Mercato criptovalutario: facciamo il punto su Bitcoin

152

Bitcoin, ovvero la criptovaluta più famosa al mondo, rimane al centro di interessi e polemiche anche in questo periodo. Secondo il sito Glassnode, infatti, le transazioni molto consistenti (nell’ordine del milioni di dollari) di questa criptovaluta nell’ultimo anno sarebbero più che raddoppiate, segno che i grandi investitori tradizionali avrebbero continuato a movimentare Bitcoin anche dopo il crollo della scorsa primavera.

Mentre però i colossi del tech come Paypal e Amazon stanno aprendo all’introduzione della valuta all’interno dei loro metodi di pagamento, le istituzioni finanziarie più tradizionali e buona parte del mondo politico continuano a rimanere ancora molto scettici, per non dire ostili. La Cina, ad esempio, paese notoriamente refrattaria al mondo della finanza decentralizzata, ha recentemente imposto un limite al settore del trading sulle criptovalute, valutandole come un pericolo per la legalità dell’economia.

Tali posizioni sfavorevoli hanno causato pesanti ripercussioni sull’andamento della moneta, come spiegato anche dai principali analisti del settore, i quali, oltre all’ostilità cinese, identificano anche altri elementi che potrebbero far nuovamente crollare il prezzo del token. Fra questi, i principali sono legati all’ingente quantitativo di energia di cui necessita Bitcoin, che potrebbe far propendere gli investitori per altre soluzioni più green e dal più basso impatto energetico.

Come investire in Bitcoin

Sebbene Bitcoin, come d’altronde anche tutte le altre criptovalute, sia caratterizzato da una grande volatilità, sono moltissimi gli utenti che ogni giorno decidono di investire su di esso. Come ricordano anche gli esperti di comprarebitcoin.net, per comprare moneta digitale attualmente è possibile scegliere tra due diverse modalità.

La prima presuppone si punti su investimenti a lungo termine e prevede l’acquisizione di un quantitativo di moneta che poi verrà immagazzinata in un wallet, cioè un portafoglio digitale. La seconda, invece, sfrutta le potenzialità offerte dal trading online e prevede di aprire un conto presso uno dei tanti broker finanziari. Questi ultimi, che si occupano di mettere in collegamento l’investitore con i mercati, consentono di aprire e chiudere posizioni per effettuare transazioni di compravendita.

Tuttavia, il settore della cripto-finanza talvolta può rivelarsi terreno fertile per numerose realtà che cercano di truffare utenti ignari dei rischi che corrono affidandosi a operatori non riconosciuti. Pertanto, è molto importante fare riferimento solo a piattaforme in possesso delle principali regolamentazioni internazionali, quali, ad esempio, la licenza emanata dalla Consob (valida, però, solo per l’Italia) o quella rilasciata dalla CySEC che invece è attiva su tutto il territorio europeo.

Iniziare a fare trading su Bitcoin

Per iniziare a fare trading su Bitcoin è necessario iscriversi a una piattaforma online, scegliendo fra quelle autorizzate dai vari organi di vigilanza. Tra i broker più rinomati e sicuri con i quali aprire delle posizioni spiccano eToro, OBR Invest, Capital.com e Trade, i quali offrono una serie di funzionalità molto utili sia ai neofiti, sia agli investitori più esperti. Tutte fra loro richiedono di depositare una cifra minima per attivare il proprio conto: questa somma, che è variabile, oscilla comunque tra i 20 e i 250 euro, e costituisce la base con la quale partire per provare a fare trading.

Visto il prezzo ormai molto alto raggiunto da Bitcoin, la maggior parte dei broker offre la possibilità di operare tramite i CFD. I CFD, il cui acronimo sta per “contract for difference”, sono strumenti finanziari di tipo derivato diffusi in Europa da qualche decina d’anni.

Essi non prevedono l’acquisto diretto dell’asset ma consentono di speculare sull’andamento del suo sottostante. Il vantaggio è, quindi, quello di poter investire anche su valute molto costose pur non disponendo di un ingente capitale.