Microbi e batteri al via la mappatura

312

Con un articolo su Nature, questa settimana, un team di scienziati ha chiesto l’istituzione di una International Microbiome Initiative, un ambizioso progetto per la mappatura completa dell’ancora sconosciuto universo dei microrganismi. Un progetto sullo stampo di quello che nel 2000 portò alla decodifica del genoma umano, e di quello lanciato nel 2011 per svelare i segreti del cervello. A oggi solo 35 specie di batteri sono classificate secondo le tassonomie tradizionali, mentre attraverso l’applicazione delle tecnologie di sequenziamento genomico gli scienziati sono convinti che ve ne siano almeno un migliaio. E sono ovunque: nei geyser bollenti del parco di Yellowstone come nei laghi sotterranei dell’Antartico sotto centinaia di metri di ghiaccio. I microbi negli oceani producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo, rimuovendo la stessa percentuale di anidride carbonica dall’atmosfera attraverso la fotosintesi. Sono anche responsabili della rimozione del 90% del metano dai nostri mari. Sono alla base della catena alimentare, e hanno un ruolo strategico nella nostra salute: i miliardi di microrganismi che vivono nel nostro corpo, infatti, ci proteggono dalle malattie e regolano il nostro sviluppo. Eppure sappiamo ancora pochissimo su di loro. Nel 2003 la scoperta dei virus giganti ha rivoluzionato le nostre conoscenze. L’International Microbiome Initiative intende coordinare uno sforzo internazionale congiunto da parte di Europa, Cina e Stati Uniti per mappare questo microbioma, ossia l’intera comunità di microrganismi esistenti sulla Terra.