Messico, Calenda: L’accordo con l’Ue sui dazi importante per relazioni più eque

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in foto Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico

“La notizia del raggiungimento dell’intesa politica per la conclusione del negoziato commerciale del nuovo accordo tra UE e Messico è una importante novità”. Lo sottolinea il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, in una nota. “Nel momento in cui, da un lato, nuove spinte protezionistiche si affacciano all’orizzonte – fa notare Calenda – e, dall’altro, è forte il bisogno di governare la globalizzazione, questo accordo è un passo importante verso l’affermazione di un principio di relazioni commerciali internazionali basate su di una equa ripartizione dei benefici del commercio e sul rispetto di alti standard sociali ed ambientali”. “Il Messico, oltre ad essere un Paese amico legato all’Europa ed all’Italia da vincoli profondi, è un mercato estremamente interessante per il nostro Paese. Nel 2017 – aggiunge Calenda – abbiamo esportato in Messico beni e servizi per più di 4 miliardi di euro con un saldo positivo dell’interscambio di circa 3,3 miliardi. Con la conclusione del negoziato si creeranno quindi le condizioni per rafforzare i benefici per le nostre aziende, soprattutto Pmi, che potranno avvantaggiarsi degli abbattimenti tariffari e delle semplificazioni doganali e regolamentari. Potremo infatti beneficiare infatti di una liberalizzazione daziaria al 99% , di cui 98% all’entrata in vigore, oltre che dell’abolizione dei dazi sul formaggio (ora fino al 20%) pasta (20%) carne di maiale (45%), della protezione di numerose indicazioni geografiche, e di una forte riduzione delle formalità per l’esportazione dei beni industriali sia a livello regolamentare che doganale. Tutto questo avverrà nel rispetto dei nostri principi, incluso quello di precauzione, e con un forte impatto anche sul rispetto degli standard ambientali e sociali”. “Se l’unico modo per rendere il commercio più equo è quello di creare una rete di regole condivise questo accordo potrà sicuramente dare un suo contributo. Si tratta, in sostanza, di un risultato – conclude Calenda – che conferma in pieno la bontà della strategia italiana che consiste nel giocare in attacco aprendo nuovi mercati per le nostre aziende, e, al contempo, difendere i nostri interessi diventando sempre più intransigenti nel definire regole condivise e nel pretenderne il rispetto”.