Meridione, che facciamo? A Napoli le risposte di Fare

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Si chiuderà con un faccia a faccia tra l’ex ministro per la Coesione territoriale, ed autorevole esponente del Partito Democratico, Fabrizio Barca e il coordinatore nazionale di Fare per Fermare il declino, Michele Boldrin, la mattinata di incontro e confronto Si chiuderà con un faccia a faccia tra l’ex ministro per la Coesione territoriale, ed autorevole esponente del Partito Democratico, Fabrizio Barca e il coordinatore nazionale di Fare per Fermare il declino, Michele Boldrin, la mattinata di incontro e confronto organizzata da In Cammino per Cambiare. L’appuntamento è fissato per domenica 2 febbraio alle ore 10, al Palazzo delle Arti di Napoli (Pan) in Via dei Mille, 60. La questione meridionale accompagna il dibattito politico sin dall’Unità d’Italia. Gli innumerevoli quanto inadeguati interventi, spesso basati su legislazioni speciali, hanno bruciato enormi risorse pubbliche lasciando i problemi irrisolti. Oggi politici ed economisti con un approccio diverso tentano di tracciare un nuovo percorso di rinascita del Meridione Dopo il saluto di Vincenzo Caputo, presidente dei Giovani Industriali Napoletani, sarà Luciano Mauro, professore di Economia all’Università di Trieste a inquadrare i nodi principali della questione meridionale e a gettare le basi per le possibili risposte. Il ruolo delle infrastrutture e quello dei beni culturali, come potenziali volani per lo sviluppo del Sud, verranno illustrati rispettivamente da Pietro De Sarlo, manager e scrittore, e da Nicola Spinosa, già soprintendente del Polo Museale di Napoli. A condurre i lavori sarà Alfonso Ruffo (Il Denaro) a cui toccherà il compito di moderare il dibattito finale fra Boldrin e Barca, al quale sarà chiamato a intervenire anche il pubblico. In Cammino per Cambiare è il progetto federativo di sei formazioni politiche (Fare per Fermare il Declino, Liberali Italiani, Partito Federalista Europeo, Partito Liberale Italiano, Progett’Azione e Uniti verso Nord), che hanno scelto, anche in vista delle prossime scadenze elettorali amministrative ed europee, di fare fronte comune con l’obiettivo di portare avanti comuni istanze di rinnovamento politico ed economico del paese, realizzare le riforme liberali di cui l’Italia ha bisogno.