Mercato immobiliare, prezzi in calo a gennaio: -0,8% a Napoli (ma a Milano +1,5%)

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Il 2020 si apre con una flessione dei prezzi delle case usate a gennaio, pari allo 0,5% rispetto al mese precedente. Una perdita che fissa il prezzo del mattone in Italia a 1.679 euro al metro quadro. A livello annuale il calo è più forte, pari al 2,5%. E’ quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’Ufficio Studi di idealista sui prezzi delle abitazioni usate in Italia a Gannaio 2020. In controtendenza rispetto all’andamento generale, gennaio ha visto una prevalenza di segni positivi che riguardano 62 dei 109 centri capoluogo analizzati. I rimbalzi maggiori spettano a Barletta (5%), Agrigento (3,8%) e Oristano (3,7%). Dall’altro lato, le variazioni negative di maggiore entità spettano ad Andria (-3,4%), Enna (2,6%) e Chieti (-2,2%). Dei grandi centri solo Napoli (-0,8%), Palermo (-0,3%) e Firenze (-0,2%) segnano valori in decrescita. Bologna (0,1%), Roma (0,2%) e Venezia (0,3%) registrano lievi recuperi; Bari (1,1%), Torino (1,3%) e soprattutto Milano (1,5%) accelerano a rialzo. Con riferimento ai prezzi di vendita, è Venezia (4.494 euro/m²), esclusa Mestre per ragioni di rilevanza statistica, a guidare la graduatoria dei metri quadri più cari, davanti a Firenze (3.929 euro/m²) e Bolzano (3.664 euro/m²). Nella parte bassa della graduatoria i capoluoghi più economici sono Ragusa (831 euro/m²), Caltanissetta (784 euro/m²) e Biella (717 euro/m²).
Quattordici le aree regionali in calo a gennaio, trascinate a ribasso dalla Valle d’Aosta (-2,1%). In Sicilia, Lombardia e Basilicata le diminuzioni toccano lo 0,9%, attenuandosi gradualmente in Campania (-0,8%), Abruzzo (-0,7%) e Toscana (-0,6%). Marche e Puglia vedono prezzi in diminuzione dello 0,5%, seguite dall’Emilia-Romagna (-0,4%). Trentino-Alto Adige e Umbria perdono 0,3 punti percentuali, Friuli-Venezia Giulia e Calabria lo 0,2% rispetto al mese precedente.Resta stabile il Piemonte, mentre a crescere sono solo Sardegna (0,1%), Lazio (0,2%), insieme a Veneto, Liguria e Molise (0,5%), che segnano i recuperi maggiori. La regione che vanta i valori più alti è la Valle d’Aosta (2.517 euro/m2) davanti a Liguria (2.460 euro/m2) e Trentino-Alto Adige (2.405 euro/m2). Le richieste più basse da parte dei proprietari si riscontrano a Sud della penisola in Calabria, con 905 euro al metro quadro, seguita da Molise (952 euro/m²) e Sicilia (1.064 euro/m2). I mercati provinciali seguono un trend prevalentemente ribassista questo mese, con il 64% delle macroaree in negativo. I cali più sensibili del periodo sono quelli registrati in provincia di Agrigento (-3,4%), seguita da Macerata (-3,1%), Vibo Valencia e Rimini (entrambe -3%). All’opposto, Barletta-Andria-Trani (3,5%), Avellino (3,6%), Pordenone e Latina (1,9%) segnano la migliore performance provinciale del mese. Bolzano (3.507 euro/m2) si conferma la provincia più cara d’Italia davanti a Savona (3.052 euro/m2) e Firenze (2.787 euro/m2). Nella parte opposta del ranking, le province più economiche sono Enna ed Isernia, entrambe con 804 euro/m2, seguite da Caltanissetta (729 euro/m2) e Biella (649 euro/m2)