Milano si tinge d’arcobaleno

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Milano, 28 gen. (AdnKronos) – L’arcobaleno splende su Milano. Il caldo torrido non ferma l’onda colorata del Pride che invade, pacificamente, le strade del capoluogo lombardo. Ad aprire la parata lo striscione ‘La prima volta fu rivolta’ e un carro di migranti Lgbt che sfila accompagnata da una selezione musicale di brani dei paesi di origine, tra cui Senegal, Nigeria, Libia, Pakistan e Russia. Il ‘grazie’ in tante lingue campeggia sul carro insieme alla bandiera che unisce una striscia oro alle sei dell’arcobaleno. L’oro è quello del tessuto tecnico delle coperte termiche con cui vengono soccorsi i naufraghi nel Mediterraneo.

L’associazione ‘Milano senza muri’ ha invitato i partecipanti alla parata a indossare un nastro azzurro in segno di solidarietà ai naufraghi, alla capitana Carola Rackete e all’equipaggio della Sea Watch. La festa – che quest’anno cade nel 50esimo anniversario dei moti di Stonewall a New York – è imponente, con l’appoggio di 60 sponsor e del Comune di Milano che illuminerà Palazzo Marino di luci arcobaleno.

‘Carola libera’ è il coro che si alza dai partecipanti al Pride di Milano mentre dal palco i presentatori Debora Villa e Daniele Gattano ricordano i migranti e sottolineano che “prima di tutto vengono i diritti umani”. In prima fila due i cartelli per la comandante della Sea Watch: ‘Carola libera’ e ‘Siamo tutto sbruffoncelli’ l’aggettivo usata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini per definire la giovane Carola Rackete. “Siamo al fianco di Carola della Sea Watch. Se lei l’hanno arrestata vengano ad arrestarci tutti perché tutti difendiamo i diritti”, dice dal palco il presidente dell’Arcigay Milano Fabio Pellegatta.

“La lotta per i diritti ci vedrà sempre insieme, sempre in cammino” ha detto l’assessore milanese alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino dal palco del Milano Pride. “Dicono che qui c’è una carnevalata e una strana messa in scena: vi dovete vergognare, qui c’è un pezzo di società italiana, c’è la parte migliore di questa città. L’assessore ricorda l’impegno per assegnare degli appartamenti rifugio per ragazzi cacciati di casa per il loro orientamento sessuale, “possiamo dire che la prossima settimana il primo si apre ed è solo il primo perché questa è una città accogliente che protegge e tutela tutti”. E nelle scuole, annuncia Majorino “porteremo i contenuti di una sessualità libera e consapevole”.