Mezzogiorno, con Brains2South cervelli in fuga verso il Sud

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La Fondazione Con il Sud ha selezionato 11 nuovi progetti di ricerca applicata proposti da altrettanti giovani ricercatori italiani e stranieri che riceveranno un finanziamento privato a fondo perduto di circa 3,36 milioni di euro (una media di 306 mila euro a iniziativa) per studi altamente qualificati e di livello internazionale da realizzarsi nei dipartimenti universitari e nei centri di ricerca meridionali (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). Diversi gli ambiti di riferimento: nanotecnologie, ingegneria, ambiente, agroalimentare, geologia e soprattutto medicina. I ricercatori fino ad oggi hanno condotto la propria attività all’estero o in Italia, al di fuori delle regioni meridionali. L’obiettivo del bando “Brains2South” è stato, infatti, “attrarre” giovani eccellenze nei centri di ricerca e nei dipartimenti universitari del Sud, nell’ottica di rafforzare i legami con il resto del mondo scientifico e come opportunità per sviluppare e potenziare carriere indipendenti. Come rilevato dal National Bureau of Economic Research1 sono solo il 3% i ricercatori stranieri nel nostro Paese. D 
i contro, ben il 16% dei ricercatori italiani decide di proseguire la propria attività all’estero. Secondo un recente studio realizzato dal Censis per Confcooperative, inoltre, nel 2013 ben 26.000 laureati di età media pari a 34 anni hanno lasciato le regioni del Sud trasferendosi in quelle settentrionali e altri 5.000 hanno lasciato il Mezzogiorno per andare all’estero. In un solo anno, dunque, 31.000 laureati hanno deciso di spendere altrove il patrimonio di competenze acquisito studiando nel proprio territorio di origine. Considerando che la spesa per studente sostenuta dallo Stato italiano per tutto il percorso formativo (dalla scuola primaria fino alla laurea) è pari a 108.000 euro (stima Ocse), il mancato ritorno dell’investimento realizzato dal nostro Paese, con riferimento ai 5.000 laureati meridionali che nel 2013 hanno lasciato l’Italia, è pari a 540 milioni di euro in un anno. 
Con riferimento ai 26.000 laureati meridionali che oggi vivono nel Centro-Nord, l’impatto economico può essere valutato in poco più di 2,8 miliardi di euro. In totale, si tratta di 3,3 miliardi di euro: una riduzione di opportunità per quei territori che hanno contribuito a formare un capitale potenzialmente strategico per il futuro. 
“Con questo Bando, come avvenuto per altro anche con l’iniziativa ‘Il bene torna comune’ per la valorizzazione di spazi inutilizzati, abbiamo voluto introdurre una sperimentazione per marcare una propensione di fondo di apertura alle migliori idee, selezionandole a monte rivolgendoci direttamente ai giovani ricercatori, a prescindere dai centri di ricerca nelle quali si sarebbero potute realizzare” spiega Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione Con il Sud. “Siamo molto soddisfatti per l’elevata qualità delle proposte pervenute e per il grado di applicabilità e impatto dele ricerche, perché diamo un’opportunità ai talenti e alle università del Sud, infine perché lanciamo un segnale importante al mondo della ricerca scientifica per una maggiore innovazione sociale”.
“Il rammarico però – conclude Borgomeo – è che su oltre 100 proposte pervenute ne sono state valutate positivamente 34, ma ne abbiamo potuto finanziare solo 11, privando di questa opportunità altri 23 giovani ricercatori, constatando ancora una volta che esiste una grande domanda e un enorme potenziale di cui le politiche di sviluppo dovrebbero tener conto”. Attraverso le tre precedenti edizioni del Bando (2007, 2009, 2011), la Fondazione Con il Sud ha sostenuto 20 progetti per la valorizzazione del capitale umano di eccellenza, per un’erogazione complessiva di oltre 7,8 milioni di euro.