,4 registrati nell’agosto 2015. L’indice di coincidenza, che sintetizza lo stato attuale dell’economia, è invece cresciuto a 115,0 punti dai 115,1 punti della lettura preliminare e contro i 113,5 punti di ottobre.

Giappone. L’indice delle attività industriali è cresciuto in novembre su base mensile rettificata dello 0,3% contro le letture invariate di settembre e ottobre (in entrambi i casi riviste dallo 0,2% inizialmente comunicato) e lo 0,4% del consensus. Su base annuale l’indice è invece cresciuto del 2,1% dopo il declino dello 0,4% di ottobre (rivisto dal calo dello 0,2% inizialmente comunicato) e il progresso dell’1,2% di settembre.

I dati attesi oggi
Lunedì 23 Gennaio 2017

 

05:30 GIA Indice attività industriali nov;

16:00 EUR Indice fiducia consumatori gen.