Mezzogiorno, Svimez: Rischio povertà triplo rispetto al resto del paese

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Il rischio di povertà in Italia riguarda il 18,5% dei residenti, un risultato in linea nel 2014 con quello dell’anno precedente, ma con una notevole differenza tra le due ripartizioni territoriali: nel Sud il rischio povertà è il triplo rispetto al resto del Paese. I livelli e le tendenze sono peraltro differenziati anche all’interno del Mezzogiorno, dove nelle due regioni più grandi, Sicilia e Campania, si supera il 39%, mentre in Abruzzo è di poco superiore al 20%.

Questi alcuni dati delle anticipazioni dei principali andamenti economici e sociali dal “Rapporto Svimez 2016 sull’economia del Mezzogiorno“, dal quale emerge che esiste inoltre una stretta correlazione tra dualismo territoriale dell’economia italiana e distribuzione diseguale del reddito. La distribuzione dei redditi è strutturalmente diversa nelle due ripartizioni del Paese. Una misura di tale fenomeno è possibile ottenerla ordinando le famiglie dalla più povera alla più ricca, e dividendo gli individui in cinque gruppi di uguale numerosità: risulta che in tutte le regioni del Mezzogiorno è meno frequente l’appartenenza alla parte più ricca della distribuzione, meno di un decimo (l’8,4%; nel Centro-Nord è più di un quarto, il 26,2%). Al Sud, al contrario, è più frequente una collocazione nella parte più povera della distribuzione delle famiglie: il 35,9% degli individui percepisce un reddito pari o inferiore al classe più povera, con punte del 42,8 % in Sicilia, del 41,9% in Campania e del 35,9% in Molise (mentre nel Centro-Nord appartiene a questa fascia appena l’11,5% degli individui).

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