Metodi di pagamento digitali: i risultati del report di PayPal

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Foto da Pixabay by rupixen

La crescente tendenza a comprare online prodotti e servizi si è associata nel tempo alla necessità, per acquirenti e utenti, di fidarsi dei principali metodi di pagamento che la Rete mette a disposizione, tra prepagate, wallet e carte di credito o debito, che ad oggi sono gli strumenti di transazione preferiti dagli italiani.

I report e le ricerche di settore, per capire i trend in atto nel campo dei pagamenti digitali e la risposta degli utenti, mettono in evidenza come il fattore della sicurezza sia di primaria importanza per i milioni di consumatori dell’e-commerce, peraltro facenti parte di una platea trasversale in termini di età e competenze tecnologiche. 

Secondo una ricerca di PayPal, l’e-Commerce Index, che ha indagato sui comportamenti dei consumatori digitali nel primo semestre del 2022, il 44 per cento degli acquirenti sceglie l’e-commerce in base alla presenza del metodo di pagamento preferito, mentre il 36 per cento del campione è scoraggiato da procedure di transazioni poco agevoli e intuitive (si tenga conto che molte delle compravendite o adesioni ai servizi avvengono da smartphone oppure da wearable).

I dubbi sulla sicurezza riguardano una buona fetta del campione considerato, e non a caso le aziende, anche a fronte di ricerche come questa, si stanno impegnando nell’implementazione di sistemi di pagamento sicuri e incentrati sulla crittografia, per lo scambio protetto di informazioni come password e pin, e sul doppio fattore di autenticazione, per l’accesso ai conti e alle carte.

Lo stesso PayPal mette in atto politiche di sicurezza piuttosto rigide, oltre ad essere scelto da milioni di utenti per la velocità e per l’accesso al conto collegato semplicemente tramite indirizzo e-mail e password. Nella policy del popolarissimo wallet di Palo Alto, ad esempio, sussiste l’autorizzazione alla fonte per alcuni tipi di transazione di particolari comparti, come la vendita di gioielli e di preziosi, la compravendita di azioni o il brokeraggio, le attività del gioco legale a distanza, in relazione ai siti scommesse con PayPal come uno dei metodi di pagamento, il mercato delle criptovalute, le compagnie aeree, gli articoli che necessitano di apposite prescrizioni mediche, i contenuti per adulti, gli enti no-profit, e così via.

Al pari di altri sistemi di pagamento che vanno per la maggiore, come ad esempio altri wallet quali Skrill o Neteller, oppure prepagate come PostePay e PostePay Evolution, cresce dunque l’attenzione verso la cifratura delle transazioni e verso il monitoraggio delle stesse, ai fini di scongiurare pericoli come le frodi oppure il phishing. 

Del resto, si deve tenere conto che, oltre all’e-commerce inteso come vendita di prodotti e servizi, i mezzi digitali vengono utilizzati anche per pagare le utenze, le multe, le forniture di gas e luce, i bolli auto, i ticket ospedalieri, come nel caso del sistema PagoPA per saldare i debiti verso la Pubblica Amministrazione.

A questo proposito, il fatto che la piattaforma abbia deciso di includere PayPal tra i sistemi di pagamento accettati, fa comprendere come la policy di sicurezza sia un fattore essenziale per la diffusione e per la penetrazione di un determinato mezzo di pagamento, anche a livelli istituzionali e non solo di e-commerce privati. 

La stessa tutela, peraltro, è quella che deve essere garantita quando il consumatore sceglie di comprare via app all’interno di un negozio fisico, visto che oramai anche gli shop terrestri sono tenuti ad accettare i pagamenti digitali: in questi casi l’autenticazione sicura è quella tramite QR Code oppure via impronta digitale.

Tra le altre tipologie di servizio associate alla politica di affidabilità dei principali mezzi di pagamento, rientra l’opzione di revoca di un versamento di denaro, qualora insorgano problemi con il venditore oppure con la merce, giudicata non conforme alla sua ricezione. Il chargeback, o rimborso, di solito prevede una tassa stimata in media sull’1 per cento del totale, ma si tratta di una pratica comune, in virtù dell’esercizio del diritto di recesso. 

A fronte di tutte queste garanzie, non stupisce dunque che il transato dei pagamenti digitali nel 2022 sia cresciuto di 22 punti percentuali rispetto al 2021, arrivando a raggiungere più di 182 miliardi di euro, e con ottime prospettive anche per l’anno in corso.