Microcredito, Angioli: Così non va, ecco come modificheremo la misura varata dalla Giunta Caldoro

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“La misura del Microcredito così come introdotta dalla passata giunta non va bene, siamo al lavoro per modificarla”: lo annuncia l’assessore regionale ai Fondi Europei e Politiche Giovanili Serena Angioli nel corso del dibattito “Microfinanza e Fondi Strutturali 2014-2020: Inclusione, Coesione e Sviluppo” organizzato dalla Onlus Finetica, dalla Rete Italiana di Microfinanza (RITMI) e dall’Associazione Nazionale Studio Problemi Credito (ANSPC), nell’ambito della II Giornata Nazionale della Microfinanza.

“Non abbiamo ancora dei dati significativi sull’utilizzo del Microcredito regionale –  – spiega Angioli – Basti pensare che al momento solo il 60% dei contratti si sono chiusi. Non mi azzardo dunque a esprimere giudizi sui risultati, posso solo dire che faccio fatica a considerare dei contributi a fondo perduto fino a 25 mila euro sufficienti per l’avvio di un’impresa”. Da qui la bocciatura della misura introdotta dalla vecchia giunta Caldoro che consiste in prestiti senza richiesta di garanzie da restituire in 5 anni a tasso zero. Uno strumento diverso da quello offerto dell’Ente Nazionale per il Microcredito e per certi versi concorrente ad esso, sul quale lo stesso Nello Tuorto, Direttore Generale di Finetica e moderatore del dibattito, aveva espresso, qualche decina di minuti prima, diverse perplessità.

“Pensiamo che questi stessi contributi, che vanno rivisti – continua Angioli – possono rivelarsi utili nella fase di preaccompagnamento all’investimento, dove non esistono strumenti del genere”. In questa direzione dunque pare puntare la Regione. Gli ambiti di applicazione su cui dirottare in via sperimentare le risorse provenienti “non solo dal Fondo Sociale Europeo ma anche dal Fesr”  sono tre: “Le politiche attive del lavoro e quindi ciò che generalmente viene definita occupabilità, la lotta alla povertà e la legalità”.

Angioli annuncia modifiche anche sul fronte dell’attuazione del Microcredito nei piccoli comuni. Si punterà in questo caso però solo a “snellire le procedure amministrative e accellerarne l’utilizzo”. In linea di massima infatti in realtà piccole questo strumento può avere una sua valenza. L’intervento dell’assessore rappresenta una mano tesa nei confronti di Finetica e delle altre organizzazioni impegnate sul campo della finanzia a scopo sociale. A rafforzare questo impegno c’è anche l’apprezzamento della giunta regionale nei confronti della “garanzia morale”, sperimentata con successo dalla Rete Italiana di Microfinanza. “Sarà una delle leve che in futuro utilizzeremo anche noi per il Microcredito” assicura Angioli.

Al tavolo, insieme a lei e a Tuorto, ci sono anche Leandro Limoccia, presidente del Collegamento campano contro le camorre, Antonio Amato, presidente onorario di Finetica Onlus, Ercole P. Pellicanò, presidente dell’Associazione nazionale studio problemi credito, Giorgio Centurelli, esperto nazionale dei fondi strutturali, Roberto Parmeggiani, della Supervisione intermediari finanziari di Banca d’Italia. E ci sono soprattutto Mario Baccini, presidente dell’Ente nazionale Microcredito e Santi Giuffré, Commissario straordinario Antiracket e Antiusura. Sono proprio questi due ultimi a concludere il dibattito. “Stiamo percorrendo l’ultimo miglio, quello che separa il bisogno dalla sua soddisfazione” dice Baccini spiegando la “visione etica” dell’operazione portata avanti dall’Ente. “Il Microcredito – dice ancora – non è assistenzialismo e non ha nulla a che vedere con quello che viene fatto dalle Regioni con altri strumenti. E’ piuttosto un sostegno alla nascita di nuove startup o al potenziamento delle microimprese già esistenti attraverso sì un contributo economico ma anche con un vero e proprio accompagnamento”.

“E’ nostro compito guardare alla profonda evoluzione della criminalità che porta avanti attività tradizionali come usura ed estorsione in modo diverso reinvestendo poi ingenti capitali” avverte infine Giuffré. Contro questa macchina finanziaria “ci vogliono – dice il Commissario Antiracket – nuovi strumenti. E uno di questi è il Microcredito che da sostegno alle vittime dell’usura diventa sostegno all’economia nazionale”.

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