Messaggi di speranza contro la miseria umana

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1.
Il Corriere della Sera di sabato 13 gennaio, ci dà conto di una storia bellissima. Viene dall’india orientale. È la storia del Signor Nayak, analfabeta. Fa il fruttivendolo di mestiere. Vuole che i suoi tre figli vadano a scuola. Per raggiungere la scuola più vicina, impiegano, ogni, giorno, tre ore per andare e tre ore per tornare. A piedi. Ed allora Nayak che fa: prende zappa, piccone, scalpello e decide di costruirne un altro, più breve. In due anni “costruisce” ben 7 km di strada nuova, perché “per lui non esiste piacere più grande della possibilità di tracciare una linea retta fra il suo paese ed la scuola”. È a questo punto che qualcuno ha raccontato la storia ai giornali e Nayak è diventato una sorta di eroe nazionale ed il governo Indiano ha promesso di pagarlo per i chilometri e di completare quelli mancanti. Commenta Massimo Gramellini: “Di fronte alla bellezza di un’anima, come quella di un’opera, si finisce pere restare ammutoliti. Non esiste alfabeto umano in grado di esprimere la meraviglia di un gesto come quello, semplice ed immenso, che quest’uomo ha compiuto per i suoi figli e, in fondo, per tutti noi.” Di converso, sullo stesso giornale, sempre di sabato 13 di gennaio, è raccontata un’altra storia, ben più triste, che dà conto della miseria dell’animo umano. Il titolo: “Il primario chiede la bustarella, e la lista d’attesa svanisce”. E giù la storia, con dovizia di particolari, descritta da Gian Antonio Stella, che c’informa subito che il “fatto” non è accaduto. Verrebbe da dire, ahimè!!, per molti “nel solito Mezzogiorno carico di stereotipi, bensì in una delle aree di eccellenza dalla “virtuosa” Pianura Padana”. La storia si conclude, si fa per dire, con la richiesta diretta da parte di quel primario di ostetricia alla paziente, che altro non è che una reporter, di ben duemila euro, per garantire, in ospedale, l’intervento immediato. Casualmente, questa storia, così diversa se non opposta, sono sullo stesso giornale nello stesso giorno. Possiamo constatare quanta generosità. Quanta nobiltà di animo ci sia nel fruttivendolo analfabeta e quanta “miseria umana” alberghi nel ricco primario della “virtuosa” Pianura Padana. Chi deve riflettere, rifletta. A me piace solo ricordare i miei genitori, e milioni di genitori come loro, che “costruirono” il cosiddetto “miracolo economico” italiano, ispirandosi ad un motto che mio padre ripeteva continuamente: “dobbiamo progredire, i nostri figli devono andare a scuola”. Senza invocare nostalgie. Se ci guardiamo intorno, troviamo miseria e macerie. Di Uomini e di Valori. E per fortuna ogni tanto ci viene qualche esempio ad illuminare questo tempo miserabile: dalla lontana India orientale ma anche dalle nostre parti, soprattutto, dal mondo del volontariato. E dalle parole di speranza di Papa Francesco.
2.
Un sondaggio commissionato da Forza Italia alla European Research di Alessandra Ghisleri dice della impetuosa avanzata del Movimento 5 Stelle nel Mezzogiorno d’Italia. Quel Movimento, che corre da solo, viene accreditato di percentuali fra il 32 ed il 35%. A cominciare dalla Campania. A prescindere dalla forza di attrazione che queste percentuali, per ora solo previste, esercitano anche in tanti “benpensanti”, nel mondo delle professioni e della cosiddetta società civile, pronti a saltare sul carro dato per vincente, mi pare opportuno qualche riflessione. Con queste percentuali al Movimento 5Stelle resta un altro 60% da dividere fra Centro destra e Centro sinistra, senza ovviamente il neopartito guidato da Pietro Grasso. Una dicotomia fra il Partito delle protesta-populista, che comunque va “costituzionalizzandosi”, ed il “sistema” politico tradizionale, che ha per perno da un lato il PD, dall’altro Forza Italia. Entrambe queste forze politiche esprimono Sindaci ed amministratori locali e fondano, per lo più, il loro consenso sul potere e sulla e sulla conseguente sua dimensione clientelare. La “novità”, rispetto al passato è che il Movimento 5Stelle, occupa il posto che fu, con ben altro spessore, del PCI, che si opponeva al Centro Sinistra, a trazione DC-PSI. Tutto questo al netto delle astensioni che, temo, ancora una volta supereranno il 40%. A meno che, un rigurgito di responsabilità democratica non induca molti a tornare alle urne. Staremo a vedere se le forze in campo riusciranno a costruire una proposta alletante per spingere gli astenuti tradizionali a tornare alle urne. Certo, parlo del Mezzogiorno d’Italia, in questa orgia di “boutade” di giornata, fra le quali spiccano quelle del Presidente del Senato, che deve divertirsi un mondo a fare il leader-per caso, non se ne individua alcuna che specificamente parli alla gente del Sud e spieghi come propone di utilizzare le grandi risorse di questa terra: quelle umane e quelle relative alle vocazioni proprie del territorio. Proposte concrete che sappiano dare speranza e futuro a migliaia di giovani, di ragazzi senza guida, anche da famiglie e da scuola, alla ricerca di miti di giornata, fondanti sul disprezzo per la propria vita e per quella degli altri. Basterà Paolo Siani, da solo, ad alimentare un ragionamento in grado di coinvolgere energie e saperi per accendere la speranza?

Franco Iacono