Mercato del lavoro: Trentino Alto Adige al top. Fanalini di coda Sicilia, Calabria e Campania

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La regione italiana dove si vive meglio? Il Trentino Alto Adige, seguito da Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, mentre le regioni che offrono meno opportunita’ ai propri cittadini sono Puglia, Calabria, Campania e Sicilia. E’ questa la graduatoria che emerge dall’Indice delle Opportunita’ Regionali elaborato dal Centro Studi ImpresaLavoro, uno strumento analitico che misura la qualita’ della vita nelle singole regioni italiane partendo dall’analisi di quattro aspetti: il mercato del lavoro, il reddito, il livello di istruzione e il livello di partecipazione alla vita pubblica.Massimo BlasoniQuesti dati – spiega Massimo Blasoni, presidente di ImpresaLavoro – confermano l’idea di un Paese drammaticamente spaccato in due. D’altra parte l’Italia si colloca in Europa al primo posto per disparita’ territoriali in tema di lavoro e reddito e quindi di opportunita’ offerte alle famiglie“. Il mercato del lavoro del Trentino Alto Adige e’ senza dubbio il migliore d’Italia. Ha un tasso di disoccupazione di lunga durata molto basso (1,92%) e un numero di soggetti senza lavoro tutto sommato contenuto (5,67%). Anche i giovani che non studiano e non lavorano sono qui al minimo italiano (14,27%), davanti al Veneto (16,80%) e alla Lombardia (18,21%). La composizione degli indicatori analizzati per questa voce certifica come il secondo miglior mercato del lavoro italiano sia quello Veneto, seguito da Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia. Le regioni peggiori sono quelle del Sud: in coda troviamo la Sicilia, preceduta da Calabria e Campania.

Dati allarmanti al Sud

Qui gli indicatori segnalano una situazione davvero allarmante e che ben fotografa la spaccatura esistente nel paese: il tasso di disoccupazione di lunga durata e’ otto volte quello della regione migliore (15,74% in Calabria, 15,34% in Sicilia, 25,04% in Campania) e segue proporzionalmente il livello di disoccupazione generale (23,42% in Calabria, 22,17% in Sicilia, 21,74% in Campania) che risulta essere quattro volte quello registrato nelle regioni piu’ virtuose. Drammatica, al Sud, la condizione dei giovani: il 40,28% dei ragazzi siciliani non studia e non lavora, come il 37,99% dei calabresi e il 36,35% dei campani. Una famiglia che vive in Trentino Alto Adige o in Lombardia ha un reddito medio annuo del 65% piu’ elevato rispetto a una corrispondente famiglia siciliana.

Campania e Sicilia le regioni più povere

Campania e Sicilia non sono soltanto tra le regioni piu’ povere in tema di reddito netto delle famiglie, ma sono anche in coda alle classifiche sulla distribuzione dello stesso. L’analisi combinata di reddito netto delle famiglie e distribuzione dello stesso premia ancora il Trentino Alto Adige, davanti a Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Valle d’Aosta. Ultimi posti in classifica per Sicilia, Campania, Basilicata, Molise e Calabri. La regione piu’ scolarizzata d’Italia e’ invece il Lazio, dove il 30% della popolazione che ha piu’ di 15 anni ha un diploma di maturita’ della durata di 4/5 anni e il 16% della stessa popolazione e’ laureato. In questa classifica appare molto piu’ sfumata la distinzione Nord/Sud. Il Veneto arriva penultimo, davanti solo alla Puglia e dietro a Sicilia e Sardegna. La regione dove si vota di piu’ e dove la partecipazione alla vita pubblica e’ piu’ elevata e’ l’Emilia Romagna, a pari merito con Umbria, Lombardia, Toscana, Marche e Veneto. Anche qui la matrice Nord/Sud e’ abbastanza evidente con Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania e Puglia a chiudere la classifica.