Micalizzi, boom riproduzione musicale di ogni genere ma autori sono meno premiati

5

Roma, 19 ott. (Labitalia) – “Proprio nel momento in cui c’è un’enorme diffusione della musica: internet, radio, tv, riproduzione di ogni genere, concerti, è, purtroppo, anche il momento in cui gli autori musicali sono meno premiati. E tutto ciò in nome di una ben ‘strana e troppo comoda’ libertà. Il fatto è che tutti si ritengono autorizzati a sfruttare il patrimonio musicale senza doverosamente compensare adeguatamente gli autori e gli editori”. Lo dice a Labitalia il maestro Franco Micalizzi, noto a livello internazionale come uno dei più raffinati e talentuosi compositori italiani di colonne sonore per il cinema.

“E’ vero -ammette- che la recente decisione del Parlamento europeo a favore del copyright ci ha ridato speranza facendo giustizia, anche se temo che le regolarizzazioni richiederanno tempi lunghi, ma finalmente ci verrà riconosciuto il giusto anche dalle grandi piattaforme che dominano internet. Per il momento siamo certamente coraggiosi a continuare a scrivere e produrre ma, del resto, è il nostro mestiere”.

“Nel mio caso -racconta- dopo le più varie esperienze, ho fatto appena uscire un paio di singoli, ‘Funky Alligator’ e ‘Iguana Joe’, ispirati al genere musicale delle colonne sonore che nei mitici anni ’70 scrissi per i polizieschi italiani diretti dal grande Umberto Lenzi, colonne che hanno ancora tanti estimatori nel mondo. Questo genere musicale io l’ho definito ‘pulp music’ visto che spesso il grande Tarantino ha scelto alcuni dei miei brani. Vedi il caso di A prova di morte (il mio tema di Italia a mano armata) e Django (lo chiamavano Trinità mia prima creatura) nel gran finale di questo super premiato Pulp Movie”.