Mercato europeo degli pneumatici: vendite in crescita alla fine del 2024

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Foto di Thorsten Frenzel da Pixabay

Lo scorso 30 gennaio, l’ETRMA (l’Associazione europea dei produttori di gomma e pneumatici) ha pubblicato il consuntivo delle vendite realizzate dalle aziende associate nel corso dell’ultimo trimestre del 2024. Dai dati emerge una tendenza generalmente positiva, con quasi tutti i segmenti che fanno registrare un incremento delle vendite, in linea con l’andamento che ha caratterizzato il settore nella seconda parte dello scorso anno.

I dati del quarto trimestre del 2024

L’evoluzione del quarto trimestre del 2024 è stata positiva rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente” ha commentato il Segretario Generale dell’Associazione, Adam McCarthy, aggiungendo che il trend riguarda “tutti i segmenti di prodotto, a causa principalmente delle performance al ribasso dell’ultimo trimestre del 2023“.

In generale, prosegue il commento di McCarthy, “l’andamento dei volumi nel 2024 è andato migliorando per gli pneumatici di ricambio, principalmente grazie a tutti i segmenti di prodotto, se non per quella leggermente negativa degli pneumatici per autoarticolati. I volumi del segmento di prodotti per i veicoli agricoli sono trainati dalle condizioni climatiche”.

I dati evidenziano come, nel complesso, le vendite siano cresciute del 12% rispetto allo stesso periodo del 2023; al dato contribuisce in misura maggiore la performance degli pneumatici multistagionali (+18%). Positivo anche il dato delle gomme invernali (+15%), così come quello relativo alle gomme per i mezzi agricoli (+12%) ed agli pneumatici per moto e scooter (+18%).

Dal contro tra il 2024 e l’anno precedente, emerge uno scenario analogo, caratterizzato da un saldo generalmente positivo; fatta eccezione per il segmento autoarticolati (rimasto stabile), tutti gli altri mostrano segnali di crescita più o meno pronunciata, dal +16 delle multistagionali al +7% delle invernali. Le due tipologie di prodotto in leggera flessione, su base annuale, sono le gomme estive (-2%) e gli autoarticolati (-1%).

Le prospettive future

La ripresa del mercato testimoniata dai dati diffusi dall’ETRMA segna la fine di un periodo piuttosto complesso per il settore, fiaccato prima dalla pandemia da Covid e poi dallo scoppio del conflitto in Ucraina. Le tensioni internazionali, e le relative ripercussioni economiche e commerciali, infatti, avevano determinato una significativa contrazione dei volumi di vendita.

Sul piano commerciale, però, da alcuni anni si registra la progressiva crescita del canale digitale; piattaforme specializzate come quelle di euroimportpneumatici.com, ad esempio, mettono a disposizione degli utenti un ampio catalogo merceologico, che spazia tra le varie tipologie di gomme per auto e include anche quelle per moto e scooter.

Più in generale, nonostante una maggiore diversificazione del retail, l’industria degli pneumatici attraversa un momento delicato, di transizione sia tecnologica che normativa. I due aspetti, peraltro, sono strettamente legati; il rigido quadro normativo europeo (ancor più severo con l’introduzione del nuovo standard Euro 7) impone infatti lo sviluppo di nuove soluzioni, tecnologicamente avanzate e maggiormente sostenibili. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la crescita del mercato dei veicoli elettrici; le nuove forme di mobilità pubblica e privata richiedono prodotti specifici, adeguate alle diverse caratteristiche prestazionali.

In sintesi, gli pneumatici del futuro sembrano destinati ad essere molto diversi da quelli attuali; saranno certamente più duraturi (l’Euro 7 già impone di ridurre le emissioni dovute all’abrasione) e a ridotto impatto ambientale, grazie ad apposite soluzioni tecnologiche nonché all’impiego di materiali naturali o di recupero. Svariati produttori già impiegano percentuali significative di gomma riciclata, così da diminuire il consumo di materia prima vergine; in aggiunta, la ricerca guarda anche a possibili risorse completamente naturali quali oli, fibre, scarti della produzione agricola industriale ed altre risorse ‘di recupero’ che consentano, già nel prossimo futuro, di realizzare pneumatici sostenibili e, al contempo, in grado di offrire un rendimento ottimale.