“Merisi: le verità dal buio”: arte e teatro al Pio Monte di Misericordia

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Molti sono gli spazi nel centro storico di Napoli che conservano nell’aspetto e nella loro missione le tracce della loro storia; tra questi, attivo da quattro secoli, va annoverato il Pio Monte di Misericordia. L’istituzione, fondata nel 1602 da sette giovani nobili, continua ancora oggi, sotto forma di Fondazione, la sua originale opera di assistenza e beneficenza all’interno delle realtà napoletane più bisognose. Emblema e sintesi dell’intensa attività mutualistica, che da secoli caratterizza l’ente, è la pala delle Sette opere di Misericordia, realizzata da Michelangelo Merisi detto il Caravaggio nel 1607, posizionate sull’altare maggiore della Chiesa Barocca; il dipinto rappresenta, appunto, le sette opere di misericordia corporali: seppellire i morti; visitare i carcerati; dar da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi, curare gli infermi, dare da bere agli assetati, ospitare i pellegrini.

merisi 12Ed è in questa splendida cornice che nasce l’idea di mettere in scena uno spettacolo, una rievocazione storica della vita di Caravaggio e del contesto storico nel quale l’artista operò. Il progetto è  frutto della collaborazione tra la dott.ssa Loredana Gazzarra, responsabile dell’Ufficio Quadreria e dell’Archivio Storico dell’ente, e l’Associazione Culturale NarteA. Il titolo dello pièce teatrale “Merisi – Le verità dal buio” sottende e richiama il suo contrario, la luce, rievocando, così, l’utilizzo che di essa l’artista fece nelle sue opere: solo da quel barlume di luce, infatti, poteva svelarsi la verità. Caravaggio fece emergere dal buio, da sfondi indefiniti, luoghi di angosce e paure, le contraddizioni della realtà e tutta la durezza dell’esistenza nella sua drammaticità, dove, sola, la luce, assolveva a ruolo di grazia redentrice. La performance teatrale fa affiorare, dal “buio” di un secolo dominato da lotte politiche e dall’eco della controriforma, la vicenda umana del più grande pittore del seicento: una disamina sull’uomo, lontana dallo stereotipo dell’artista folle e tenebroso, ne emerge una personalità combattuta tra limiti, debolezze e una forte genialità, simbolo di un’esperienza umana individuale e collettiva.

merisi 0Lo spettacolo concepito in forma di performance itinerante cerca nello spazio il suo pubblico, interagisce con esso e dallo realtà fisica lo trasporta nella finzione scenica. Il testo teatrale del regista Febo Quercia è interpretato da Raffaele Ausiello, Sergio Del Prete, Annarita Ferraro, Andrea Fiorillo e Antonio Perna, con la partecipazione di Matteo Borriello.