Mercato, arte, cultura. Ricchezza vera

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L’Occhio di Leone, ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale.

Courtesy Canova Arte

a cura di Francesco Gallo Mazzeo

Bellissimo novembre nella New York di Christie’s, casa d’aste internazionale, che si conferma una vetta altissima del mercato secondario dell’arte attuale, quello in cui non c’è il contatto ravvicinato tra artista, spesso introverso e schivo, gallerista o in senso aulico mercante e collezionista, spesso anch’esso un po’ mercante e propagandista della propria capacità di vedere, scegliere, valorizzare; con tutta la complicità affettiva, che può nascere, interferendo “positivamente” sul rapporto tra qualità e prezzo.
Nel definirlo secondario, non voglio sottolinearne una superiorità o una inferiorità, ma solo una diversità, che non è da poco, in quanto codifica, non uno stato nascente, una promessa, qualche cosa cha l’alea del futuro, ma una conquista raggiunta.
Nell’asta, per di più se è dichiaratamente internazionale, gioca il fattore, variabile ma pesante, dell’investimento, dove conta l’economia (che non è che prima non contasse) che qui diventa fattore assoluto, senza innamoramenti e sentimentalismi, diventa finanza.
Qui i milioni si vedono e sono tanti e si concentrano sui nomi consolidati, i soliti noti, quelli che costituiscono valori di liquidità immediata, tanto che Van Gogh ne colloca tre, di opere, per quasi 150 milioni di dollari e cifre multimilionarie anche per Monet, per Twombly, per Basquiat, per Richter e per Picasso che non può mancare mai.
Fa notizia il Giovane Uomo alla Finestra, di Gustave Caillebotte, che supera i 50 milioni, a testimonianza di un Ottocento vivace e che i giochi sono aperti e basta sapere giocare. Non è quello che mi piace di più, ma è uno stadio, quello dell’asta, dove si confrontano e si combattono fattori diversi, tipici dell’economia capitalistica e della società dello spettacolo, dei fenomeni di visibilità e di effetto di padronanza, che un acquisto voluttuario può determinare nei media che chiedono sfarzo in abbondanza, quanta più è l’accumulazione di ricchezza rivolta ad opere d’arte.
È così, ma è una speranza per tutti, perché la ruota gira… ed è la grande scommessa della vita, nella grande querelle tra ciò che succede adesso e ciò che può succedere…dopo.
Oggi a Van Gogh!

in foto G. Caillebotte, Jeune_homme_a_la_fenetre, 205×300
in foto Cy Twombly, Untitled, 1961, 300×263